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Lo sguardo libero
Il Governo Draghi estirpi la mafia una volta per tutte

Il Governo Draghi scommette sulla crescita. Non poteva essere diversamente. Il capo dell’esecutivo, quale ex presidente della Bce, sa che l’economia per progredire necessita di fiducia e di aspettative positive tra le persone e le imprese. A maggior ragione dopo le prime proteste sociali di Roma. Di qui, sulla scorta anche delle vaccinazioni in aumento, la decisione della riapertura graduale dell’Italia via via verso l’estate.

Alla crescita contribuiranno i miliardi di Next Generation EU, 69 a fondo perduto e 122 di prestiti, a cui ne vanno aggiunti altri 30 per finanziare altre opere escluse dal piano di Bruxelles, che fino al 2022 ha sospeso le rigide regole sui conti pubblici. Il presidente del Consiglio è consapevole che dal dibattito e dalle decisioni prese in tutto il mondo per superare l’emergenza sanitaria sta nascendo la tendenza a politiche economiche espansive, quasi la messa in disparte di un tabù. Si guardi alla amministrazione di Joe Biden, che ha approvato due pacchetti di spese esorbitanti, per cinque trilioni di dollari complessivi: due di sostegno al reddito e tre per le infrastrutture.

Se questa sarà, come sembra probabile, la direzione, l’Italia potrà cogliere questa opportunità, anche perché le linee di azione su cui agire sono chiare, quelle cioè dettate dal Green Deal europeo: dalla sostenibilità alla digitalizzazione all’ inclusione sociale. Tralasciando le riforme a ciò necessarie, del resto connesse col progetto europeo (dalla revisione della Giustizia, della PA e della scuola, alla gestione e al controllo delle grandi opere) il nostro Paese ha però un cancro: la mafia. Perché l’Italia assecondi l’attitudine espansiva dei prossimi anni, il Governo Draghi dovrebbe eliminare una volta per tutte le mafie.

Le ragioni dell’economia in questo caso asseconderebbero quelle della democrazia. La mafia è quanto di più antidemocratico esista: in modo parassitario e vigliacco, corrompe e corrode il tessuto imprenditoriale, svilisce il sacrificio e il lavoro delle persone con il "pizzo" impoverendole; si appropria dei soldi pubblici, uccide e rovina le giovani generazioni con la droga, costringe e umilia le giovani con la prostituzione, mina i concetti di libertà e di merito. Si accolga una provocazione, certo irricevibile per l’Europa dei Lumi, l’ex presidente Barack Obama considera la pena di morte contemplabile in due soli casi estremi: le stragi e la violenza sui minori. Se avesse voce in capitolo in Italia, ne aggiungerebbe un terzo: i reati di mafia.

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