Uno studente di 13 anni ha ferito con un coltello una professoressa della scuola media Giovanni Verga di Roma. Prima dell’aggressione il ragazzo avrebbe spruzzato dello spray urticante sul volto dell’insegnante. La docente è sotto shock ma non è in pericolo di vita.
Alla Giovanni Verga intervengono carabinieri e 118: l’insegnante è sotto shock ma non rischia la vita
L’aggressione è avvenuta questa mattina nella scuola media Giovanni Verga, in via Giovanni Gussone 5, nella zona di Centocelle a Roma.
Secondo le prime informazioni, lo studente avrebbe prima spruzzato dello spray urticante sul volto della professoressa e successivamente l’avrebbe ferita con un coltello. Il ragazzo aveva con sé anche un cellulare collegato a Telegram e, stando a quanto si apprende, avrebbe tentato di filmare la scena attraverso una videochiamata in diretta. A fermare l’aggressione è stato un suo compagno di scuola.
Dopo la richiesta arrivata al 112 sono intervenuti i carabinieri della stazione Roma Centocelle e i sanitari del 118. La docente è stata soccorsa in stato di shock ed è stata portata in codice giallo in ambulanza all’ospedale Vannini. Le sue condizioni non sono considerate tali da metterne in pericolo la vita. Il minore é stato condotto in caserma accompagnato dai genitori.
Il ragazzo ha 13 anni. Dai primi lanci disponibili non emergono ancora informazioni sulle ragioni dell’aggressione né su quanto possa essere accaduto prima dell’episodio.
I compagni: “Odiava la prof per il debito”
Potrebbe essere stato un voto insufficiente la causa scatenante dell’aggressione di questa mattina di uno studente delle medie ai danni della professoressa. “Lo ha fatto perché aveva ricevuto un debito e la odiava”, hanno detto gli studenti fuori dalla scuola. A compiere il gesto sarebbe stato uno studente della terza media, di 13 anni. L’episodio è avvenuto a Roma, all’Istituto Giuseppe Verga, nel quartiere Centocelle. La docente, un’insegnante di lettere all’ultimo anno di lavoro prima della pensione. Gli studenti sono stati fatti uscire dal retro della scuola, all’orario normale della fine delle lezioni. L’assessora alla Scuola del Municipio V, Cecilia Fannunza, ha raggiunto l’istituto per dare solidarietà al corpo docenti della scuola.
Le parole del marito della docente
“Lo devo capire pure io bene” com’è andata. “Spero mettano in galera lui e i genitori”. Così il marito di Isabella Marsili, la docente accoltellata questa mattina a Roma da uno studente, in un video pubblicato su Repubblica.it. “Già gli hanno fatto delle lastre forse, forse le faranno una tac ulteriore. Lei è preoccupata per questo – ha aggiunto -. Il ragazzo aveva due debiti: uno lo doveva riparare oggi, guarda caso. Non so se geografia, storia, o altro, e la prossima settimana italiano. Lo ha detto lei ai carabinieri”, ha spiegato.
Le parole della docente accoltellata
“Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni”. Così Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata questa mattina a Roma da un suo studente di 13 anni, risponde in un’intervista a La Repubblica.it, su cosa vorrebbe dire al giovane. “Anche se non l’ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere”, afferma, aggiungendo di volerlo incontrare “per abbracciarlo”. In merito all’accaduto l’insegnante racconta com’è andata: “Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio”.
La nota del ministro Zangrillo
“La notizia dell’accoltellamento di una professoressa avvenuto quest’oggi, in una scuola media di Roma, mi ha lasciato sgomento. Prima di tutto, c’è grande sollievo perché la docente è già stata dimessa dall’ospedale: a lei vanno i migliori auguri di una pronta guarigione, all’intera comunità scolastica la massima solidarietà. Ma non si può non riflettere con serietà, considerando la giovanissima età dell’aggressore. Mi auguro che questo ragazzo possa iniziare un percorso che lo porti a capire la gravità di ciò che ha fatto. Il disagio giovanile va combattuto con coraggio e occorre prevenire e impedire il ripetersi di certe situazioni”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, in merito all’episodio di Centocelle.


