Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Pillole d’Europa » Lotta al dolore, economia digitale e… Le risposte dell’Europa

Lotta al dolore, economia digitale e… Le risposte dell’Europa

Lotta al dolore, economia digitale e… Le risposte dell’Europa
europa lp (1)
Lotta al dolore, burocrazia che inficia l’utilizzo dei fondi per l’energia, economia digitale, aziende in crisi aiutate dal Feg. L’Europa interviene e…

Sei davvero un cittadino europeo? Conosci i diritti e le opportunità offerte dall’Ue? Scrivici

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero

NUMERO 9 – 2014

 

LOTTA AL DOLORE, BUROCRAZIA CHE INFICIA L’UTILIZZO DEI FONDI PER L’ ENERGIA, ECONOMIA DIGITALE, AZIENDE IN CRISI AIUTATE DAL FEG

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.comeurochat2013@gmail.com

 

GUARDA LE ULTIME PUNTATE DI EUROCHAT, LA RUBRICA DI CINZIA BOSCHIERO

NUOVO VIDEO

VIDEO UNO

VIDEO DUE

VIDEO TRE

VIDEO QUATTRO

VIDEO CINQUE

VIDEO SEI

VIDEO SETTE

Domanda: si sono associazioni in Italia e in Europa che si occupano della lotta al dolore? Fernando Musero

Risposta: in Italia si distingue per impegno sul territorio l’associazione A.I.L.A.D. , Associazione Italiana per la lotta al dolore che ha lo scopo di combattere e di alleviare il dolore di qualsiasi origine, attraverso la diffusione di studi di fisiopatologia, della terapia delle sindromi algiche; l’organizzazione di seminari; la pubblicazione di studi medico-scientifici. In onore del prof. Marco Tiengo, padre della terapia del dolore in Italia, è stato pubblicato da AILAD un dossier intitolato “La natura, l’uomo e il dolore” in cui sono raccolti scritti e studi dei massimi esperti anche a livello europeo. Il presidente di AILAD Renato Coluccia ci ha spiegato:”In Italia e in Europa l’obiettivo è diffondere le conoscenze più avanzate sui meccanismi del dolore e sui mezzi più idonei per combatterlo. La nostra associazione fa anche corsi per medici, farmacisti, infermieri, volontari e pazienti per migliorare le conoscenze riguardo ad ogni situazione di sofferenza fisica che oggi , con le nuove metodiche di cura, trova soluzioni che migliorano la qualità di vita anche nelle patologie più gravi. L’interazione tra esperti a livello europeo ed internazionale è fondamentale”.   Le segnalo anche l’Associazione Europea di Cure Palliative (EAPC Onlus) e la Società Europea per la Medicina Geriatrica (EUGMS) che hanno presentato un manifesto congiunto per promuovere un piano d’azione europeo su cure palliative e geriatria. Le cure palliative sono un approccio interdisciplinare volto a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Non è una cura né un tentativo di allungare la vita con un accanimento terapeutico. È solo lo sforzo che la medicina fa per permettere a un malato o un anziano di vivere la parte restante della sua vita restante in maniera più serena e dignitosa, riducendo le sofferenze negli ultimi giorni della propria esistenza. Oggi vengono fornite soprattutto ai malati terminali di tumore, trascurando l’importanza che potrebbero avere invece anche per le persone anziane. In questo settore della medicina è la Gran Bretagna ad essere il Paese europeo più avanzato, secondo alcuni dati comunitari.

Domanda: c’è qualche iniziativa a livello europeo contro lo spreco alimentare e il risparmio energetico? Mauro Tresco

