Combattere il terrorismo sui banchi di scuola, attraverso politiche d’istruzione votate all’educazione civica e finanziamento europeo di progetti per l’inclusione. Questa la strategia dei ministri dell’Istruzione dell’Ue, riuniti per il Consiglio che deve discutere, tra le altre cose, come gestire le principali sfide dell’attualita’ europea. La Commissione europea e’ pronta a “ri-orientare le spese per l’istruzione verso quegli strumenti che favoriscono l’integrazione”, ha spiegato in conferenza stampa il commissario per l’Istruzione, Tibor Navracsics, che per il 2016 ha deciso di utilizzare dieci milioni di euro contenuti nel programma Erasmus+ per il finanziamento di iniziative didattiche che possano “favorire l’inclusione e la deradicalizzazione”.
Per Navracsics “gli attacchi di Parigi ci impongono ad investire sull’inclusione, l’insegnamento dei nostri valori per aiutare i migranti ad integrarsi”. L’Ue pensa quindi a “misure concrete per il riconoscimento dei diplomi” conseguiti fuori dall’Ue, cosi’ da permettere un migliore ingresso nel mercato del lavoro dei giovani richiedenti asili che arrivano in Europa. “Investire nella scuola deve diventare una priorita’ nazionale”, secondo Claude Meisch, ministro dell’Istruzione del Lussemburgo e presidente di turno del consiglio dei ministri dell’istruzione. “Le misure antiterrorismo si rendono necessarie per rispondere ai rischi immediati, ma servono anche misure di prevenzioni”, quali “lotta alla radicalizzazione e alla marginalizzazione”. Per il lussemburghese “con la giusta educazione si creano le condizioni per evitare tutto questo”, e l’Ue continuera’ a lavorare su questo.
