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Sicurezza alimentare e fondi per i volontari di Expo… Le risposte dell’Europa

Sicurezza alimentare e fondi per i volontari di Expo… Le risposte dell’Europa
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Sicurezza informatica e alimentare, fondi per la cultura e per i volontari di Expo. L’Europa interviene e…

Sei davvero un cittadino europeo? Conosci i diritti e le opportunità offerte dall’Ue? Scrivici

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero

N.3-2015

 

SICUREZZA INFORMATICA, SICUREZZA ALIMENTARE, FONDI PER LA CULTURA E PER I VOLONTARI DI EXPO

 

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.comeurochat2013@gmail.com

 

Domanda: ci sono aiuti europei per la cultura? Simona Clerici

Risposta: la Commissione europea ha adottato di recente il Programma operativo Cultura e Sviluppo riguardante cinque regioni del Sud Italia (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), che ha come obiettivi primari quelli di preservare e valorizzare i principali siti culturali, di promuoverne un uso efficiente e di consolidare il settore produttivo collegato all’utilizzazione del patrimonio culturale, favorendo l’imprenditorialità e supportando le piccole e medie imprese nei settori del turismo, della cultura e della creatività. “Il programma”, spiega Emanuela Palazzani, del board di WilEurope,”disporrà di un budget complessivo di 490,9 milioni di euro. Come WilEurope abbiamo anche avviato un percorso denominato Talent program in cui puntiamo a rafforzare anche le competenze delle giovani manager del settore culturale e manageriale”. I risultati attesi, grazie ai fondi europei sono importanti: 560mila nuove visite l’anno ai siti culturali che beneficeranno dei fondi UE, per un totale di 4,4 milioni di nuovi visitatori l’anno; lavori di restauro e ristrutturazione su una superficie pari a 277 375 mq; sostegno a 1.735 piccole e medie imprese; aumento degli investimenti privati nel settore culturale dal 6,9 % al 7,1 % del PIL.

 

 

Domanda: lei cosa ne pensa del nuovo portale www.verybello del Ministero? Ci sono dei fondi europei per i beni culturali e il turismo ? Ludovico Burto

Risposta: il sito che Lei cita non verrà mai trovato sui motori di ricerca on line, perché se uno cerca Italia non trova certo verybello che è peraltro una espressione di inglese macaronico.

Per quanto concerne i fondi comunitari, ce ne sono per i beni culturali e per il turismo. Una parte dei fondi arriva alle Regioni che poi territorialmente li devono distribuire con appositi bandi e una parte si possono ricevere direttamente presentando progetti ad esempio all’interno del programma comunitario Europa Creativa. I settori culturali e creativi rappresentano il patrimonio immensamente ricco e diversificato dell’Europa e contribuiscono all’evoluzione delle nostre società. Svolgono un ruolo enorme nell’economia europea e contribuiscono a generare crescita e occupazione. Europa creativa mette a disposizione 1,46 miliardi di euro nell’arco di sette anni, con l’intento di rafforzare i settori culturali e creativi in Europa. Europa Creativa protegge e promuove la diversità culturale e linguistica europea e incoraggia la ricchezza culturale d’Europa; rafforza la competitività del settore culturale e creativo per promuovere una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva; aiuta i settori culturali e creativi nella fase di adattamento all’era digitale e alla globalizzazione; apre nuove opportunità, mercati e pubblici internazionali.

 

 

Domanda: si parla tanto di sicurezza alimentare, cosa fa nel concreto però l’Europa?

Monica Fusci

Risposta: Le segnalo ad esempio TRACES (TRAde Control and Expert System) è un sistema gratuito online della Commissione europea per la tracciabilità alimentare, attivo da dieci anni.

