Banca Ifis, il distretto del vetro di Murano cresce: 288 milioni di valore e 928 addetti
Il distretto del vetro di Murano genera 288 milioni di euro di valore, conta circa 160 imprese e dà lavoro a oltre 900 persone. Negli ultimi dieci anni il fatturato complessivo delle aziende muranesi è cresciuto del 72%, passando da circa 104 a 180 milioni di euro. A fotografare il peso economico della filiera è un osservatorio realizzato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis in occasione della decima edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria in programma dal 12 al 20 settembre 2026 tra Venezia, Mestre e Murano.
Secondo l’analisi, tra il 2015 e il 2025 il numero delle imprese attive nel distretto è salito da 114 a 160, mentre gli addetti sono passati da 819 a 928. Nello stesso periodo il fatturato complessivo è aumentato da circa 104 milioni a 180 milioni di euro, con una crescita del 72%. Numeri che mostrano come il distretto non rappresenti soltanto una delle espressioni più note dell’artigianato italiano, ma anche una filiera produttiva capace di generare occupazione e ricadute economiche ben oltre l’isola di Murano. Considerando anche gli effetti prodotti su altri settori, infatti, il valore complessivo generato dalla filiera arriva a 288 milioni di euro.
A beneficiare dell’attività delle imprese muranesi sono comparti che vanno dalle materie prime all’energia, passando per logistica, distribuzione, design e comunicazione. Circa 108 milioni di euro di fatturato vengono attivati in altri comparti produttivi e di servizio. Il 44% di questo valore intersettoriale è legato agli input produttivi necessari alla lavorazione del vetro, mentre il 13% riguarda energia e utilities. Un altro 18% coinvolge logistica e distribuzione, mentre il 7% è riconducibile alle industrie creative, tra design e comunicazione. A questi numeri si aggiungono circa 45 milioni di euro di retribuzioni distribuite ai lavoratori della filiera.
Accanto alla crescita economica, l’analisi di Banca Ifis evidenzia però una maggiore necessità di risorse finanziarie da parte delle aziende. Molte imprese del distretto sono ancora a conduzione familiare e devono affrontare investimenti necessari per competere sui mercati internazionali. Le principali esigenze riguardano il rinnovamento dei mezzi operativi, l’introduzione di nuove tecnologie e l’apertura del capitale a soggetti in grado di accompagnare una crescita dimensionale delle aziende. L’export rappresenta una delle principali opportunità per il vetro di Murano, ma tecnologia e internazionalizzazione restano anche due degli ostacoli più rilevanti per le realtà di minori dimensioni.
“Murano rappresenta uno straordinario esempio di come le eccellenze del Made in Italy possano essere al tempo stesso custodi di una tradizione secolare e protagoniste dello sviluppo economico dell’intero Paese”, ha dichiarato Michele Balice, Capo Area di Banca Ifis nel Nordest. “I 288 milioni di euro di valore generati dalla filiera del vetro testimoniano la capacità di questo comparto di creare ricchezza, occupazione e attrattività per il territorio”.
Banca Ifis sostiene attualmente 325 imprese della filiera italiana del vetro, attive lungo l’intera catena del valore: dalla produzione e lavorazione del vetro piano e cavo fino alle lavorazioni artistiche, alle attività commerciali e ai servizi collegati. In Veneto le aziende supportate sono 55, attraverso strumenti come factoring, finanziamenti, leasing e noleggio. Gli interventi riguardano l’acquisto di impianti e macchinari, l’innovazione tecnologica e organizzativa e più in generale i progetti di sviluppo aziendale. La presenza della banca nella filiera non riguarda soltanto Venezia, ma anche i distretti produttivi di Padova, Treviso, Verona, Vicenza e Rovigo.
Il sostegno alle imprese venete passa anche attraverso Valore Venezia, il programma di Banca Ifis dedicato alle Pmi della regione. Il progetto prevede finanziamenti a medio-lungo termine a partire da 50 mila euro, con una durata fino a otto anni e un periodo di preammortamento fino a 24 mesi. Le risorse possono essere utilizzate per ampliare gli stabilimenti produttivi, acquistare nuovi impianti e macchinari, ristrutturare le sedi, sviluppare marchi e brevetti oppure digitalizzare i canali commerciali. Tra gli investimenti finanziabili rientra anche la realizzazione di piattaforme destinate ai mercati esteri, con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva, ampliare il portafoglio clienti e rendere più efficienti i processi aziendali.


