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Ue, rivoluzione digitale per l’Industria 4.0. “Stop allo strapotere Usa sul Web”

“Il futuro dell’Europa è digitale“. Il commissario Ue Gunther Oettinger parla di “industria 4.0” e sottolinea il fatto che l’Unione Europea dovrebbe riuscire a regolare le piattaforme digitali in modo da permettere a una nuova generazione di operatori europei di prendere il sopravvento su quelli americani, per ora dominanti

“Il futuro dell‘Europa è digitale”. Ne è certa la Commissione Europea che continua a fare decisi passi verso quella che dorvà essere la svolta digital per l’intera comunità. Dal palco della fiera internazionale delle tecnologie industriali di Hannover il commissario Ue Gunther Oettinger ha parlato di un’Europa nel pieno della “quarta rivoluzione industriale”. La rivoluzione digitale “cambierà tutti i settori produttivi, la nostra econommia e le nostre vite”.

Oettinger non si è fermato a questo ma ha sottolineato il fatto che l’Unione Europea dovrebbe riuscire a regolare le piattaforme digitale in modo da permettere a una nuova generazione di operatori europei di prendere il sopravvento su quelli americani per ora dominanti. Secondo Oettinger la posizione di dipendenza da operatori non europei dipende dal fatto che finora il nostro continente ha perso molte opportunità nello svilupo di piattaforme digitali. Occasioni che ora bisogna cogliere al volo, sempre secondo il commissarrio Ue.

Secondo Oettinger la Rete del futuro “dovrà essere più aperta e interoperabile” e dovrà essere “basata su standard dettati da un significativo contributo dell’Industria europea”. Oettinger attacca così i giganti della tecnologia Usa, che hanno scatenato una raffica di investigazioni, tra le quali quella dell’Antitrust europea su Google. Un buon numero di responsabili politici europei, dalla Francia alla Germania, spingono per regole più strette per i colossi americani. Non è la prima volta che Oettinger attacca le pratiche di business dei giganti del web targati Usa. Qualche mese fa aveva per esempio denunciato gli affari di Google e Facebook nel vendere dati personali degli utenti. 

La Germania si è già mossa col suo piano Industrie 4.0 ma a maggio la Commissione europea si prepara a presentare la strategia per il Mercato unico digitale. Tre le aree di azione fondamentali, ha ricordato Oettinger: garantire accesso cross-border a beni e servizi per consumatori e imprese; fissare regole e condizioni (per aziende tradizionali e nuovi entranti) perché reti e servizi digitali prosperino; creare un’economia e società digitali con potenziale di crescita nel lungo termine, affrontando temi come dati, competenze e standard.

“L’industria è il pilastro centrale dell’economia europea”, ha affermato Oettinger; “il settore manifatturiero dell’Ue conta 2 milioni di imprese e 33 milioni di addetti. La sfida ora è assicurarsi che tutti i settori industriali facciano uso delle nuove tecnologie e migrino verso processi e prodotti digitalizzati, ovvero verso l’Industria 4.0. Obiettivo dell’Unione è aumentare il contributo dell’industria al Pil fino al 20% nel 2020, ma la realtà è che la quota dell’industria al nostro Pil è scesa negli ultimi anni. Perciò dobbiamo agire rapidamente e diventare l’avanguardia del digital manufacturing”, ha indicato Oettinger. “Industria 4.0, che indica l’innovazione digitale in prodotti, processi e modelli di business, offre un’opportunità che non possiamo mancare. In gioco c’è la competitività dell’industria europea in tutti i suoi settori”. 

Le Ict svolgono un ruolo fondamentale nel rilanciare l’industria europea con innovazioni quali i prodotti “digital-inside”, la trasformazione dei processi (“smart manufacturing“) e la rivoluzione dei modelli di business, come potrebbe accadere per i produttori di automobili che potranno vendere non solo macchine ma anche tutti i servizi digitali connessi con le auto. “Se non stiamo attenti”, ha osservato Oettinger, “potremmo investire nella produzione di automobili fantastiche ma saranno le aziende che vendono i nuovi servizi per le auto a fare i soldi. Sarebbe un rischio per l’intera economia se l’industria in Europa non sfruttasse questi nuovi modelli di business come altri già fanno”. Oettinger ha proseguito: “La rivoluzione digitale nell’industria avviene così rapidamente che si può restare facilmente indietro se non si agisce presto”. Ne seguirà un livello di innovazione digitale che potrebbe fare dell’Europa “il continente dei campioni del digital business nei prossimi dieci anni”, secondo Oettinger. “Le opportunità sono enormi e ci sono buone probabilità che i prossimi Google e Apple nascano da settori tradizionali come il tessile, le costruzioni, l’energia, l’automotive o la produzione di orologi in cui l’Europa è forte. Ora dobbiamo assicurarci che questi settori abbraccino la trasformazione digitale”.