Renzi, Nordio: "Conosco solo parte dei fatti". Ma fu informato dai pm via Pec

Il ministro ha annunciato in Senato l’invio degli ispettori. La Procura mandò tutti gli atti il giorno prima

Politica

"Conoscenza solo parziale dei fatti". Ma i pm informarono Nordio

"Nella scenetta già di per sé poco edificante avvenuta in Senato il primo dicembre scorso tra Renzi e Nordio c’è un retroscena ancora più imbarazzante per le istituzioni". Inizia così l'articolo de Il Fatto Quotidiano che prende in esame le pieghe della vicenda Open. "Di fronte al senatore-imputato-interrogante Renzi, Nordio ha fatto riferimento a una sua conoscenza parziale e non ufficiale di quanto successo a Firenze. Di qui la necessità di fare ricorso all’Ispettorato per chiarire e prendere poi provvedimenti", spiega il Fatto Quotidiano.

Secondo il Fatto Quotidiano, "il ministro aveva tutti gli elementi per rispondere in aula. Il giorno prima, nella serata del 30 novembre, era arrivata ai suoi uffici una mail con posta pec dalla Procura di Firenze, con allegate tra l’altro la richiesta degli atti da parte del Copasir e la risposta del pm Luca Turco, in risposta a una richiesta partita dalla stessa via Arenula. In quella nota che dunque Nordio avrebbe dovuto conoscere c’era la spiegazione del perché il pm di Firenze, pur essendo consapevole dell ’annullamento del sequestro delle carte di Carrai senza rinvio, con restituzione degli atti e con l’invito esplicito a non trattenerne copia, avesse scelto di inviarli al Copasir per il suo ruolo istituzionale di tutela della sicurezza nazionale".

Ma il Fatto Quotidiano ricorda che che Nordio ha risposto a Renzi al Senato dicendo la conoscenza degli atti è parziale.

 

 

 

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