Gli elettori svizzeri respingono l’iniziativa che puntava a rendere più rigida la neutralità della Confederazione. Il “no” ha ottenuto il 70,15% dei voti, prevalendo in tutti i 26 Cantoni, mentre l’affluenza si è attestata intorno al 47%. L’iniziativa chiedeva di inserire nella Costituzione una definizione più restrittiva della neutralità, limitando tra l’altro la possibilità per la Svizzera di adottare sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, con l’eccezione di quelle decise dalle Nazioni Unite.
La proposta era sostenuta da ambienti della destra conservatrice e dall’Unione Democratica di Centro, che aveva promosso una stretta sulla politica di neutralità. Tra gli obiettivi dell’iniziativa c’era anche quello di limitare la cooperazione della Svizzera con alleanze militari o difensive, salvo il caso di un’aggressione contro il Paese. La formulazione proposta avrebbe inoltre ristretto il margine di manovra del governo sulle sanzioni internazionali.
La neutralità svizzera è sancita dalla Costituzione federale dal 1848. L’iniziativa sottoposta al voto non metteva quindi in discussione il principio della neutralità in sé, ma proponeva di modificarne le modalità di applicazione, rendendole più restrittive. Il Consiglio federale aveva sottolineato che l’attuale quadro costituzionale consente al governo di adattare la propria politica alle circostanze e di adottare, nel rispetto del diritto internazionale, misure come le sanzioni.
Bocciata anche la proposta sull’alimentazione
Il voto sulla neutralità si è svolto insieme a quello sull’iniziativa sull’alimentazione. Anche in questo caso ha prevalso il “no”, con il 72,5% dei voti. La proposta puntava a rafforzare la produzione alimentare interna e a ridurre la dipendenza dalle importazioni, fissando l’obiettivo di portare al 70% la quota di derrate alimentari prodotte in Svizzera entro dieci anni. L’iniziativa prevedeva inoltre misure per favorire una maggiore produzione e un maggiore consumo di alimenti di origine vegetale, oltre a interventi legati alla tutela dell’acqua potabile e dell’ambiente. Attualmente l’agricoltura svizzera copre poco meno della metà del fabbisogno alimentare del Paese, mentre la parte restante viene importata.


