La maxi inchiesta sull’urbanistica milanese segna un nuovo passaggio sul fronte economico. Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di poco più di 12,5 milioni di euro disposto nei confronti di Bluestone Crescenzago, la società che ha realizzato le Park Towers, i due grattacieli affacciati sul parco Lambro. Il provvedimento era stato eseguito il 2 settembre dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza.
Oltre alla società, risultano indagati il patron del gruppo immobiliare Andrea Bezziccheri e il responsabile dello sviluppo Gianluca Zammarchi. A firmare il decreto di sequestro era stata la gip Angelica Cardi, su richiesta dei pm Luisa Baima Bollone, Mauro Clerici e Paolo Filippini, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo.
Il nodo del Sismabonus
Secondo l’accusa, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 Bluestone e i suoi amministratori avrebbero avuto accesso in modo indebito a crediti d’imposta Sismabonus all’85%, previsti per gli interventi di miglioramento antisismico nelle ristrutturazioni. Le due torri, però, in quel periodo erano già state inquadrate come nuove costruzioni. Non solo: nel procedimento parallelo per lottizzazione abusiva sulle Park Towers, la Procura aveva già chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio, tra gli altri, dello stesso Bezziccheri. Quel processo è attualmente in corso.
Dalla truffa all’indebita percezione di fondi pubblici
Il collegio composto dai giudici Guadagnino, Recaneschi e Raciti, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da Zammarchi, ha confermato il sequestro disposto dalla gip, modificando però la qualificazione giuridica dei fatti. L’originaria contestazione di truffa è stata riqualificata in indebita percezione di erogazioni pubbliche, mentre resta l’ipotesi di indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti.
Il Riesame ha inoltre convalidato la perquisizione, l’ispezione informatica e il sequestro probatorio eseguiti a carico di Zammarchi. Nelle motivazioni di questo secondo provvedimento, le uniche finora depositate, i giudici rilevano che dagli atti emergono elementi concordanti sull’illiceità delle condotte con cui sarebbe stato rappresentato il diritto ad accedere all’agevolazione.
Il rischio di crediti fittizi sul mercato
Con il sequestro di settembre la Procura ha aperto un nuovo capitolo nella maxi inchiesta sull’urbanistica, spostando l’attenzione dai titoli edilizi ai flussi di denaro e puntando a recuperare benefici fiscali che una delle società costruttrici avrebbe incassato senza averne diritto. A giustificare la misura, secondo la gip, il concreto pericolo che quei crediti, se lasciati nella disponibilità degli indagati, potessero essere ceduti o ulteriormente compensati, immettendo sul mercato crediti inesistenti, oppure venire occultati.
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