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Palazzi & Potere
Draghi, la crisi, l'Europa:ecco la ricetta della Meloni
Giorgia Meloni lapresse

In costante crescita in tutti i principali sondaggi, ormai stabilmente ai vertici delle classifiche tra i leader politici italiani più amati, Giorgia Meloni ha intrapreso da alcune settimane una nuova difficile ma stimolante sfida politica guidando l'unico partito all'opposizione del governo Draghi con la coerenza che ha caratterizzato il suo intero percorso politico. L'abbiamo intervistata in esclusiva per Ilgiornale.it in una lunga chiacchierata spaziando dalla politica interna all'Europa (dove ricopre il ruolo di presidente dell'ECR, il gruppo dei conservatori al parlamento europeo), dalla difficile situazione economica e sanitaria che sta vivendo il nostro paese fino al tema dei giovani e della cultura.

Sono passate ormai varie settimane dall’insediamento del governo Draghi, è possibile secondo lei trarre un primo bilancio? In quali ambiti non c’è discontinuità con governo Conte?

"È ancora presto per tracciare un bilancio definitivo ma possiamo già dire che sulle due principali sfide di questo Esecutivo, la lotta alla pandemia e la difesa dell’economia, la continuità con Conte è sotto gli occhi di tutti. A più di un anno dallo scoppio dell’emergenza sanitaria siamo praticamente al punto di partenza e la strategia rimane la stessa: si persevera sulla strada delle chiusure generalizzate, dei lockdown e della limitazione delle libertà, si continua a fare poco o niente sui veri focolai di contagi come il trasporto pubblico e non si investe come si dovrebbe sulle cure domiciliari e sulle terapie precoci. La campagna vaccinale procede a rilento. Certo, paghiamo il prezzo di scelte scellerate e di un commissario straordinario che, ad esempio, aveva come priorità la realizzazione di enormi padiglioni-primula invece di mettere in sicurezza anziani e fragili. Era evidente a tutti che questa doveva essere la prima cosa da fare, e Fratelli d’Italia lo ha detto fin dall’inizio, ma siamo rimasti inascoltati. Ora il Governo sembra finalmente essersene accorto, come dimostrano le parole del presidente Draghi nella sua ultima conferenza stampa. Sul fronte economico, lo scenario non è molto diverso. Il decreto sostegni è totalmente insufficiente a mettere in sicurezza il nostro tessuto produttivo. È l’ennesima presa in giro e comprendo la disperazione di chi in questi giorni scende in piazza. Il decreto riconosce aiuti che vanno solo dall’1,7% al 5% del calo del fatturato del 2020 rispetto al 2019. Davvero si pensa che un ristoratore che ha perso centinaia di migliaia di euro possa evitare il fallimento se lo Stato gli dà il 2% di ristoro? È l’ennesima presa in giro".

Molti imprenditori e commercianti chiedono maggiori aiuti da parte del governo, è stata bocciata la proposta di FdI di destinare i fondi del cashback ai ristori, come e dove si possono trovare nuove risorse?

"Per Fratelli d’Italia la priorità assoluta è concentrare ogni risorsa disponibile per salvare le nostre imprese ed evitare la perdita di altri posti di lavoro. Per questo avevamo chiesto a Draghi di usare anche i circa 5 miliardi che oggi spendiamo per la lotta al contante e la lotteria degli scontrini per i ristori. Purtroppo, la maggioranza non ha sentito ragioni e in Senato tutti i partiti che sostengono il Governo si sono allineati alla posizione della sinistra, del Pd e del M5S e hanno scelto di continuare a buttare dalla finestra risorse importanti che avremmo potuto usare per impedire il fallimento di tante aziende. Di questa scelta risponderanno agli italiani. Per l’emergenza Covid abbiamo già fatto circa 160 miliardi di extra debito, una cifra enorme se pensiamo che di norma una finanziaria vale circa 30 miliardi, e non possiamo permetterci di continuare a sperperare i soldi in mille rivoli o in provvedimenti inutili. In questo momento non ha alcun senso sprecare risorse preziose nella proroga dei navigator, nel bonus monopattini o nel bonus vacanza, che ci è costato la bellezza di 2 miliardi e 400 milioni di euro".

Il tema delle aperture è uno dei principali argomenti di dibattito, secondo lei sono maturi i tempi per riaprire ristoranti, palestre e tutte le attività?

"Fratelli d’Italia sostiene la stessa cosa da più di un anno: la comunità scientifica deve dirci chiaramente quali sono le misure anti-contagio da rispettare e poi il Governo deve stabilire sulla base di queste dei protocolli di sicurezza validi per le riaperture di tutti i settori. Perché non è immaginabile sostenere che queste regole possano cambiare da situazione a situazione. È un controsenso tenere chiusi ristoranti, palestre o teatri perché non si può garantire il distanziamento e poi vedere ogni giorno le persone ammassarsi sui mezzi pubblici per andare al lavoro. Anche per questo gli italiani sono arrabbiati e stanchi, le regole che sono costretti a rispettare sono sempre meno comprensibili e non seguono una logica".

