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9 agosto 1993 – Muore Sora Lella, la romana che al cinema non aveva bisogno di recitare

Cuoca, ristoratrice e attrice arrivata tardi sul grande schermo, Elena Fabrizi trasformò il dialetto, il buon senso e le sfuriate delle donne romane in una maschera indimenticabile. Con Carlo Verdone diventò la nonna d’Italia, senza mai smettere di essere Sora Lella.

9 agosto 1993 – Muore Sora Lella, la romana che al cinema non aveva bisogno di recitare

Elena Fabrizi era conosciuta da tutti come Sora Lella. Aveva 78 anni ed era diventata uno dei volti più amati del cinema italiano, nonostante avesse cominciato a recitare quando molte attrici avevano già iniziato a scrivere le proprie memorie. Sorella minore di Aldo Fabrizi, prima ancora che interprete era stata cuoca e ristoratrice. Nel 1959 aveva aperto con il marito Renato Trabalza il locale sull’Isola Tiberina che ancora oggi porta il suo nome. Tra carbonare, trippa e coda alla vaccinara, Elena aveva imparato a osservare l’umanità da una prospettiva privilegiata: quella di chi porta i piatti a tavola e, nel frattempo, capisce perfettamente chi ha davanti.

La sua romanità non era costruita. Non aveva bisogno di studiare il dialetto, cercare la battuta o imitare il popolo: era esattamente così. Brusca ma generosa, diffidente ma capace di affetto, pronta a rimproverare chiunque e subito dopo a riempirgli il piatto.

L’incontro con Carlo Verdone

Il cinema l’aveva già incrociata in piccoli ruoli, ma fu Carlo Verdone a trasformarla in un personaggio nazionale. In Bianco, rosso e Verdone, Acqua e sapone e Io e mia sorella, Sora Lella non sembrava mai interpretare una parte. Sembrava piuttosto essere entrata sul set per controllare che tutti mangiassero abbastanza e che nessuno dicesse troppe sciocchezze.

Nel 1984 vinse il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per Acqua e sapone. Aveva 69 anni: la dimostrazione che il talento può arrivare tardi, purché nel frattempo abbia avuto il tempo di vivere. Verdone ne comprese la forza: Sora Lella rappresentava quella Roma familiare e invadente che ti giudica, ti protegge e non ti lascia mai finire una frase.

Una maschera che Roma riconosce ancora

Elena Fabrizi morì nella sua città il 9 agosto 1993. Trentatré anni dopo, le sue battute continuano a circolare sui social, spesso separate persino dai film nei quali erano state pronunciate. Forse perché Sora Lella non apparteneva soltanto al cinema. Era una categoria umana: la zia, la nonna, la vicina di casa che sa tutto, parla più forte degli altri e possiede sempre l’ultima parola.

Roma ha avuto molti grandi attori ma la Sora Lella possedeva di diverso: la capacità di portare sullo schermo la città senza abbellirla. Con le sue esagerazioni, la sua fame, la sua saggezza e quella tenerezza che, per pudore, veniva quasi sempre nascosta dietro una sfuriata.