Tim batte le stime, crescono ricavi da servizi (+1,3%). Ok al piano 2023-2025

Ricavi in crescita ed Ebitda in calo a quota 6 miliardi. Labriola: "Possiamo finalmente presentare risultati superiori alle guidance su tutte le metriche"

di Redazione Economia
Pietro Labriola, ceo di Tim
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Tim, ricavi totali in crescita (+3,1%) a quota 15,7 mld

Brillano i conti di Tim. Nel 2022, i risultati finanziari della compagnia telefonica sono stati superiori alle stime degli analisti. Se i ricavi totali ammontano a 15,78 miliardi (+3,1%), quelli da servizi si fissano a 14,6 miliardi di euro, in aumento dell’1,3%. Il consensus prevedeva un calo tra l’1 e il 3%.

A dare una buona spinta al risultato è la divisione Brasile e il miglioramento del mercato domestico. L’ebitda, che esprime la marginalità lorda del gruppo, cala del 6,7% a 6 miliardi, ma anche qui le stime aziendali parlavano di un calo nella parte alta della singola cifra, ossia tra il 7 e il 9%.

Un miglioramento del quadro che si evidenzia nel quarto trimestre dell’anno scorso, quando i ricavi da servizi salgono del 3,6% rispetto all’anno passato, a 3,9 miliardi di euro, mentre l’ebitda avanza del 2,7%, a 1,5 miliardi di euro invertendo la tendenza negativa dei trimestri precedenti.

Nel corso degli ultimi tre mesi dell’anno, spiegano dal gruppo, sono proseguite le azioni di contenimento dei costi portando nell’intero anno una “riduzione rispetto al trend inerziale” di circa 337 milioni di euro, “raggiungendo il 112%” dell’obiettivo fissato per il 2022.

L’indebitamento finanziario netto contabile è pari a 25,37 miliardi di euro, quello rettificato al netto di contratti di lease è di 20,015 miliardi, in aumento di 2,442 miliardi. Scendendo nel dettaglio delle parti di cui si compone Telecom, la rete di NetCo ha chiuso l'anno con un calo del 4% dei ricavi totali e del 4% dei ricavi da servizi. Al 31 dicembre gestiva 16 milioni di accessi fissi, con una quota di mercato dell'80%.

Tim Consumer (servizi al grande pubblico) registra a sua volta un calo del 9% dei ricavi totali e del 7% da servizi, mentre Tim Enterprise (i grandi clienti e la pubblica amministrazione) registra un +8% dei ricavi totali e un +11% dei ricavi da servizi.

Tim, crescono i ricavi oltre le attese. Il commento di Labriola

"Oggi possiamo finalmente presentare risultati superiori alle guidance su tutte le metriche". Lo afferma l'amministratore delegato di Tim Pietro Labriola nell'incontro con gli analisti successivo al Cda che ieri ha esaminato i dati preconsuntivi 2022 e l'aggiornamento del piano strategico 2023-2025. Piano che "sarà in totale continuità con i pilastri strategici presentati al Capital market day" ha spiegato l'Ad.

Che ha aggiunto: "c'è molto interesse per l'aggiornamento" del dossier sulla rete per cui c'è è giunta un'offerta non vincolante del fondo Kkr ma "oggi non faremo nessun commento e aspetteremo il 24 febbraio quando il cda si riunirà", per assumere una decisione. Tim ha ribadito ieri che rimane aperta a valutare ogni eventuale alternativa che dovesse nel frattempo concretizzarsi.

La strategia di Tim "rimane immutata in piena continuità con i temi del discorso impostato al Capital market day. Ora vediamo che il business domestico sta stabilizzando la topline per il 2023: so che era già incorporato nella guidance dell'anno scorso ma siamo lieti di vederla concretizzare nonostante un macro-contesto diverso e peggiore. Il 2022 è andato meglio delle nostre aspettative quindi anche se le tendenze erano già incorporate nelle guidance i numeri saliranno in termini assoluti", ha precisato l'Ad.

"Nei tre anni del piano succederà sicuramente qualcosa, nel caso di una vendita della rete ci sarà un effetto domino. Per ridurre il debito in maniera efficace", ha aggiunto, "ci dovranno essere operazioni straordinarie, il mercato vedrà una concentrazione e per essere pronti bisogna migliorare il debito".

"Non voglio divulgare i dettagli" sul dossier Netco "perché siamo nel bel mezzo delle trattative; non sono stato io a divulgare che c'è stata una offerta di Kkr non sta a me commentarla. Nei tre anni del piano - è la previsione di Labriola - succederà sicuramente qualcosa; nel caso di una vendita della rete si scatenerà un effetto domino", ha spiegato.

Con "Dazn ci saranno dei miglioramenti a partire dal 2024 ma soltanto per una parte dell'anno perché i campionati si concluderanno a giugno mentre nel 2025 ci sarà un impatto migliore sui conti di Tim”, ha affermato Labriola in conference call con gli analisti. "Noi continueremo a vendere il calcio ma con un approccio diverso -ha precisato - non vogliamo prendere impegni di qualsiasi genere, perchè tutti saranno piú o meno in grado di vendere il calcio con l'approccio tradizionale con un margine sulla vendita", ha concluso.

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