Tesco, la grande catena di supermercati inglese, potrebbe presto lasciare l’Ungheria. Ma per ora si limita a chiudere 13 punti commerciali lasciando a casa 500 impiegati. La decisione del management si spiega con la necessità di non chiudere un altro anno in perdita. Secondo le nuove leggi ungheresi infatti una società che non registra utili per due anni deve chiudere i battenti.
Si tratta di una norma che dovrebbe evitare che grandi aziende lavorino in perdita per mettere fuori gioco quelle piccole, facendo prezzi bassissimi, ma per i vertici di Tesco si tratta di una norma contro le catene straniere. Un sospetto che viene suffragato dal fatto che il governo ha deciso di imporre nuove tasse a questi soggetti. Nei mesi passati il premier Orban ha varato una serie di riforme che hanno colpito i proprietari non ungheresi di società operanti nei settori dei media, energetico e in quello delle banche.
Intanto il colosso britannico della grande distribuzione ha varato un drastico piano di rilancio del gruppo, in perdita in Gran Bretagna. Il piano arriva dopo una serie di profit warning e uno scandalo che a ottobre ha visto il gruppo confessare di aver sopravvalutato gli utili di 263 milioni di sterline a causa di errori contabili risalenti a due anni fa.

