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Lo sguardo libero
L'emergenza climatica? Forse una notizia del diavolo

Venticinque anni dopo il saggio "Le notizie del diavolo", che ha segnato una tappa importante nello studio delle false notizie, è uscito un libro di Dario Fertilio che ne rappresenta l'ideale continuazione: "Ultime notizie dal diavolo, i segreti della disinformazione dall'antichità alle fake news" (Guerini). Fertilio, per più di quarant'anni giornalista al "Corriere della Sera", dapprima alla redazione politica e poi come uno dei responsabili di quella culturale, riprende il tema di cui si era occupato all'inizio della carriera: quello della comunicazione, in particolare giornalistica. Lo fa anche sulla base della sua esperienza attuale, come articolista de "l'Osservatore Romano" e del "Giornale", oltre che docente di Teorie e tecniche della comunicazione giornalistica all'università Statale di Milano. E tenendo conto della rivoluzione digitale che ha trasformato radicalmente il panorama.

L'informazione digitale si può considerare più libera di quella tradizionale su carta?

Certamente, nel senso che è accessibile a tutti, più rapida e vicina al "tempo reale". Ma allo stesso tempo è anche "selvaggia", cioè non sottoposta alle regole e ai controlli del giornalismo classico. Io la definisco "orizzontale", per contrapporla a quella "verticale" del secolo scorso.

In che senso si usano i termini "orizzontale"e "verticale"?

L'informazione "verticale" vede al suo vertice un direttore, a sua volta condizionato dall'editore, al di sotto del quale esiste una piramide redazionale: vicedirettori, caporedattori, responsabili di desk, redattori, collaboratori eccetera. A ciascuno di questi livelli corrisponde un vaglio di attendibilità delle notizie, e anche una selezione preventiva: la famosa linea politica. Tutto questo non esiste nella informazione "orizzontale" selvaggia: non c'è palese condizionamento politico, ma spetta al lettore/spettatore scegliere e decidere il grado di attendibilità delle notizie. Naturalmente, non tutti sono preparati e all'altezza del compito: da qui i rischi legati alla disinformazione.

I giornali online rientrano nella prima o nella seconda categoria?

Si trovano, per così dire, a metà strada. “Affaritaliani", ad esempio, ha un direttore e sottopone le notizie che pubblica a un controllo di qualità, attendibilità e conformità alle esigenze della testata. Ma allo stesso tempo può giovarsi, come e più dei quotidiani tradizionali online, della rapidità di aggiornamento in tempo "quasi reale".

E la disinformazione?

Procede parallelamente all'espansione della informazione. Chi, come in genere i giovani, si aggiorna al computer o con lo smartphone, non ha tempo in genere per documentarsi e approfondire; prende, per così dire, tutto con beneficio di inventario. Il tempo di lettura, come confermano gli ultimi dati, varia da quattro minuti a pochi secondi. Non c'è da stupirsi se chi si documenta in questo modo sia più vulnerabile alla disinformazione.

Le "Ultime notizie dal diavolo" forniscono esempi e indicazioni?

Il capitolo dedicato alle "apocalissi", come quella propagandata a livello planetario sulla emergenza climatica, mette a nudo i condizionamenti che noi tutti subiamo, senza rendercene conto. E' come se un veleno inodore e insapore ci venisse somministrato quotidianamente e a nostra insaputa.

Si può parlare anche di censura?

Il libro ne discute ampiamente e ne segue il percorso, attraverso i secoli. L'attuale ossessione della "apocalisse climatica" ha un precedente, ad esempio, in quella dell'"inverno nucleare", che si era diffusa nel secolo scorso, alimentata dalla paura per un conflitto atomico.

Come distinguere la buona informazione da quella cattiva?

Bisogna conoscerne le regole. Spesso le situazioni sono ambigue, come dimostrato recentemente dal caso Assange-Wikileaks. Ma, in generale, una informazione di cui non si conoscono le fonti è da considerare sempre sospetta.

Le nuove e varie forme di comunicazione non giornalistica sono pericolose?

La loro moltiplicazione è un buon segno, e offre nuove possibilità di espressione, oltre che di lavoro, ai giovani- La pubblicità online, il marketing, lo story-telling, il brand journalism, gli influencer, i social, fino al dark web e allo scam, rappresentano le due facce, positiva e negativa del fenomeno. Bisogna conoscerle per trarne vantaggio e tenerne sotto controllo gli effetti virali.

Qual è dunque il messaggio principale di "Ultime notizie dal diavolo"?

Occorre, soprattutto per chi si accosta oggi alla professione giornalistica, ma in genere per chi è interessato alle notizie, conoscere storia, regole e tecniche della disinformazione, in modo da districarsi nella giungla informativa, e non farsi irretire dagli strateghi delle fake news. "Ultime notizie dal diavolo" nasce dal senso di indignazione che in tanti suscitano  gli inganni della cattiva comunicazione, e per fornire armi adeguate a chi vuole difendersene.

 

 

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