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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 6 – 2014
LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE SU: RIFORMA DEL SETTORE BANCARIO, PROGETTI EUROPEI IN SARDEGNA, DIRITTO DI VOTO, TUTELA DEL GRANOTURCO, CATASTROFI NATURALI
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
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Domanda: non sarebbe necessario lavorare ad una riforma strutturale del settore bancario dell’Unione Europea? Marcello Tustero
Risposta: La Commissione europea ha proposto di recente nuove norme per impedire alle banche più grandi e più complesse di dedicarsi alla rischiosa attività di negoziazione per conto proprio. Le nuove norme conferirebbero alle autorità di vigilanza il potere d’imporre a tali banche di separare alcune attività di negoziazione potenzialmente rischiose dalla funzione di raccolta di depositi, se l’esercizio di tali attività compromette la stabilità finanziaria. Da parte della Commissione europea sono state introdotte norme per accrescere la trasparenza di alcune operazioni nel sistema bancario ombra. Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “Le misure proposte rafforzeranno ulteriormente la stabilità finanziaria e faranno sì che le conseguenze degli errori commessi dalle banche non siano scaricate sui contribuenti. Con esse si compone quel quadro comune a livello dell’Unione Europea che è necessario per impedire che soluzioni nazionali divergenti creino fratture nell’Unione bancaria o compromettano il funzionamento del mercato unico”. Dall’inizio della crisi finanziaria, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno attuato una profonda revisione della regolamentazione bancaria e della vigilanza nel settore. L’UE ha avviato riforme per attenuare l’impatto dei potenziali dissesti bancari, nell’intento di creare un sistema finanziario più sicuro, più sano, più trasparente e più responsabile che sia al servizio dell’economia e della società nel suo complesso.
Domanda: voteremo il 25 maggio per il Parlamento europeo ma chi difende il diritto di voto dei cittadini dell’Unione europea all’estero? Ludovica Varsi
Risposta: nell’ambito degli attuali trattati dell’Unione Europea spetta agli Stati membri stabilire chi può beneficiare del diritto di voto alle elezioni nazionali. In cinque paesi dell’Unione Europea (Danimarca, Irlanda, Cipro, Malta e Regno Unito) vigono attualmente norme nazionali che comportano una perdita del diritto di voto a livello nazionale a seguito di periodi di permanenza all’estero. Le norme variano notevolmente: i cittadini ciprioti perdono il diritto di voto se non hanno risieduto a Cipro nei sei mesi precedenti un’elezione e i cittadini britannici devono aver risieduto nel Regno Unito nei quindici anni precedenti per mantenere il diritto di voto. Altri Stati membri consentono ai propri cittadini di mantenere il diritto di voto a determinate condizioni, come l’Austria che richiede ai cittadini residenti all’estero di rinnovare periodicamente l’iscrizione alle liste elettorali o la Germania che impone ai cittadini di conoscere e approfondire la politica nazionale o di aver risieduto in Germania per almeno tre mesi negli ultimi 25 anni.
Nel mondo interconnesso di oggi sembra superata la principale giustificazione a favore delle norme che limitano il diritto di voto, ovvero il fatto che i cittadini residenti all’estero non hanno più sufficienti legami con il proprio paese d’origine. La Commissione europea invita gli Stati membri a consentire ai propri cittadini che si avvalgono del diritto alla libera circolazione nell’Unione Europea di mantenere il diritto di voto alle elezioni nazionali, se continuano a dimostrare interesse per la vita politica del proprio paese, ad esempio chiedendo di rimanere iscritti alle liste elettorali; assicurarsi che i cittadini residenti in un altro Stato membro che chiedono di mantenere il diritto di voto possano farlo in modalità elettronica; informare i cittadini in tempo utile e in modo adeguato circa le condizioni e le modalità pratiche per mantenere il diritto di voto alle elezioni nazionali. La cittadinanza dell’Unione Europea riconosce a tutti noi, cittadini dell’Unione, il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali ed europee nel paese comunitario di residenza alle stesse condizioni dei cittadini del paese stesso. Tuttavia, questi diritti non sono estesi alle elezioni nazionali e regionali (nei tredici Stati membri in cui le regioni hanno poteri legislativi).
Domanda: è vero che il Parlamento europeo si oppone all’autorizzazione del nuovo granoturco geneticamente modificato?
Risposta: in effetti il Parlamento europeo afferma che il mais “Pioneer 1507” geneticamente modificato non dovrebbe essere immesso sul mercato per la coltivazione, perché il suo polline resistente agli insetti potrebbe danneggiare le farfalle e le falene. I deputati chiedono al Consiglio dei ministri dell’Unione Europea di respingere la sua proposta di autorizzazione e sollecitano la Commissione europea a non proporre o rinnovare le autorizzazioni di qualsiasi varietà OGM fino a quando non siano stati migliorati i metodi di valutazione del rischio.
