Elena Fabrizi era conosciuta da tutti come Sora Lella. Aveva 78 anni ed era diventata uno dei volti più amati del cinema italiano, nonostante avesse cominciato a recitare quando molte attrici avevano già iniziato a scrivere le proprie memorie. Sorella minore di Aldo Fabrizi, prima ancora che interprete era stata cuoca e ristoratrice. Nel 1959 aveva aperto con il marito Renato Trabalza il locale sull’Isola Tiberina che ancora oggi porta il suo nome. Tra carbonare, trippa e coda alla vaccinara, Elena aveva imparato a osservare l’umanità da una prospettiva privilegiata: quella di chi porta i piatti a tavola e, nel frattempo, capisce perfettamente chi ha davanti.
La sua romanità non era costruita. Non aveva bisogno di studiare il dialetto, cercare la battuta o imitare il popolo: era esattamente così. Brusca ma generosa, diffidente ma capace di affetto, pronta a rimproverare chiunque e subito dopo a riempirgli il piatto.
L’incontro con Carlo Verdone
Il cinema l’aveva già incrociata in piccoli ruoli, ma fu Carlo Verdone a trasformarla in un personaggio nazionale. In Bianco, rosso e Verdone, Acqua e sapone e Io e mia sorella, Sora Lella non sembrava mai interpretare una parte. Sembrava piuttosto essere entrata sul set per controllare che tutti mangiassero abbastanza e che nessuno dicesse troppe sciocchezze.
Nel 1984 vinse il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per Acqua e sapone. Aveva 69 anni: la dimostrazione che il talento può arrivare tardi, purché nel frattempo abbia avuto il tempo di vivere. Verdone ne comprese la forza: Sora Lella rappresentava quella Roma familiare e invadente che ti giudica, ti protegge e non ti lascia mai finire una frase.
Una maschera che Roma riconosce ancora
Elena Fabrizi morì nella sua città il 9 agosto 1993. Trentatré anni dopo, le sue battute continuano a circolare sui social, spesso separate persino dai film nei quali erano state pronunciate. Forse perché Sora Lella non apparteneva soltanto al cinema. Era una categoria umana: la zia, la nonna, la vicina di casa che sa tutto, parla più forte degli altri e possiede sempre l’ultima parola.
Roma ha avuto molti grandi attori ma la Sora Lella possedeva di diverso: la capacità di portare sullo schermo la città senza abbellirla. Con le sue esagerazioni, la sua fame, la sua saggezza e quella tenerezza che, per pudore, veniva quasi sempre nascosta dietro una sfuriata.

