Di Cinzia Boschiero
Domanda: Lei è a capo dell’Unità ‘Proprietà Industriale’, come mai avete deciso di organizzare una ventina di incontri con le aziende e i rappresentanti del settore industriale pubblico e privato?
Risposta: Intendiamo migliorare il dialogo bottom up e comprendere meglio come poter aiutare soprattutto le piccole e medie aziende perché possano tutelarsi meglio. L’innovazione è una priorità di sviluppo e il 2015 è stato proclamato dalla Commissione europea ‘Anno dello Sviluppo’. Noi, in linea con le strategie comunitarie, intendiamo potenziare i servizi che possono rilanciare l’innovazione in Europa. Le aziende che fanno innovazione contribuiscono al 40 per cento del Pil in Europa. Dobbiamo sostenerle e fornire loro strategie utili e tools a supporto del loro impegno costante, valorizzare i brevetti, raccogliere con loro le nuove sfide del mercato.
Domanda: Il settore innovazione in Italia conta oltre 112mila aziende con circa 769mila addetti, stando ai dati della Camera di commercio di Milano, con cui voi avete realizzato un recente incontro aperto al pubblico. Ritiene che ancora oggi manchi una corretta informazione verso le piccole e medie imprese su quanto la Commissione europea fa per loro?
Risposta: Sì. Perché le micro, piccole e medie aziende non hanno tempo da perdere, sono interamente concentrate sul mercato e attualmente sono in difficoltà, spesso non hanno personale strutturato per l’internazionalizzazione eppure sono innovative; di solito non hanno personale interno che può aiutarle a tutelare le loro invenzioni, brevetti e quindi sono in una situazione di estrema fragilità a cui noi, come Commissione europea, possiamo dare supporto con strumenti gratuiti e tools utili, come la Guide to IP in Horizon 2020, ad esempio, che è una guida realizzata dall’IRP Helpdesk della Commissione europea che fornisce indicazioni e consigli utili sulla tutela e la gestione della proprietà intellettuale nell’ambito di Horizon 2020. La guida è destinata ai potenziali beneficiari di un bando Horizon 2020, programma quadro di ricerca comunitario, e dà loro indicazioni sulla tutela della proprietà intellettuale in tutte le fasi del progetto: dalla preparazione alla presentazione della proposta, fino alla sua attuazione e alla valorizzazione dei risultati.
Domanda: è importante poter proteggere al meglio i diritti dei partecipanti a Horizon 2020 e incentivare i benefici commerciali ed economici delle iniziative di ricerca e innovazione finanziate dall’Unione europea. La Commissione europea ha stabilito una serie di norme ?
Risposta: la Commissione europea ha stabilito una serie di norme per lo sfruttamento e la diffusione dei risultati dei progetti e per la loro protezione attraverso la proprietà intellettuale (IP). La proprietà intellettuale designa l’insieme dei diritti esclusivi riconosciuti sulle creazioni intellettuali. Si distingue, da un lato, nella proprietà industriale relativa a invenzioni (brevetti), marchi, disegni e modelli industriali e nelle indicazioni geografiche e, dall’altro, nei diritti d’autore a copertura delle opere letterarie e artistiche. L’Unione europea conduce da diversi anni una politica attiva nel campo della proprietà intellettuale finalizzata all’armonizzazione delle legislazioni nazionali e alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale all’interno dell’Unione col fine ultimo di rendere gli strumenti di protezione più accessibili ed efficienti per le imprese.
Domanda: Il 25 febbraio 2014 il Parlamento europeo ha votato una proposta di regolamento recante modifica del regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio sul marchio comunitario, si punta a semplificare e attualizzare la legislazione sui marchi ?
Risposta: certo, si vuole semplificare l’iter sia a livello nazionale sia a livello comunitario, rendendo la registrazione dei marchi nell’Unione Europea meno cara, più rapida, più affidabile e più prevedibile e consentendo in tal modo di aumentare la certezza del diritto per i detentori di marchi. Il pacchetto regolamentare proposto include: una rifusione della direttiva 2008/95/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa, una revisione del regolamento (CE) 207/2009 sul marchio comunitario, contenente anche norme concernenti l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno, nonché una revisione del regolamento (CE) 2869/95 relativo alle tasse da pagare all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno. Questi interventi dovrebbero rendere il sistema dei marchi comunitari più accessibili, specialmente per le PMI.
Domanda: quali sono gli strumenti che secondo lei le aziende ancora non utilizzano al meglio?