Domanda: non c’è un miglior coordinamento in Europa per le catastrofi naturali? Rita Moschin
Risposta: in Europa negli ultimi venti anni la catastrofi di varia natura hanno ucciso quasi 90mila persone, colpito più di 29 milioni di cittadini e causato 211 miliardi di euro in termini di perdite economiche. Il Parlamento Europeo ha approvato con 608 voti favorevoli il potenziamento del Meccanismo europeo di protezione civile che assicura maggiori finanziamenti e semplifica le procedure per mettere in comune risorse, quali squadre di soccorso e mezzi, che potranno essere utilizzati per affrontare le emergenze che sempre più frequentemente colpiscono i Paesi dell’Unione europea. Inoltre il Centro di ISPRA, in quanto Servizio Geologico d’Italia, è membro di EuroGeoSurveys, l’organizzazione europea che raggruppa i Servizi Geologici di 33 paesi europei per la promozione del contributo delle geoscienze alle politiche comunitarie tramite la creazione di un network tra i servizi geologici. L’Istituto partecipa inoltre al gruppo di esperti Spatial Information sulla Direttiva INSPIRE (Direttiva Europea che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea). In collaborazione con il MIUR, ISPRA partecipa alle attività del Comitato Europeo per il GMES, l’iniziativa UE sul Monitoraggio Globale per l’Ambiente e la Sicurezza (Global Monitoring for Environment and Security). E’ già attivo quindi un servizio di monitoraggio, controllo, sicurezza cooperativo europeo.
Domanda: studio e vivo in Sardegna, ci sono progetti per la formazione validi nella mia Regione, di valenza europea in ambito audiovisivo e storico per tutelare la nostra cultura? Mauro Mussu
Risposta: “La formazione di qualità aiuta l’Italia ad uscire dalla crisi”, ci ha detto il dott. Amos Nannini, Presidente della Società Umanitaria,”e molti sono i progetti formativi anche in Sardegna di valenza europea”. Di recente è stata firmata una convenzione tra l’Università degli Studi di Sassari e la Fondazione Umanitaria Sardegna che ha potuto dar vita all’innovativo Laboratorio di Antropologia Visuale intitolato a Fiorenzo Serra, noto regista sardo. E’ stata siglata dalla Direttrice del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, Maria Margherita Satta, e il Direttore regionale della Fondazione Salvatore Figus una convenzione alla presenza del Rettore dell’Ateneo Attilio Mastino e dell’assessore regionale alla Cultura e Pubblica Istruzione Sergio Milia. La convenzione si propone, tra i vari obiettivi, di valorizzare con il sostegno della Regione Sardegna il Laboratorio di Antropologia Visuale dell’Ateneo, attivo già dal 1981 nel campo della ricerca e della documentazione etnografica. Comprende una collezione di 250 documenti inediti e oltre 4mila foto e diapositive, di cui 3mila relative alla Sardegna e mille all’area mediterranea e africana. A questo materiale si aggiungerà il “fondo Campanelli”, che sarà donato da Riccardo Campanelli al Laboratorio e che conta 10mila diapositive a colori e 6mila in bianco e nero. Anche il “fondo Vodret”, donato dal professor Antonio Vodret, arricchisce la collezione di ulteriori 4mila elementi tra foto, diapositive e documentari. Salvatore Figus ha dichiarato :”Questo è il primo evento ufficiale della Fondazione Umanitaria Sardegna ed è la prima pietra di una feconda attività di collaborazione con l’Università di Sassari”. L’assessore Sergio Milia ha sottolineato che l’accordo di collaborazione tra il Dipartimento e la Fondazione Umanitaria dimostra la lungimiranza dell’Università di Sassari e “fa parte di un progetto globale, che mira a mettere insieme le eccellenze della Sardegna: non è un caso che proprio un’eccellenza come Fiorenzo Serra abbia permesso la firma di questa convenzione”. La Società Umanitaria con le sue sedi a Milano, Roma, Alghero, Cagliari, Carbonia-Iglesias e Napoli ha da sempre una attenzione particolare verso la formazione e, nei suoi oltre 120 anni di storia, ha avviato diverse partnership con Università di qualità per proseguire la sua mission sul territorio nazionale. Questa convenzione è un tassello importante che rientra nella strategia territoriale della Fondazione Umanitaria Sardegna che, con i suoi oltre trent’anni di impegno, intende lavorare in rete per progetti positivi e utili allo sviluppo culturale in Italia e in Europa. Sempre in Sardegna a Cagliari ha sede il primo di tre centri di servizi culturali costituiti in Sardegna all’interno di un progetto congiunto tra l’Agenzia europea della produttività, la cassa per il mezzogiorno e la Società Umanitaria, al suo interno c’è una cineteca, una mediateca, laboratori audiovisivi.