Risposta:  per quanto riguarda la lotta allo spreco è anche collegata alla conoscenza degli strumenti necessari a combatterla, e di recente al Parlamento europeo l’on Muscardini ha segnalato la necessità di diffondere la conoscenza di  progetti quali NDH che possono contribuire ad aumentare l’impegno dei cittadini contro lo spreco alimentare. L’On. Cristiana Muscardini, vicepresidente della commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, ha presentato l’iniziativa di quattro giovani ingegneri del Sud d’Italia laureati al Politecnico di Torino. A fronte di 110 Kg. di cibo all’anno sprecati da ogni cittadino italiano i quattro ragazzi hanno realizzato una piattaforma web gratuita, NDH-www.nextdoorhelp.it, già online e funzionante, che permette di regalare quanto non può essere consumato prima della data di scadenza. Muscardini invita la Commissione  a verificare sul sito l’utilità del progetto stesso “ai fini della lotta agli sprechi e nel quadro delle politiche per la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare e a prendere iniziative in proposito nell’ambito delle azioni contro lo spreco”.  Mentre per quanto riguarda il risparmio energetico e i fondi sulle energie rinnovabili di recente è stato realizzato un convegno a Milano intitolato “Nuove scelte energetiche: quale vero vantaggio per i cittadini?” a cui hanno aderito diversi parlamentari europei, aziende ed associazioni. E’ stato evidenziato come il risparmio energetico e il costo dell’energia rimangano due importanti problemi che vedono non sempre collimare la legislazione europea e quella italiana. Rimangono molte domande su come effettivamente riuscire ad utilizzare al meglio le nuove tecnologie energetiche ed i fondi comunitari che a causa della burocrazia nazionale e della farraginosità delle norme non aiuta le imprese a crescere. “Le energie rinnovabili (energia eolica, solare termica e fotovoltaica, idraulica, mareomotrice, geotermica e da biomassa)”, dice l’on Cristiana Muscardini,”sono un’alternativa fondamentale ai combustibili fossili. Il loro impiego permette di ridurre non soltanto le emissioni di gas a effetto serra provenienti dalla produzione e dal consumo di energia, ma anche la dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni di combustibili fossili (in particolare gas e petrolio). Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di una quota del 20% di energie rinnovabili nel proprio mix energetico, l’Unione Europea prevede di potenziare gli sforzi nei settori dell’elettricità, del riscaldamento e del raffreddamento nonché in quello dei biocarburanti”. Nel settore dei trasporti, che dipende quasi esclusivamente dal petrolio, la Commissione auspica che la quota di biocarburanti nel consumo totale di carburante arrivi a rappresentare il 10% entro il 2020.

 

Domanda: quali sono i dati europei sull’economia digitale e il settore delle app in Europa che sono in piena espansione? Enrica Guretto

Risposta: i dati sulle donne nell’economia digitale non sono confortanti in Europa solo 9 sviluppatori su 100 sono donne; solo il 19% dei manager nel settore delle Tic è di sesso femminile (rispetto al 45% in altri settori dei servizi); solo il 19% degli imprenditori nel settore delle Tic è di sesso femminile (rispetto al 54% in altri settori dei servizi); meno del 30% della forza lavoro nel settore delle Tic è di sesso femminile; il numero di donne laureate in informatica è in calo (3% di donne rispetto al 10% di uomini). La Commissione europea ha addirittura lanciato una campagna per trovare e celebrare modelli che incoraggino le giovani donne e le ragazze a intraprendere lo studio e a perseguire una carriera nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Attrarre più donne verso il digitale è un imperativo economico. Secondo lo studio, con una percentuale femminile nel comparto digitale pari a quella maschile, il PIL europeo registrerebbe un incremento di circa 9 miliardi di euro l’anno (1,3 volte il PIL di Malta). Le aziende con più donne ai posti di comando sono più redditizie del 35% e assicurano ai propri azionisti il 34% in più di utili rispetto ad altre imprese dello stesso tipo.

Domanda: ma ci sono aiuti concreti europei per l’occupazione e le aziende in difficoltà nel settore dei prodotti legati al mondo della telecomunicazione? Luca Nosco

Risposta: ecco un esempio concreto: la Commissione europea ha proposto di fornire all’Italia 3 milioni di euro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per aiutare 1146 ex lavoratori del fabbricante di televisori VDC Technologies SpA e la sua controllata Cervino Technologies Srl a trovare un nuovo posto di lavoro. La proposta va ora sottoposta all’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea. L’Italia ha chiesto il sostegno del FEG in seguito al licenziamento di 1 218 lavoratori della VDC Technologies e di altri 54 della Cervino technologies. I licenziamenti sono la conseguenza della maggior pressione concorrenziale esercitata da fabbricanti di apparecchi di telecomunicazione e di registrazione e riproduzione del suono di ogni parte del mondo. VDC Technologies è stato uno dei maggiori fabbricanti di televisori nella Unione Europea. Alla fine del 2009, l’azienda ha tuttavia chiuso definitivamente il sito di Frosinone, anche a causa di una riduzione della domanda di apparecchi con schermo al plasma e del calo dei prezzi di mercato dei televisori. Nonostante una serie di iniziative tese a rinvigorire l’azienda e i negoziati in vista di un suo eventuale rilevamento, non è stato raggiunto un accordo con i creditori e la società nel giugno 2012 è stata dichiarata fallita. Dall’inizio della sua attività, nel 2007, il FEG ha ricevuto 118 domande che hanno richiesto interventi per 500 milioni di EUR circa a sostegno di oltre 106.000 lavoratori. Sta crescendo il numero di settori e di Stati membri dai quali provengono domande di aiuto al FEG che solo l’anno scorso ha erogato più di 73,5 milioni di euro.