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Cresce l'attesa. Ecco come funzionerà. Il mercato guarda con interesse all'ipotesi di un bond italiano a 50 anni dopo le esperienze di Francia, Belgio e Spagna: una prima emissione, attesa tra i 3 e i 5 miliardi di euro, potrebbe arrivare sul mercato a breve o subito dopo l'estate.

Lo spiegano all'Agi analisti e banche d'affari, dopo l'apertura del direttore per il debito pubblico del Mef, Maria Cannata, ai cosiddetti “bond Matusalemme”. Un titolo di questo tipo "sicuramente potrebbe raccogliere interesse, visto il contesto di bassi tassi che caratterizza l'universo dei titoli governativi", afferma Emilio Orecchia, responsabile obbligazionario della direzione investimenti di Unicredit.

"In particolare - rileva - l'Italia rappresenta un giusto compromesso per gli investitori tra la ricerca di un rendimento superiore a quello offerto dai titoli di Stato dei Paesi “core” e l'elevata volatilità e rischiosità che contraddistinguono altre obbligazioni, sulle quali molti investitori istituzionali non possono operare per specifici vincoli di mandato".

Bond a lunghissima scadenza potrebbero finire nel mirino di fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani e in parte fondi comuni, italiani e stranieri, "a causa dell'allungamento della vita media della popolazione e della necessità di avere un orizzonte temporale a lunghissimo termine per i loro investimenti" afferma ancora l'esperto di Unicredit. Il “bond Matusalemme” garantirebbe all'emittente, "il Tesoro, di rifinanziare il proprio debito con scadenze a lungo termine e a tassi vantaggiosi" e agli investitori professionali darebbe l'opportunità di "un rendimento stabile e certo nel lungo periodo", sottolinea Angelo Dipasquale, responsabile Fixed Income di Equita.

Più difficile, secondo Dipasquale, che uno strumento del genere possa interessare il pubblico retail, anche se "un giovane potrebbe magari pensarci come alla possibilità di costruirsi una specie di pensione integrativa".

Per un Btp a 50 anni, stando alle previsioni delle banche d'affari, si dovrebbe partire da una taglia non inferiore a "qualche miliardo". Il conto, spiegano, si basa ad esempio sulla recente esperienza del Belgio che, a fine aprile, ha emesso un bond a 50 anni da 3 miliardi di euro raccogliendo ordini per 8 miliardi. L'Italia, pur essendo un Paese periferico, "potrebbe ragionevolmente pensare di fare una prima tranche di almeno 5 miliardi di euro" per poi eventualmente riaprire l'emissione "a seconda della risposta del mercato" ipotizza ancora Orecchia di Unicredit, secondo il quale una prima tranche potrebbe arrivare sul mercato "in tempi molto brevi".

Anche per Dipasquale di Equita il “bond Matusalemme” italiano potrebbe debuttare "a breve" e avere "un importo compreso tra i 3 e i 4 miliardi di euro, con un rendimento annuo del 3,5%". Piu' prudente un'altra primaria banca d'affari italiana, che ipotizza una prima emissione solo "dopo l'estate", una volta archiviati il referendum sulla Brexit e le elezioni in Spagna "che potrebbero generare volatilità sui mercati".

Per il responsabile ufficio banking book di Bper Banca, Mario Toscano, il Tesoro italiano "si accinge" a lanciare un Btp a 50 anni ed "è facile immaginare che il titolo possa avere un riscontro molto positivo tra gli operatori di mercato" visto il momento "storicamente molto favorevole per il Tesoro in termini di costo medio delle nuove emissioni". Secondo l'analista della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, l'emissione troverebbe "certamente una buona domanda da assicurazioni e dai fondi pensione", mentre non sarebbe da consigliare come investimento per il pubblico retail: "La volatilità del titolo" spiega "è molto elevata e se in futuro, anche non prossimo, l'inflazione dovesse tornare a salire, l'effetto in conto capitale sarebbe molto penalizzante. Si consideri che un aumento di 1% dei tassi di interesse provocherebbe, oggi, una perdita prossima al 20% del capitale inizialmente investito".

Paolo Brambilla

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