Errori medici divenuti forse troppi e per questo inquietanti….
Recente lo scandalo degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, con quattro medici (tra i quali il primario e l’ex primario di ostetricia) agli arresti domiciliari e altri sette sospesi dalla professione, responsabili di aver truccato cartelle cliniche per coprire errori eclatanti!
Uno scenario drammatico che emerge dall’inchiesta “MALA SANITAS” della procura di Reggio Calabria, avviata su una serie di denunce su morti ed eventi sospetti.
Rilevante che a far scattare le indagini siano stati i contenuti di alcune intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Sarebbero emersi numerosi episodi di malasanità riguardanti reati di colpa medica e di falsità in atto pubblico.
Gli atti sono successivamente passati alla Procura che ha disposto ulteriori intercettazioni, raccogliendo maggiori conferme da dichiarazioni di pazienti e parenti.
Le indagini successive hanno portato alla luce un sistema di copertura illecito che sarebbe stato condiviso dall’intero apparato sanitario ed attivato in occasione di errori medici che hanno causato la morte di due bambini appena nati, lesioni irreversibili in un bambino ora invalido al 100%, traumi e crisi epilettiche in una partoriente, aborto di una donna non consenziente e lesioni ad altre pazienti.
Cosa ancora più grave è che pazienti e parenti erano completamente ignari dell’accaduto perché anche gli errori più gravi, poiché misconosciuti, risultavano “non errori”!
Mai nessuno avrebbe potuto sospettare quel che è emerso solo grazie alle intercettazioni telefoniche e alla successiva verifica delle cartelle cliniche.
Inevitabilmente mi chiedo da privata cittadina, a mia volta utente del sistema sanitario, quale possa essere il giudizio di un medico di fronte a circostanze incresciose del genere, avvallate da indagini istruttorie inequivocabili!
Per il noto principio della “COLLEGANZA” un medico dovrebbe sempre e comunque astenersi dal giudicare e criticare in pubblico l’operato dei colleghi e pertanto, pur di fronte all’evidenza, ma non personalmente informata sui fatti, mi riservo dall’esporre le mie opinioni in merito!
Tuttavia, non posso esimermi dall’essere favorevole, come il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sulla necessità di un maggior controllo delle direzioni sanitarie nei riguardi dell’operato dei reparti delle proprie strutture ospedaliere.
A queste il compito severo di denunciare irregolarità senza illecite coperture che favoriscano reati non ammissibili in tempi in cui il progresso medico crescente dovrebbe garantire soltanto episodi di BUONASANITÀ!
Perché neppure lontanamente si diffonda l’idea che sia lecito RIDERE a telefono per gli “orrori” compiuti su pazienti inermi e vittime inconsapevoli di quella malasanità che non deve assolutamente diventare la norma nell’immaginario collettivo e nella realtà quotidiana!
E che i tanti colleghi che operano quotidianamente secondo scienza e coscienza, in quell’anonimato che ahimè non fa notizia, possano svolgere tranquillamente la loro missione senza necessariamente portare il peso dei misfatti di quei pochi disinnamorati di quella professione che ritengo ancora la più nobile del mondo!
