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Viotti: “Serve una conferenza sul debito greco. E un’alleanza Renzi-Tsipras”

Viotti: “Serve una conferenza sul debito greco. E un’alleanza Renzi-Tsipras”
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“Renzi è Tsipras devono fare sponda per chiedere una riforma del Fiscal compact e più flessibilità”. Ne è convinto Daniele Viotti, eurodeputato Pd in commissione bilancio, che con una intervista ad Affaritaliani.it commenta il voto greco. E afferma: “Ora serve una conferenza sul debito”

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Viotti, che cosa cambia in Europa dopo la vittoria di Tsipras?
“Cambia tutto. Atene ha abbandonato il rigore cieco di questi ultimi anni, mentre in Europa presto si formeranno nuovi equilibri. Un Paese importante come la Grecia ha un governo di sinistra e dovrà instaurarsi un nuovo rapporto tra Atene e Bruxelles”.

Renzi può trovare in Tsipras una sponda per chiedere maggiore flessibilità in Europa?
“Il premier avrà sicuramente un alleato in più, anche se Italia e Grecia hanno problemi diversi e hanno bisogno di risposte differenti”.

Su quali dossier potrebbe nascere un’alleanza?
“La cosa utile da fare è darsi due obbiettivi: pretendere più flessibilità sul Patto di stabilità e crescita e provare a cambiare la politica economica-monetaria dell’Europa. A parte questo mi pare che, purtroppo, ci siano poche vicinanze politiche tra il nostro governo e quello Tsipras”.

La vittoria di Syriza è un segnale alla sinistra europea?
“Tsipras andrebbe ringraziato da tutta l’Europa perché ha fermato la marcia della destra anti-europeista che stava avanzando in tutti i paesi, soprattutto laddove si punta solo sul rigore senza una risposta solidale e di sinistra”.

Tsipras ha chiesto una ristrutturazione del debito, è una richiesta plausibile?
“Juncker è intervenuto indebitamente e in maniera arrogante nella campagna elettorale greca quando ha detto che non ci sarà mai una conferenza sul debito. Io credo che invece sarebbe ora di farla”.

Una conferenza per tagliare il debito di Atene?
“Questo non si può dire a priori. Quello che è sicuro è che ci deve essere un cambio di approccio politico dell’Europa e dei paesi ‘creditori’ nei confronti dei paesi debitori. Dobbiamo avere una maggiore solidarietà tra Stati. Ciò non significa elemosina, ma la consapevolezza che bisogna crescere assieme, non uno sulle spalle degli altri”.

La Bundesbank ha già fatto sapere che la Germania è contraria a concessioni alla Grecia. Come si esce da questo muro contro muro?
“La reazione tedesca era ampiamente prevedibile. Per fortuna la politica non la fanno i governatori delle banche centrali”.
 
Anche Mario Draghi ha detto che la Grecia rientrerà nei piani di quantitative easing solo se seguirà il piano di riforme della Troika…
“La Grecia deve fare necessariamente parte del piano di Qe”.

Ma se Atene non fa le riforme?
“Cacciamo la Grecia dall’Europa? Non credo. Spesso da Francoforte e Bruxelles arrivano ultimatum arroganti che poi si trasformano in penultimatum”.

Se l’Europa facesse delle concessioni alla Grecia non insorgerebbero gli altri Paesi che invece non hanno avuto sconti?
“Per questo dico che bisogna rivedere il Fiscal compact e la politica economica europea nel loro complesso. Deve cambiare l’approccio globale, non nei confronti di un singolo”.