Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 51 – 2013
PROFESSIONI IN EUROPA, SETTORE MARITTIMO COMUNITARIO, SORVEGLIANZA DELLE FRONTIERE, MOBILITA’ DEI GIOVANI
In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: ma chi si occupa della sorveglianza delle frontiere in Europa? Sabrina Tositti
Risposta: Grazie al sistema di sorveglianza delle frontiere “Eurosur”, le cui regole di funzionamento sono state approvate dal Parlamento giovedì, gli Stati membri dell’Unione Europea saranno meglio attrezzati per prevenire, individuare e combattere l’immigrazione clandestina, ma anche per salvare le vite dei migranti. Eurosur consentirà infatti agli Stati membri di condividere immagini e dati in tempo reale sugli sviluppi alle frontiere esterne dell’UE. La rete di comunicazione Eurosur è progettata per migliorare l’individuazione, la prevenzione e la lotta contro l’immigrazione clandestina e la criminalità transfrontaliera. I deputati hanno sottolineato che tale rete deve essere utilizzata anche per salvare la vita dei migranti.”Solo con un sistema pan-europeo di sorveglianza delle frontiere, siamo in grado di evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero per i rifugiati che cercano di attraversarlo su carrette del mare, in cerca di una vita migliore in Europa. Per evitare che una tragedia come quella di Lampedusa accada di nuovo, è necessario un rapido intervento”, ha dichiarato il relatore Jan Mulder (ALDE, NL) nel dibattito in plenaria. I paesi UE che utilizzano Eurosur si impegnano a rispettare i diritti umani, tra i quali il divieto di respingimento, che vieta il rimpatrio di persone minacciate di vita o private della libertà. Gli utenti di Eurosur dovranno inoltre proteggere i diritti fondamentali dell’Unione europea, tra i quali la protezione dei dati personali. Qualsiasi scambio di dati personali tra gli Stati membri dell’Unione europea o con paesi terzi tramite Eurosur deve rimanere un’eccezione e rispettare la legislazione sulla protezione dei dati. Inoltre, gli Stati membri non devono utilizzare Eurosur per inviare a paesi terzi qualsiasi informazione che potrebbero essere utilizzata per identificare una persona che ha richiesto la protezione internazionale o la cui vita o l’integrità fisica potrebbe essere a rischio. Eurosur si propone di migliorare la gestione delle frontiere terrestri e marittime dell’Unione europea, intensificando lo scambio d’informazioni tra i paesi europei e con l’agenzia europea per la gestione delle frontiere Frontex. Il sistema dovrebbe consentire la condivisione dei dati e d’intelligence di varie autorità in tempo reale ma anche gli strumenti di sorveglianza, come satelliti o sistemi di notifica delle navi, tramite una rete di comunicazione protetta. Secondo i dati Frontex, più di 72.000 persone hanno attraversato le frontiere esterne dell’UE illegalmente nel 2012, circa la metà del numero nel 2011. Le norme di funzionamento di Eurosur sono state concordate con i governi nazionali. Bulgaria, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia inizieranno a utilizzare Eurosur il 2 dicembre 2013. Gli altri Stati membri seguiranno l’esempio il 1° dicembre 2014.
