Ogni italiano spende all’anno in media 1.538 euro nel gioco d’azzardo. Nel nostro Paese si stampa il 20% dei gratta e vinci di tutto il mondo e sono presenti quasi mezzo milione di slot-machine, videopoker e simili. Gli italiani sono uno tra i popoli che si affida maggiormente alla fortuna per risolvere i propri problemi finanziari e nel 2016 ha speso ben 95 miliardi di euro affidandosi alla sorte. Un business enorme per gli operatori del settore e per le casse dello Stato che incassano le royalties sulle scommesse. Il problema però é che la ludopatia, la dipendenza patologica dal gioco, é in aumento e sono migliaia i cittadini che si ritrovano sul lastrico per aver perso tutto.
“E’ incredibile che in questa situazione la Bce investa in una società come Novomatic, uno dei colossi del gioco d’azzardo”, denuncia ad Affaritaliani.it Damiano Zoffoli, eurodeputato del Partito democratico. “Non chiedo che il gioco d’azzardo sia vietato, ma mi sembra un controsenso che da un lato l’Unione europea chieda agli Stati di limitarne la diffusione e dall’altro finanzi chi invece fa affari in questo settore. Si dovrebbe adottare lo stesso approggio del tabacco, non vietarlo ma scoraggiarne l’uso”.
A dicembre la Bce (la Banca centrale europea), tramite la Banca d’Italia e la Banca di Finlandia, ha investito ben 125 milioni di euro, con i fondi del quantitative easing, in obbligazioni di Novomatic, colosso austriaco del gioco d’azzardo. Allo stesso tempo peró la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione con la quale invita gli Stati membri ad adottare linee guida per i servizi di gioco d’azzardo on-line e per le comunicazioni commerciali responsabili allo scopo di garantire ai consumatori, ed ai minori, un elevato livello di tutela, inteso a salvaguardare la salute e a ridurre al minimo gli eventuali danni economici che possono derivare da un gioco compulsivo o eccessivo.


