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Il cruscotto

RIDUZIONE O PERDITA DEL CAPITALE DELLA SOCIETÀ IN CRISI

Angelo2
 

L’art. 89 del CCII - codice della crisi e dell’insolvenza - “riduzione o perdita del capitale della società in crisi” (che entrerà in vigore nell’agosto del 2020) disciplina i casi in cui una società di capitali abbia subito una riduzione del capitale o addirittura una perdita totale, il cui organo amministrativo decida di presentare una domanda di concordato preventivo su decisione dell’assemblea dei soci.

La relazione illustrativa del CCII all’art. 89 chiarisce che “la disposizione riproduce, per il solo concordato preventivo, le regole già contenute nell’art. 182 – sexies del R. D. 267 del 1942 (legge fallimentare – L. F.)”.

Attualmente e fino all’agosto del prossimo anno è appunto il R. D. 267 del 1942 che disciplina la materia concordataria e l’articolo citato rappresenta il correlativo tra la normativa attualmente il vigore e la successiva.

CCII - Dal giorno in cui l’impresa deposita la domanda per l’ammissione del concordato preventivo e sino al giorno dell’omologazione del concordato non si applicano i seguenti articoli del codice civile:

  • 2446 commi secondo e terzo (Riduzione del capitale per perdite);
  • 2447 (riduzione del capitale al di sotto del minimo legale);
  • 2482 bis commi quarto, quinto e sesto (riduzione del capitale per perdite);
  • 2482 ter (riduzione del capitale al di sotto del minimo legale).

Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale prevista dal codice civile agli articoli:

  • 2484 nr. 4 (cause di scioglimento);
  • 2545 duodecies (cause di scioglimento delle cooperative).

Già con la disciplina attualmente in vigore, confermata nel CCII, il legislatore ha guardato con favore al concordato come uno strumento di possibile superamento della crisi d’impresa e per tale motivo, a mio avviso, ha permesso la continuazione dell’attività, attraverso la sospensione delle disposizioni innanzi elencate, a tutte quelle società che fanno ricorso ad una procedura di concordato con continuità aziendale, che altrimenti sarebbero rimaste intrappolate nelle cause di scioglimento e quindi obbligate ad uscire dal mercato, salvo idonea ricapitalizzazione.

Il secondo comma dell’art. 89 in trattazione precisa che per il periodo anteriore al deposito delle domande, resta ferma l’applicazione della regola per cui gli amministratori possono gestire la società solo per conservare l’integrità e il valore del patrimonio e la loro responsabilità per la violazione di tale limite.

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Ciò rende obbligatoria una riflessione.

Il CCII ha introdotto l’applicazione “gli strumenti di allerta” tra cui:

  • art. 12 - nozione, effetti e ambito di applicazione –

“costituiscono strumenti di allerta gli obblighi di segnalazione posti a carico dei soggetti di cui agli art. 14 (obbligo di segnalazione degli organi di controlli societari) e 15 (obbligo di segnalazione di creditori pubblici qualificati), finalizzati, unitamente agli obblighi posti a carico dell’imprenditore dal codice civile, alla tempestiva rilevazione degli indizi di crisi dell’impresa ed alla sollecita adozione delle misure più idonee alla sua composizione.

  • art. 13 – indicatori della crisi

costituiscono indicatori della crisi gli squilibri di caratteri reddituale, patrimoniale o finanziario ecc. ecc.”

(gli artt. 12 e 13 entreranno in vigore nel mese di agosto del 2020).

Il fatto rivoluzionario è rappresentato dall’obbligo di applicazione di appositi indici che diano evidenza di sostenibilità dei debiti per almeno i 6 mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso.

E’ questo che farà la differenza dalla situazione attuale.

Oggi non ci sono dei termini precisi entro i quali l’organo amministrativo deve accorgersi di una potenziale crisi, anzi è un obbligo inesistente.

Ci si accorge della crisi quando già se ne subiscono gli effetti.

Mancando dei riferimenti precisi e con delle modalità gestionali differenti, gli amministratori attuali possono dilatare il momento del loro intervento.

E’ lapalissiano che, monitorando costantemente la situazione economico-finanziaria (almeno trimestralmente) ed avendo chiara quella prospettica per i sei mesi successivi (art. art. 13 comma 1°), l’organo amministrativo non ha alibi alcuno nel caso in cui non intervenga tempestivamente.

La chiarezza della situazione prospettica obbliga ad intervenire ancor prima che la crisi produca i suoi effetti.

Per le società ove è prevista la presenza dell’organo di controllo o del revisore, ci sono obblighi a carico di costoro ove si ravvisasse una potenziale crisi.

Ovviamente, la decisione delle misure da adottare spetta unicamente all’assemblea dei soci, su proposta dell’organo amministrativo, che deve essere convocata tempestivamente.

In tale sede potrà essere valutata l’opportunità di presentare una domanda di concordato.

Depositata la domanda, l’esenzione di cui sopra opera fino al giorno del decreto che decide, in senso favorevole o contrario, sull’omologazione.

Emesso tale decreto tornano quindi ad applicarsi le suddette norme, anche se il piano è ancora da eseguire.

Solo allora, per determinare se la società si trova in uno dei casi previsti dalle disposizioni innanzi illustrate ,si vedrà se la situazione impone una riduzione del capitale, una trasformazione o un suo scioglimento,.

Occorre tenere conto, però,  se dal piano concordatario emergono:

  1. sopravvenienze attive determinate dalla falcidia di debiti;
  2.  plusvalore di realizzo dei beni sociali di cui è prevista la vendita rispetto al valore contabile;
  3. se determinati debiti indicati nel piano saranno pagati con utili futuri prodotti dalla società;
  4. qualunque altro accordo che rappresenti una modifica alla situazione patrimoniale e finanziaria della società.

In sintesi, subito dopo l’omologa la misura del capitale deve rientrare nella misura prevista dalla legge  in base agli articoli del c.c. elencati innanzi.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it 

oppure all'Associazione culturale "Per saperne di più":  info@persapernedipiu.it

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