L’Unione europea, con 1,1 miliardi di dollari, è il primo donatore di aiuti per la crisi umanitaria in Siria in una classifica di stati membri che vede l’Italia al settimo posto con 19 milioni, pari a circa 18 milioni di euro. Un impegno economico, fanno sapere fonti diplomatiche commentando il risultato della Terza Conferenza dei donatori, “importante” che l’Italia conta di integrare ulteriormente “entro la fine dell’anno”.
Al primo posto tra i paesi europei più generosi spicca la Germania che a Kuwait City si è impegnata con 255 milioni di dollari, seguita dalla Gran Bretagna con 140 milioni, dalla Svezia con 43 milioni e dalla Francia con 20 milioni. A seguire la Finlandia che ha stanziato 15 milioni, l’Irlanda 12, il Belgio 10,5 e il Lussemburgo 5,5 milioni.
Complessivamente la Terza Conferenza dei donatori in Kuwait ha stanziato per far fronte alla crisi umanitaria 3,8 miliardi di dollari, una cifra superiore a quella dei, 2,4 miliardi dello scorso anno nonostante la pressione finanziaria sui paesi provocata dalla crisi e dal calo dei prezzi del petrolio.
Spiccano i contributi del Kuwait, con 500 milioni, degli Emirati Arabi con 100 milioni, degli Usa che hanno portato il contributo a 507 milioni, e dell’Arabia Saudita, con 60 milioni. Mentre ‘grandi assenti’ tra i donatori mondiali sono risultati la Cina, la Russia e, strano a dirsi, emirati come il Qatar e il Barhein che non hanno contribuito alla cifra complessiva di 660 milioni stanziati dai paesi del Golfo.

