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6 agosto 1978 – Muore Paolo VI, lasciando Roma nella sua estate più buia

Nella residenza di Castel Gandolfo si spegne Giovanni Battista Montini. Aveva guidato la Chiesa attraverso il Concilio, le contestazioni e il terrorismo, portando con sé il dolore per l’assassinio dell’amico Aldo Moro.

6 agosto 1978 – Muore Paolo VI, lasciando Roma nella sua estate più buia

Domenica 6 agosto 1978. La città è svuotata dal caldo e dalle vacanze, mentre sui Castelli Romani cala lentamente la sera. Nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, alle 21.40, muore Paolo VI. Ha ottant’anni e da alcune ore le sue condizioni sono precipitate. Il Vaticano annuncia che il Pontefice è entrato «nella pace del Signore».

La data sembra racchiudere un significato scritto in anticipo. È il giorno della Trasfigurazione, la festa della luce che cambia il volto di Cristo. Proprio alla Trasfigurazione Paolo VI aveva dedicato il testo dell’Angelus preparato per quella domenica e mai pronunciato a causa della malattia. Parole rivolte al destino dell’uomo e all’eternità, diventate involontariamente il suo congedo.

Il Papa sospeso tra rinnovamento e inquietudine

Giovanni Battista Montini era stato eletto nel giugno del 1963. Aveva raccolto da Giovanni XXIII il difficile compito di proseguire e concludere il Concilio Vaticano II, accompagnando la Chiesa verso il dialogo con la società contemporanea senza spezzarne la tradizione. Quindici anni di pontificato trascorsi tra aperture, resistenze, viaggi apostolici, riforme e polemiche.

Roma lo aveva conosciuto come un Papa austero, più incline alla riflessione che ai gesti spettacolari. Un uomo spesso descritto come tormentato, chiamato a governare durante gli anni delle contestazioni, della violenza politica e delle Brigate Rosse.

L’ombra di Aldo Moro sugli ultimi mesi

La primavera del 1978 aveva consegnato a Paolo VI la prova più dolorosa. Aldo Moro, amico personale del Pontefice, era stato rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Montini aveva rivolto ai terroristi un appello accorato per ottenerne la liberazione. Dopo il ritrovamento del corpo, aveva partecipato alla messa in suffragio celebrata a San Giovanni in Laterano, pronunciando una preghiera nella quale il dolore personale si confondeva con quello dell’intero Paese.

Meno di tre mesi dopo, Paolo VI moriva. Con lui sembrava chiudersi non soltanto un pontificato, ma una stagione italiana: quella del dialogo difficile tra Chiesa, politica e società. Roma salutava un Papa fragile e tenace, che aveva attraversato il Novecento cercando una strada tra fede e modernità. E che se ne andava, quasi simbolicamente, nel giorno in cui la liturgia celebra il passaggio dall’ombra alla luce.