"Gli orsi hanno una indole pacifica", l'abbattimento di Jj4 non è la soluzione

Abbattere l’orsa Jj4? “E’ solo un modo per cancellare il problema”, spiega l’esperto Gatti ad Affari. “Non entreremmo mai a Yellowstone correndo”

di Antonio Amorosi
Cronache

L’uomo ha inserito l’orso sloveno in un ambiente troppo antropizzato e ora fa disastri. Il parco di Yellowstone è grande come le Marche

Nella società dei consumi si pensa di gestire l’orso come un giocattolo. Il Tar di Trento ha solo sospeso fino all’11 maggio prossimo l’ordinanza di abbattimento dell’orsa Jj4, emessa dagli enti pubblici. Il problema resta a monte, dopo la tragedia che ha visto un podista, Andrea Papi, morire aggredito dal plantigrado.

L’orso di norma non assale l’uomo ma potrebbe intendere come minaccia un soggetto che corre o che incontra a ravvicinata distanza. Non sappiamo in che condizioni era l’orsa al momento del contatto. In più gli orsi introdotti in trentino dalle montagne slovene (da noi si erano estinti) tra il 1996 ed il 2000 con il progetto Life Ursus sono abituati a vivere in un territorio poco antropizzato, con bassa probabilità di incontrare esseri umani. Siamo sicuri che le istituzioni locali abbiano comunicato alla popolazione il comportamento da tenere nelle zone ripopolate con gli orsi?

Si sostiene che abbattendoli si potrebbe poi sostituirli con mucche per il pascolo e cavalli. Ma secondo uno studio del 2018 dei ricercatori della Stanford University, gli animali più letali per l’uomo negli Stati Uniti sono proprio mucche e cavalli. Che facciamo? Abbattiamo tutte le mucche e i cavalli? Le stesse che in trentino dovrebbero sostituire gli orsi? Si dirà, ma quelli sono gli Stati Uniti, noi siamo un’altra cosa.

Appunto. Il parco di Yellowstone negli Stati Uniti è forse al mondo l’ente con maggior competenza nella gestione degli orsi. Il Parco è grande circa 9.000 km quadrati, cioè più o meno quanto le nostre Marche. 9.000 km quadrati fanno la differenza. Tutta la regione Trentino Alto Adige è circa 13.000 km quadrati! A Yellowstone ci sono aree in cui vivono gli orsi e ai visitatori viene indicata un’accurata profilassi di comportamento. Bisogna stare almeno a 100 metri di distanza se si avvista un esemplare, non si può correre in quelle aree né a piedi né con altri mezzi, i movimenti bruschi sono da evitare eccetera eccetera.

E crudele dirlo ma a Yellowstone abbattono gli orsi che hanno ucciso un essere umano solo quando ne ha mangiato la carne. In quel caso sì, l’orso è pericoloso perché associa la carne dell'uomo a una possibile preda di cui cibarsi.

“Non entreremmo mai a Yellowstone o nei parchi in Alaska correndo”, spiega ad Affaritaliani Roberto Cazzolla Gatti, professore associato di Biologia della Conservazione e Biodiversità all’Università di Bologna, “li ci sono molti cartelli che dicono di stare molto attenti, di farsi sentire dall’animale, di usare lo spray anti aggressione”.

Cosa pensa del possibile abbattimento?

“L’uccisione dell’orso non risolve assolutamente il problema, è soltanto un modo per cancellare dalla mente dell'opinione pubblica quanto è successo. Il problema principale è ragionare su come comportarsi in luoghi dove si è voluto, perché era giusto perché lì c’era, riportare la fauna selvatica. L’uomo che vive in quelle aree non può comportarsi come altrove. Credo non ci sia stata una comunicazione adeguata alla popolazione. Nei boschi e nelle montagne non si corre. Non si va in giro vestiti con colori accesi dove vivono orsi, lupi che si spaventano per ogni essere biologico che si muove. Si dice che Jj4 era recidiva ma noi non sappiamo il perché. Magari in passato ha incontrato dei bracconieri o qualcuno gli ha ucciso un cucciolo, forse da piccola è stata investita. Non lo sappiamo. Leggo discorsi senza senso”.

Non c'entra nulla con la tragica fatalità accaduta in questi giorni ma parte delle ricerche di settore spiegano come, negli anni, l’uomo del nostro tempo cerchi sempre più un contatto con gli animali selvatici. A quel punto con l'orso la frittata è fatta. Il cinema, la letteratura e i media hanno trasformato l’orso da animale mitologico a “peluche” con il quale poter avere un contatto. O peggio la cronaca è addirittura piena di storie in cui si racconta di uomini entrati nell’area degli orsi e che per allontanarli li hanno colpiti con pugni, bastoni o armi. Niente di più sbagliato: l’orso è un grande predatore, con eccezionali udito ed olfatto, ha un morso violento e fortissimo ed è munito di unghie robuste adatte a scavare ovunque, somigliano poco a Yoghi e Bubu dei cartoni animati. Basterebbe recuperare un po' di buon senso e di conoscenza perduta per non confondersi, nel bene e nel male. Dovrebbero soprattutto recuperarla le istituzioni locali.

Andrea Caliari che dell’avvistamento dell’orso ha fatto una passione, vedendone più di 200 di cui 20 da vicino ne parla così: “Questi animali hanno un’indole pacifica e sono straordinariamente intelligenti. Se un orso ti vede, la cosa più probabile che accada è che ti guardi, controlli cosa tu stia facendo e se ne vada oppure che 'soffi' per dirti di stare lontano”. E aggiunge: “Non bisogna mai entrare nella tana quando l'animale è all'interno perché potrebbe sentirsi braccato né tantomeno avvicinarsi ad una femmina con i piccoli o durante le fasi di accoppiamento. Se si fanno le cose fatte bene, con tranquillità e la volontà di godersi attimi preziosi, la paura non ha ragione d'esistere".

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