Domanda: volevo sapere qualcosa di più su Malala Yousafzai vincitrice del Premio europeo Sacharov 2013 e se ci sono programmi per incentivare lo studio, la mobilità dei giovani in Europa. Grazie Luisa Facci
Risposta: L’attivista pakistana per l’istruzione femminile Malala Yousafzai è la vincitrice del Premio Sacharov per la libertà di pensiero del 2013, a seguito della decisione odierna della Conferenza dei presidenti (Presidente del Parlamento europeo e leader dei gruppi politici). Sarà invitata a ritirare il premio durante una seduta solenne che si terrà a Strasburgo il 20 novembre. “Con l’assegnazione del premio Sacharov a Malala Yousafzai, il Parlamento europeo riconosce l’incredibile forza di questa giovane donna. Malala coraggiosamente sostiene il diritto di tutti i bambini a un’equa istruzione. Tale diritto è troppo spesso trascurato quando si tratta di ragazze”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, annunciando il nome del vincitore. Malala Yousafzai, la studentessa sedicenne di Mingora nel distretto di Swat, in Pakistan, è salita alla ribalta per la sua battaglia per i diritti delle donne nella valle dello Swat, dove il regime talebano ha vietato alle ragazze di frequentare la scuola. Il suo primo discorso pubblico risale al settembre 2008, il cui titolo era “Come osano i talebani togliermi il diritto fondamentale all’istruzione?”. Quando tutte le scuole femminili sotto il controllo dei talebani sono state chiuse nel gennaio 2009, ha iniziato un blog per la BBC Urdu sotto lo pseudonimo di Gul Makai, un’eroina popolare. Il blog ha reso famosa Malala e la sua lotta ma la sua famiglia è stata minacciata non appena è stata rivelata la sua identità. Nel mese di ottobre 2012 c’è stato il tentativo di assassinarla e la studentessa è stata ferita alla testa e al collo dai talebani mentre faceva ritorno a casa su un autobus della scuola. “Malala ha ottenuto un riconoscimento mondiale come combattente per i diritti umani”, militando per il “diritto all’istruzione femminile, alla libertà e all’autodeterminazione” hanno dichiarato gli eurodeputati nominandola per il Premio Sacharov. Malala Yousafzai è stata nominata congiuntamente da tre gruppi politici: per il gruppo del PPE, da José Ignacio Salafranca (ES), Elmar Brok (DE), Michael Gahler (DE), Arnaud Danjean (FR), Joseph Daul (FR), Gay Mitchell (IE) e Mairead Mc Guinness (IE); per il gruppo S&D, da Hannes Swoboda (AT) e Véronique De Keyser (BE); per il gruppo ALDE, da Guy Verhofstadt (BE), Graham Watson (UK) e da Annemie Neyts – Uyttebroeck (BE); da Jean Lambert (Verdi , UK) e dal gruppo ECR. Il premio Sacharov per la libertà di pensiero, dal nome dello scienziato e dissidente sovietico Andrei Sacharov, è stato istituito nel dicembre 1988 dal Parlamento europeo per onorare le persone o le organizzazioni che dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani e delle libertà, in particolare al diritto di libertà di espressione. Per quanto riguarda la sua seconda domanda, le opportunità sono molte in Europa. Sul tema delle professioni e dell’accesso e mobilità giovanile in Europa e i programmi comunitari per istruzione e formazione si è svolto proprio di recente convegno organizzato da Europe Direct a Milano, nell’ambito degli European Job Day 2013, che ha coinvolto scuole, università, istituti di formazione, esperti italiani ed esteri. ”Il gap tra i Paesi con il più alto e il più basso tasso di disoccupazione giovanile,” dice la dott.ssa Tea Castiglioni, Europe Direct Regione Lombardia,” è molto elevato: Austria e Germania presentano un tasso di disoccupazione del 7,6%. In coda ci sono Grecia (59,1%), Spagna (55,9%), Italia (38,4%) e Portogallo (38,3%). In questo momento di crisi la ricerca di un posto di lavoro oltre confine è aumentata. Anche uno stage all’estero può essere il giusto compromesso per arricchire il proprio curriculum, imparare una lingua straniera e vivere un’esperienza professionale e personale formativa. L’UE incentiva i cittadini europei ad intraprendere periodi di volontariato, stage e lavoro in Europa, a condividere nuove conoscenze e tecniche professionali, ad apprendere nuove lingue”.
