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12 settembre 1948 – Nasce Stefano D’Orazio, una vita dedicata a cesellare il ritmo

Cresciuto a Monteverde, compra la prima vera batteria con i soldi guadagnati lavorando a Ostia. Nel 1971 entra nei Pooh e ne diventa batterista, voce, autore e prezioso uomo-squadra. Una storia nazionale cominciata, molto romanamente, tra una chiesa di quartiere, qualche bugia da adolescente e due mestoli usati come bacchette.

12 settembre 1948 – Nasce Stefano D’Orazio, una vita dedicata a cesellare il ritmo

Il 12 settembre 1948 nasceva a Roma Stefano D’Orazio, batterista, autore, cantante e anima organizzativa dei Pooh. Prima dei palasport e dei dischi d’oro c’erano Monteverde, una batteria comprata con le mance guadagnate a Ostia e tanta voglia di suonare.

Da Monteverde, con due mestoli al posto delle bacchette

Prima di diventare uno dei batteristi più riconoscibili della musica italiana, Stefano era semplicemente un ragazzo di Monteverde. Nato a Roma il 12 settembre 1948, raccontava di aver ricevuto a sei anni una piccola batteria nella calza della Befana. Le bacchette durarono pochissimo: troppo entusiasmo. E allora avanti con due mestoli sottratti alla cucina di casa.

Al liceo arrivò il primo bluff della carriera: per entrare in un complessino disse di saper suonare e di possedere una batteria. Non era vero quasi niente. Convinta la madre ad anticipargli mesi di paghetta, mise insieme per 35 mila lire cassa, rullante e charleston e imparò in fretta quel tanto che bastava per non essere smascherato.

L’estate fece il portapacchi in uno stabilimento balneare di Ostia. Le mance diventarono finalmente una batteria vera, una Hollywood rossa. Nascono i Sunshines, che arrivano a esibirsi perfino nella chiesa ancora da consacrare di Nostra Signora de La Salette, a Monteverde. Roma, evidentemente, aveva già trovato uno dei suoi batteristi.

Poi arrivarono i Pooh. E non fu soltanto batteria

Dopo altre esperienze nella scena romana – compreso un incontro artistico con Carmelo Bene al Beat 72 – nel 1971 D’Orazio sostituì Valerio Negrini nei Pooh. Sarebbe rimasto nel gruppo fino al 2009, tornando poi per la reunion del cinquantennale. Ma definirlo semplicemente “il batterista dei Pooh” è riduttivo. D’Orazio cantava, scriveva testi, seguiva l’organizzazione, gli spettacoli e molti aspetti manageriali della macchina Pooh. Dietro i tamburi teneva il ritmo; fuori dal palco contribuiva a tenere insieme una delle formazioni più longeve della musica italiana. In seguito si dedicò anche al teatro musicale e alla scrittura.

Morì a Roma il 6 novembre 2020, a 72 anni. Oggi ne avrebbe compiuti 78.