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Turismo, al via la task force Ue. De Monte: “Puntiamo su trasporti e cultura”

Turismo, al via la task force Ue. De Monte: “Puntiamo su trasporti e cultura”
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I dati Eurostat mostrano un turismo europeo in aumento, ma un calo di quello italiano. “Serve una politica coordinata sul fronte della cultura e dei trasporti e una strategia per attrarre i turisti”, spiega in una intervista ad Affaritaliani.it Isabella De Monte, eurodeputata Pd e membro della task force sul turismo

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole De Monte, oggi si è tenuta la prima riunione della task force del Parlamento europeo sul turismo, di che cosa si tratta?
“Il turismo è una competenza esclusiva degli Stati membri e delle Regioni. Quello che noi faremo è coordinare differenti politiche a livello comunitario, come quella dei trasporti e della cultura, che sono la base per attrarre turisti”.

Su cosa bisogna puntare per attrarre i visitatori?
“Prima di tutto su un sistema di trasporti che sia efficiente. Su questo tema l’Europa ha una competenza forte. E poi sulla valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese, e anche su questo Bruxelles ha investito delle risorse”.

Ci sono dei fondi per il turismo?
“Non esiste un fondo specifico, quello che noi stiamo cercando di fare è di attirare l’attenzione sul turismo perché la Commissione destini dei fondi ad hoc”.

Quali saranno le iniziative che intraprenderete come task force?
“Spingeremo sulla semplificazione normativa, sullo sviluppo di piattaforme digitali e del turismo sostenibile, sul miglioramento delle competenze. In Italia bisogna puntare molto sulla formazione degli operatori turistici e sull’apprendimento delle lingue”.

Magari insegnando il cinese?
“Certamente se dovessimo pensare ad un bacino di possibili turisti non possiamo non guardare alla Cina. Ma più in generale occorre che si sviluppi una strategia completa del settore”.

Chi è che deve fare questa strategia?
“Le competenze in fatto di turismo sono principalmente regionali e poi nazionali. L’Europa può solo dare una mano. Dobbiamo metterci nell’ottica di trattare turismo, trasporti e cultura in maniera coordinata a livello europeo ed italiano. Il rischio è che ognuno si faccia la sua politica e che si vada in ordine sparso. Serve invece uno sforzo corale per attrarre i turisti”.

I dati Eurostat mostrano un settore alberghiero in declino, come si inverte la tendenza?
“Il turismo in Italia non è in crisi, certo c’è un problema di ricettività e si potrebbero attirare molti più visitatori. Ci serve una politica coesa e con un piano chiaro su come ci immaginiamo il settore nei prossimi anni. Dobbiamo avere un prodotto vero, attrattivo. Abbiamo le risorse naturali e culturali, manca una politica che le valorizzi. Dobbiamo imparare a ‘vendere’ l’essere italiani”.

L’Europa di per sé potrebbe essere una destinazione di turismo?
“E’ uno dei temi di discussione, dobbiamo capire se c’è la volontà politica di promuovere l’Europa come destinazione turistica”.