Domanda: lavoro nelle spedizioni del settore marittimo c’è qualcosa di europeo per il nostro settore? Ludovico Natali
Risposta: c’è stata di recente la diciottesima Edizione della Conferenza European and Mediterranean Navis User Group (NUG). All’interno dell’hotel Altafiumara in provincia di Reggio Calabria, più di 70 manager in rappresentanza di 30 terminal container in Europe and Nord Africa, hanno partecipato alla conferenza annuale. “Siamo molto orgogliosi – ha detto Domenico Bagalà, Amministratore Delegato di Medcenter Container Terminal – per i riflettori sul nostro terminal e sulla Regione Calabria in generale che si trovano oggi al centro dell’attenzione di tutta la comunità internazionale dello Shipping. Non è una coincidenza che Gioia Tauro, con il suo importante progetto di realizzazione della ZES (Zona Economica Speciale), stia giocando un ruolo baricentrico tra i porti del Nord Europa e quelli del bacino Mediterraneo grazie alla posizione strategica ed al suo ruolo di HUB per i flussi intercontinentali”. L’Unione europea stimola la crescita del trasporto marittimo attraverso un certo numero di azioni come la modernizzazione delle infrastrutture o l’armonizzazione delle attrezzature e delle procedure. Il rafforzamento della sicurezza marittima e la tutela dell’ambiente marino rappresentano a loro volta delle priorità. Il trasporto fluviale costituisce da parte sua un potenziale considerevole, ma ancora poco sfruttato. Esso presenta il vantaggio di alleggerire il trasporto stradale di una parte del suo traffico. L’Unione si prefigge di dare nuovo dinamismo all’attività del settore, in particolare con il programma d’azione Naïades. L’80% degli scambi commerciali mondiali avviene per mare mentre, all’interno dell’Europa, il trasporto marittimo a corto raggio rappresenta il 40% del trasporto merci. Ogni anno, oltre 400 milioni di passeggeri transitano nei porti europei. Le navi che battono bandiera europea continuano a subire una forte concorrenza da parte delle flotte di paesi terzi, favorite da norme meno rigorose, manodopera a minor costo o dal sostegno dei loro governi. Questi fattori di squilibrio, che vanno ad aggiungersi a quelli generati dall’attuale crisi economica, potrebbero indurre a rilocalizzare le attività di trasporto marittimo dall’Europa verso paesi terzi. L’intervento dell’Unione europea dovrebbe contribuire a sostenere lo sviluppo di un quadro competitivo stabile che consentirà di adottare misure positive a sostegno di una maggiore compatibilità ambientale e dell’innovazione del trasporto marittimo; una maggiore equità delle norme in materia di concorrenza e delle condizioni per gli scambi marittimi a livello internazionale; l’allineamento, a livello mondiale, delle norme sostanziali in materia di concorrenza.
Domanda: è vero che la Commissione europea sta esaminando gli ostacoli all’accesso alle professioni regolamentate ? Umberto Masi
Risposta: in effetti la Commissione europea ha adottato di recente una comunicazione nella quale si annuncia l’inizio di una valutazione delle normative nazionali che disciplinano l’accesso alle professioni. Le professioni regolamentate sono quelle l’accesso alle quali è subordinato al possesso di qualifiche specifiche o per le quali l’uso di uno specifico titolo è protetto, come per esempio farmacisti o architetti. Queste restrizioni esistono per ottimi motivi, per esempio per proteggere il consumatore. Tuttavia condizioni di accesso troppo restrittive a talune professioni possono scoraggiare o addirittura dissuadere i giovani dall’entrare nel mercato del lavoro. I diversi regimi normativi possono rendere difficile a professionisti qualificati la presentazione di candidature per impieghi in altri Stati membri. Migliorare l’accesso alle professioni, in particolare per mezzo di un ambiente normativo più adeguato e trasparente negli Stati membri, agevolerebbe la mobilità dei professionisti qualificati all’interno del mercato unico e la fornitura di servizi professionali transfrontalieri. Potrebbe inoltre avere una ricaduta positiva sulla situazione occupazionale e sulla crescita economica, in particolare perché i soli servizi professionali rappresentano circa il 9% del PIL nell’Unione europea. Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “Nonostante i nostri sforzi, la mobilità dei professionisti all’interno dell’Unione europea è bassa. Le condizioni di accesso a talune professioni possono essere complesse, onerose e spesso molto disparate fra i diversi Stati membri. Questo scoraggia i lavoratori dal cercare e trovare un impiego in altri Stati membri. Sono convinto che la mappatura delle professioni regolamentate da parte degli Stati membri, seguita da una disamina e da una valutazione delle barriere all’accesso alle professioni, sarà un esercizio utile”. Le condizioni di accesso alle professioni possono essere molto diverse da uno Stato membro all’altro e spesso le ragioni alla base di tali differenze non sono ben chiare. Per la Commissione e le amministrazioni nazionali che partecipano alla reciproca valutazione si tratta di un piano di lavoro ambizioso.
