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Villa Borghese: rispunta il modello di gestione ispirato al Central Park della Grande Mela

Scoppia la protesta a Roma per l’eccesso di eventi a Villa Borghese. Tra ricorsi dei cittadini e spaccature nella maggioranza, il Campidoglio valuta il modello Central Park con la creazione di una Fondazione ad hoc

Villa Borghese: rispunta il modello di gestione ispirato al Central Park della Grande Mela

Il dibattito non è nuovo, ma l’estate romana ne riaccende i toni: Villa Borghese è diventata troppo “occupata” da eventi e manifestazioni commerciali a scapito dei cittadini? Il tema è tornato con forza sul tavolo dell’amministrazione capitolina, trascinandosi dietro polemiche infuocate, minacce di ricorsi legali e spaccature all’interno della stessa maggioranza di centrosinistra.

L’ipotesi Fondazione sul modello New York

In mezzo al fuoco incrociato delle polemiche, dal Campidoglio filtra però un’indiscrezione destinata a riaprire il dibattito sulla governance futura della villa: l’istituzione di una Fondazione dedicata. L’obiettivo sarebbe quello di superare l’attuale frammentazione delle competenze tra diversi dipartimenti ed enti, creando un soggetto unico in grado di intercettare risorse e gestire il parco con standard di riqualificazione costanti.

Si tratterebbe della riesumazione dell’idea lanciata già nel 2023 dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, ispirata direttamente alla Central Park Conservancy di New York: un partenariato pubblico-privato che dal 1998 cura il cuore verde di Manhattan coordinando eventi, manutenzione ed etica conservativa.

La rivolta dei cittadini e il nodo “legale”

A guidare la carica sono le associazioni territoriali, in primis gli Amici di Villa Borghese, che contestano una programmazione a dir poco serrata: cinque mesi consecutivi di eventi, iniziati ad agosto e destinati a proseguire per tutto l’autunno, con importanti limitazioni all’accesso di diverse aree del parco. Per i residenti non ci sono dubbi: le chiusure temporanee e i cantieri legati agli spettacoli sarebbero “contra legem”. L’aut-aut lanciato al Comune è chiaro: o si procede con la revoca in autotutela delle autorizzazioni concesse, oppure la questione finirà direttamente davanti ai giudici con un contenzioso legale.

Spaccatura a sinistra: “È un giardino storico, non uno spazio neutro”

I malumori, tuttavia, non arrivano solo dalle associazioni di quartiere. Anche all’interno del centrosinistra si registrano scricchiolii importanti. Barbara Auleta e Federico Auer, capigruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nei Municipii II e I, sono usciti allo scoperto richiamando il Campidoglio alle sue responsabilità: Villa Borghese non può essere trattata come un mero contenitore per qualsiasi tipo di manifestazione, ma deve rimanere un patrimonio storico-artistico a fruizione pubblica e gratuita.

Pur non bocciando a priori la presenza di iniziative di alto profilo culturale, AVS chiede una drastica riduzione del numero di manifestazioni e canoni concessori ben più rigidi a tutela delle casse comunali.