In suo comunicato ha espresso vicinanza ai militanti di Vox aggrediti in Spagna, episodi che purtroppo accadono anche in Italia, nota un pericoloso crescente clima di intolleranza verso chi fa politica a destra?

"Ho espresso la solidarietà dei conservatori europei ai nostri fratelli spagnoli di Vox perché quello che è successo a Vallecas è scandaloso. Le immagini che abbiamo visto mi hanno lasciata senza parole: lanci di pietre e bottiglie contro la polizia, militanti aggrediti e minacciati solo perché stavano partecipando ad un comizio. La sinistra è drammaticamente uguale in tutto il mondo. Hai diritto di parola solo se pensi, dici e sostieni quello che vogliono loro. Credo che la posta in gioco sia molto più alta. Noi conservatori abbiamo il coraggio di andare controcorrente e di sfidare il pensiero unico: questo fa molta paura a chi vorrebbe costruire un mondo in cui siamo tutti uguali, pensiamo le stesse cose e consumiamo gli stessi prodotti. È la famosa “dittatura progre”, per usare le parole di Abascal. La sinistra, guardia bianca del sistema, sa bene che il nostro impegno e le battaglie che portiamo avanti sono il pericolo maggiore per il loro progetto. Chi difende l’identità, le tradizioni, la famiglia e la Patria è un nemico da abbattere, ad ogni costo. Ma non ci spaventano e continuiamo a reagire con il linguaggio della verità e con l’amore che proviamo per il nostro popolo e la sua libertà".

A proposito di Vox, in queste settimane lei e Abascal avete confermato con alcune dichiarazioni la vostra collaborazione e la solidità dell’Ecr. Pensa sia da escludere la nascita di un nuovo grande gruppo al parlamento europeo che raccolga Ecr, Id e parte del Ppe?

"I conservatori europei sono una famiglia politica molto solida. Tra gli obiettivi del mio mandato come Presidente di ECR c’è quello di farla crescere e diventare ancor più centrale nel panorama europeo ed internazionale, in particolare attraverso la partnership con i Tories britannici e i Repubblicani americani. Il Consiglio di ECR ha appena approvato il programma di lavoro per il 2021 e sono tante le iniziative che stiamo portando avanti. Siamo ovviamente disponibili a parlare e ad accogliere tutti coloro che intendono condividere i nostri valori e la nostra missione, ma non è al momento all’ordine del giorno uno scioglimento o una fusione di ECR. Il nostro obiettivo è rafforzare la rete a destra del Ppe, che ormai ha rinunciato alla sua storica vocazione di centrodestra per essere subalterno alle sinistre".

Ha fatto molto scalpore l’episodio avvenuto ad Ankara con la sedia mancante per Ursula Von der Leyen, lei che è un leader donna pensa si sia trattato di maschilismo da parte di Erdogan?

"Oppure i problemi in Turchia a partire dai diritti delle donne sono ben altri e più gravi? Il protocollo istituzionale è sostanza e sbaglia chi a Bruxelles non se ne rende pienamente conto. La mancanza della seduta per la Von Der Leyen si è trasformato nel messaggio potentissimo di una sottomissione dell’Europa a Erdogan. Ho condannato con forza questo epidosio e ho criticato aspramente il comportamento del presidente del Consiglio europeo Michel, che non ha fatto niente per evitare quello che è apparso a tutti come un oltraggio. La verità è che la UE deve svegliarsi: in questi anni Erdogan ha trasformato la Turchia in un regime islamista, ha fatto del richiamo all’Islam un’arma da blandire contro l’Europa, ha avviato una politica espansionistica nel Medio Oriente, nel Mediterraneo e non solo. Da tempo Fratelli d’Italia denuncia tutto questo e ha chiesto di ritirare alla Turchia lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue, ma siamo stati tacciati di ogni nefandezza, addirittura di voler alimentare scontri di civiltà. È ora di aprire gli occhi".

In queste settimane molti artisti e influencer stanno intervenendo sul tema del ddl zan. Dopo anni in cui si parla di competenza ora viene tenuto molto in considerazione il parere di queste persone. Non crede che a destra manchino influencer e figure di riferimento nel mondo social? Inoltre, quanto è difficile fare cultura politica oggi con i social network e con la scarsa voglia di informarsi e di leggere dei giovani di oggi?

"Non è che vero che mancano, il problema è che spesso hanno più difficoltà ad emergere perché quando si schierano vengono in buona sostanza linciati dal sistema mediatico e penalizzati. Non aiuta poi la censura dei social nei confronti di chi non si allinea a certi canoni di linguaggio e al pensiero unico. Le regole dei social network impongono una velocità e un linguaggio spesso difficilmente conciliabili con l’approfondimento. Ma ci si deve mettere in gioco il più possibile senza avere la puzza sotto il naso e utilizzare questi strumenti anche per fare cultura e lanciare messaggi più profondi. A volte basta anche solo un’immagine e poche parole o un breve video, ovviamente ben calibrati sul social che si usa, per parlare di temi importanti. Ci sono tanti esperimenti ben riusciti che si trovano online e bisogna sempre testarne di nuovi. È una sfida molto impegnativa ma non si deve aver paura di affrontarla".

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