Governo, la squadra leghista. Camera, mezzo Interno, Trasporti... I nomi

Molinari vicinissimo alla presidenza di Montecitorio. Salvini verso il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre al ruolo di vicepremier

Di Alberto Maggi
Matteo Salvini
Politica

Governo, Salvini vicepremier e ministro delle Infrastrutture dei Trasporti


Questa settimana si votano i presidenti dei due rami del Parlamento e ormai, salvo colpi di scena, sembra davvero fatta. Ignazio La Russa dovrebbe spuntarla su Roberto Calderoli e diventare presidente del Senato, ovvero seconda carica dello Stato. Alla Lega, invece, dovrebbe andare la presidenza della Camera con il giovane capogruppo uscente, Riccardo Molinari, avvocato di Alessandria molto stimato anche in ampie fette delle opposizioni (soprattutto nel Terzo Polo Calenda-Renzi).

Con la terza carica dello Stato al Carroccio, Forza Italia dovrebbe avere un ministero in più: cinque contro quattro (la presidenza di uno dei rami del Parlamento viene considerato più importante di un dicastero e, anche se di poco, la Lega ha preso più voti del partito di Silvio Berlusconi. All'Interno, ormai sfumato il ritorno di Matteo Salvini, è praticamente certo che andrà il tecnico di area-Lega Matteo Piantedosi, prefetto di Roma ed ex capo di gabinetto quando Salvini era al Viminale nel 2018-2019 con il Conte I.

Per Salvini, stando alle ultimissime informazioni che filtrano dai palazzi romani, dovrebbe essere pronto il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre al ruolo di vicepremier.

Tanto che il segretario della Lega avrebbe già avuto un colloquio con Edoardo Rixi, esperto leghista di infrastrutture e che originariamente sarebbe dovuto andare ai Trasporti (e che certamente avrà un ruolo importante, probabilmente presidente di Commissione). Un altro dicastero leghista è quello delle Politiche Agricole e qualche punto di domanda c'è sul ritorno di Gian Marco Centinaio. Salvini lo vuole, ma Giorgia Meloni preferirebbe evitare ritorni in ministeri già occupati. Altro nome in corsa è quello del senatore leghista di Cuneo Giorgio Maria Bergesio.

Il Carroccio avrà anche una o due donne al governo. La prima dovrebbe essere Giulia Bongiorno alla Funzione pubblica (o Pubblica amministrazione), visto che alla Giustizia la premier in pectore vuole Carlo Nordio o, se Berlusconi dovesse vincere il braccio di ferro, ci sono anche le ipotesi Francesco Paolo Sisto e Maria Elisabetta Alberti Casellati. La Lega cercherà di avere anche un altro ministero, considerando Piantedosi comunque un tecnico, e in pole position per gli Affari regionali resta Mara Bizzotto, neo-senatrice veneta vicina a Luca Zaia. L'obiettivo ovviamente è quello di accelerare sull'autonomia regionale.

Al momento Giancarlo Giorgetti, ministro uscente dello Sviluppo economico, resta fuori dai giochi. Per Montecitorio Salvini preferisce il fedelissimo Molinari e per il dicastero dell'Economia le voci che portano a Giorgetti non trovano alcuna conferma in Fratelli d'Italia. Per il vice-segretario leghista, draghiano doc, potrebbe essere pronto il ritorno alla presidenza della Commissione Bilancio della Camera, da dove partì molti anni fa con Umberto Bossi segretario e con i governi di Centrodestra guidati da Berlusconi.

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