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Ue, Mogherini alla prova dei fatti. Viaggio in Israele e Palestina

Il nuovo ‘Ministro degli Esteri Ue’ venerdì sarà in Israele e in Palestina dove incontrerà Netanyahu e Abu Mazen. Mogherini vuole rilanciare il ruolo dell’Europa nell’area, ma rischia di scontrarsi con un rompicapo che neppure Obama è riuscito a risolvere

Federica Mogherini non è restata certo con le mani in mano. A pochi giorni dal suo insediamento il nuovo Alto rappresentante per la politica estera partirà per il medio Oriente. Prima tappa Tel Aviv, poi Gerusalemme, Gaza e Ramallah. Nel suo tour, il primo fuori dall’Ue, incontrerà il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ed i ministri degli esteri e della giustizia. A Ramallah invece incontrerà il presidente dell’autorità nazionale palestinese Abu Mazen.

In molti guardano con curiosità a questo viaggio. Per alcuni la Mogherini ha voluto dimostrare di essere all’altezza del ruolo affidatole affrontando per primo il dossier più complesso di sempre. Un rompicapo che ha lasciato sconfitto anche Barack Obama. In molti pensano che il viaggio si tradurrà in una semplice stretta di mano, ma molti altri confidano che la Mogherini possa riportare l’Unione europea ad avere un ruolo di primo piano in tutta l’area.

I rapporti tra Israele ed Europa d’altronde non sono sempre buoni. La Svezia ha deciso di riconoscere lo Stato palestinese, posizione condivisa dal parlamento della Gran Bretagna. La stessa Ue ha condannato la costruzione di nuovi insediamenti a Gerusalemme est e ha posto dei veti alle importazioni di beni prodotti nei territori occupati.

Ma Israele rappresenta anche un utile alleato nell’area, nonché un esempio di democrazia con il quale è necessario dialogare, ma senza abbassare la testa. Per la Mogherini esiste una sola soluzione al conflitto: due Stati separati. Ma la vera sfida sarà imporsi come interlocutore unico di una realtà come l’Ue, in cui gli Stati sono abituati ad andare per conto proprio.