Si tratta di un sistema trans-europeo per la salute veterinaria che notifica, controlla e certifica le importazioni, le esportazioni, il commercio di animali e di prodotti di origine animale. TRACES incrementa la sicurezza della catena alimentare e agevola il commercio, contribuendo, in tal modo, alla crescita economica. Garantisce che gli animali, gli alimenti, i mangimi e le piante siano scambiati in modo sicuro: che il cibo servito sulle 500 milioni di tavole europee sia cibo sicuro. Attraverso TRACES, migliaia di documenti sono gestiti elettronicamente. Il sistema contribuisce a mantenere sotto controllo il flusso di bestiame e di prodotti importati da paesi terzi e scambiati all’interno del mercato unico. “Le autorità di controllo operanti alle frontiere dei 28 Paesi dell’Unione europea verificano,” spiega Francesco Laera, della Rappresentanza a Milano della Commissione europea,” l’attendibilità dei certificati sanitari e dei documenti commerciali di tutte le merci in transito alle frontiere dell’Ue, così che esse possano entrare in sicurezza nella catena alimentare. Il sistema non solo segnala eventuali minacce per la salute, ma contribuisce anche alla lotta contro la frode, consentendo una rapida identificazione dei certificati falsi. Oggi, TRACES collega oltre 70 Paesi in tutto il mondo e registra più di 29 mila utenti”. Gli operatori economici del settore privato e le autorità nazionali competenti di tutto il mondo possono utilizzare tale network per rintracciare il movimento di animali e di prodotti animali.

 

 

Domanda: chi si occupa di tutelare noi cittadini sulla sicurezza informatica on line in Europa? Paolo Breviarso

 

Risposta: i crimini informatici minacciano la sicurezza dei consumatori, mettendo a rischio sia la nostra economia digitale sia la nostra vita online. Al fine di combattere i crimini telematici, l’Unione europea ha implementato la legislazione e supportato operazioni di cooperazione fra gli Stati. E’ attiva una Strategia Europea sulla sicurezza informatica e lavora il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) in cui sono state riunite competenze ed informazioni, al fine di fornire sostegno alle indagini penali e promuovere soluzioni a livello comunitario. L’EC3 concentra la sua attenzione sulle attività illegali online compiute dalla criminalità organizzata, in particolare gli attacchi diretti contro l’e-banking, lo sfruttamento sessuale dei minori online e i reati che colpiscono i sistemi di informazione e delle infrastrutture dell’Unione Europea. Il Centro, inoltre, offre sostegno operativo ai paesi comunitari e fornisce competenze tecniche, analitiche e forensi di alto livello nelle indagini congiunte fra stati membri.

 

Domanda: è vero che cercano volontari per EXPO?

Risposta: Sì, l’Unione Europea sta cercando circa mille giovani che vogliano partecipare al Programma Volontari per l’Europa e candidarsi per contribuire allo svolgimento delle attività del padiglione dell’UE all’Expo di Milano, da maggio a ottobre 2015. Il padiglione dell’Unione europea intende infatti offrire ai giovani che abbiano una passione per l’Europa l’opportunità di partecipare in prima persona a questa importante manifestazione, vivendo un’esperienza unica di conoscenza e di immersione in Europa. I volontari selezionati saranno impegnati per un periodo di 14-15 giorni consecutivi per massimo 5 ore e 30 minuti al giorno. I ragazzi saranno coinvolti in numerose attività di volontariato: oltre all’accoglienza dei visitatori, dovranno contribuire a diffondere la conoscenza sui contenuti della partecipazione dell’Unione europea a Expo legati alle tematiche dell’alimentazione. A tal fine, i volontari riceveranno un’adeguata formazione sugli aspetti di contenuto del padiglione UE e di Expo e su quelli relativi all’organizzazione e alla logistica, in modo da consentire loro il corretto svolgimento delle attività. Per candidarsi gli aspiranti volontari devono possedere i seguenti requisiti ovvero avere un’età compresa tra 18 e 30 anni; essere cittadini di un Paese UE o di un Paese partecipante al programma Erasmusplus; avere una buona conoscenza della lingua inglese (livello B2) e una discreta conoscenza della lingua italiana (livello B1). La conoscenza di altre lingue sarà ulteriormente apprezzata.
L’Unione Europea coprirà unicamente le spese di trasporto urbano e dei pasti in servizio dei volontari selezionati. Per coloro che non risiedono a Milano, si sta esaminando la disponibilità di residenze studentesche a prezzi moderati.  A tutti i volontari reclutati verrà rilasciato, al termine del servizio, un attestato.