Risposta: Esistono numerosi strumenti che le imprese non utilizzano al meglio, forse perché non consapevoli. Ad esempio gli helpdesk e i tools che noi forniamo. Le faccio un esempio quale il China IPR SME Helpdesk che fornisce informazioni, consulenza e formazione gratuite alle piccole imprese europee, coadiuvandole nella tutela e nell’applicazione dei propri diritti sulla proprietà intellettuale in Cina; oppure la sezione informativa che sul sito della Commissione europea aiuta a tutelare i propri diritti, attraverso la collaborazione con le amministrazioni doganali. Questa pagina dà accesso a un manuale e ai moduli di iscrizione online per le operazioni doganali. l’IPR helpdesk, servizio gratuito che fornisce agli utenti le risposte alle domande sulla proprietà intellettuale, mediante posta elettronica o attraverso le risorse online. InnovAccess, la rete degli uffici nazionali di proprietà intellettuale, supporta con diversi programmi le PMI offrendo per esempio indicazioni su come renderla produttiva, proteggendo la propria creazione, con un’ampia gamma di informazioni sulla tutela della proprietà intellettuale. Gli strumenti DPI online per le imprese, riguardante i diritti di proprietà intellettuale, sviluppato come parte di un progetto di cooperazione con gli USA e con il fine di rendere piu facile la ricerca delle informazioni in merito ai DPI per le PMI.
Domanda: le contrattazioni per il patto transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership – TTIP) con gli Stati Uniti preoccupano non poche piccole e medie aziende soprattutto del settore agroalimentare, la vostra Unità e i gruppi di lavoro dei vostri esperti seguono i lavori anche per la tutela della proprietà industriale?
Risposta: Sì. Poi sul sito http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/index_it.htm anche gli stessi imprenditori possono leggere i documenti ed esprimere le loro opinioni. Il nostro lavoro, come Commissione europea, è sempre al fianco delle imprese e quindi lavoriamo per risolvere i loro problemi e per presentare delle opportunità. Nella mia Unità, grazie a questi incontri, che facciamo sui vari territori nazionali, intendiamo ascoltare gli imprenditori, cercare di comprendere meglio di cosa necessitano, quali sono anche le criticità normative nazionali e dare impulso alla crescita tutelando meglio la proprietà industriale che è alla base dello sviluppo.
Domanda: le start up puntano sull’innovazione, ma non le pare che ci siano azioni troppo frammentate a loro supporto?
Risposta: La Commissione Europea supporta i programmi a favore delle start up innovative, siamo ben contenti che i programmi ed azioni esistenti siano numerose. Per le start up la tutela della proprietà industriale è ancora più strategica oggigiorno con la globalizzazione. Le normative sono variegate nei diversi Stati membri e la rete ad esempio dei Bic Net, la rete dei Business Angels, la rete Europe Enterprise Network danno vari supporti differenziati. Certo occorre una strategia e una politica industriale condivisa per poter essere più forti ed efficaci a livello comunitario sul mercato internazionale. Tuttavia è anche necessario un supporto a livello locale, dove le start-up nascono e crescono e dove il quadro regolatorio varia da paese a paese. Noi come Unità lavoriamo in team con le altre realtà comunitarie per migliorare il supporto all’innovazione e creando tools utili, garantendo la loro efficienza, armonizzazione e corrispondenza ai bisogni delle imprese. Siamo attenti ai bisogni delle imprese e garantiamo continuamente che gli strumenti di DPI aiutino e supportino l’innovazione a livello europeo, nazionale e locale.
Domanda: nel recente incontro realizzato alla Camera di Commercio di Milano da voi in collaborazione con Innovhub SSI, Ministero dello Sviluppo economico e Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, è emersa la preoccupazione da parte degli imprenditori per il fatto che l’Italia è fuori dal brevetto unico europeo. Gli stessi consulenti legali hanno perplessità in merito alla sua attuazione e alla criticità che emergeranno. Ne terrete conto?
Risposta: il cosiddetto “pacchetto del brevetto europeo” è costituito da due regolamenti ed una convenzione internazionale: i primi due provvedimenti istituiscono rispettivamente lo strumento del brevetto europeo ed il regime linguistico da adottare, il terzo stabilisce un sistema giuridico unico, la Corte brevettuale unica (Unified Patent Court, UPC), che avrà competenza esclusiva sulla validità e la violazione del brevetto unitario europeo.
Il nuovo sistema brevettuale rappresenta un’importante svolta per il mercato europeo in quanto fattore di stimolo e crescita per l’economia europea ed in particolare per le pmi che puntano sull’innovazione e che, grazie al brevetto unico -meno costoso e difficile da ottenere-, possono sperare di lavorare in diversi paesi membri dell’Unione europea.
Con il brevetto unico europeo, valido in ciascuno Stato dell’Ue, senza necessità di convalida, il sistema brevettuale diviene più semplice e notevolmente più economico rispetto a quello attuale. Inoltre il tribunale Unico del Brevetto garantirà la certezza giuridica e decisioni eque, efficienti e con giudici altamente specializzati.
Auspichiamo che l’Italia decida di partecipare inoltre al brevetto unico, aderendo alla cooperazione rafforzata. Inoltre, pur non prendendo parte alla cooperazione rafforzata, la decisione del governo italiano di firmare l’accordo sul Tribunale dimostra la consapevolezza dei benefici derivanti dall’istituzione di un tribunale unico specializzato in materia di brevetti.

