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Affari di Genio
Genio, l'apprendimento e la condizione femminile

Lilly è una madre di tre figlie. Una di tredici, una di 11, una di otto. 

Abita a Milano, ha un'occupazione e quando ritorna a casa la sua condizione è quella di tantissime altre mamme che lavorano nelle grandi città: lava, cucina, si occupa delle incombenze domestiche - fortunatamente supportata dal marito, che come molti altri uomini hanno capito, sa che le fatiche si dividono, a casa - e poi deve occuparsi anche dei compiti delle figlie.

È lei stessa a spiegare nell'intervista che le abbiamo fatto "che in questo modo dopo essere tornata a casa, mi devo occupare dei compiti delle ragazze fino alle 23.30. Ciò vuol dire che non ci sono pause, nè momenti in cui potersi rilassare: una vita d'inferno".

Lilly è il paradigma della donna moderna: multitasking, sempre disponibile, ovviamente pronta al sacrificio e a dover rendere conto. Alla scuola, al datore di lavoro, alla comunità. 

"Per cui quando abbiamo scoperto Genio ho invitato la mie prime due figlie a provare il corso. E s'immagini la sorpresa nell'osservare non solo i miglioramenti scolastici, ma anche la loro capacità organizzativa. Le dico di più: la massima sorpresa è stata vedere la mie ragazze svegliarsi il sabato mattina, in cui di solito poltrivano a letto, avere voglia di studiare partecipando ai corsi online per fare i compiti che regolarmente finivano alle 14. Avendo da quel momento la libertà di poter fare altro"

Lilly è una donna appagata, serena. "Anche perchè in passato i momenti di tensione familiare soprattutto durante il COVID, non sono mancati. Eravamo tutti a casa: le figlie studiavano e io e mio marito lavoravamo".

Non ha incertezze pertanto nel significare il senso di una scelta che ha comportato un impegno economico che ha comunque condiviso con il marito: "Ne abbiamo beneficiato tutti, ma io e lui soprattutto".

E sempre nell'ambito di un senso ritrovato, Lilly indica la strada su cui secondo lei bisognerebbe procedere. Ovvero quella diffusione di un simile metodo di apprendimento, su vasta scala, soprattutto dedicato agli insegnanti che sono,secondo lei, la leva su cui potrebbe fondarsi un modo rinnovato d'insegnare.

Il resto lo fanno i suoi sorrisi, gli sguardi e quel senso di tranquillità che emerge con chiarezza durante l'intervista. Un modo di sentirsi appagati e un poco sollevati da impegni, prima del corso Genio, decisamente pesanti. 

Sarà per questo che il metodo ancora fatica ad accreditarsi lì, più che altrove, dove dovrebbe essere sollecitato e perorato: dentro le istituzioni e al MIUR. 

Dove al contrario vige la cultura "dell'umiliazione dello studente come strumento di crescita". 

C'è ancora molto da fare. In basso e in alto.

>> Guarda l'intervista <<

Max Rigano






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