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Vaccini, giovani e… Le risposte dell’Europa

Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 53 – 2013

 VACCINI, LAVORO, GIOVANI E PROVVEDIMENTI EUROPEI PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIU’ EFFICIENTE

 In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com

Domanda: mi sono procurato una frattura prossimale dell’omero, ci sono studi nuovi su come curarlo al meglio? Nicola Burto

Risposta: il tema delle fratture prossimali dell’omero è uno degli argomenti trattato di recente dalla S.P.L.L.O.T. , Società Piemontese, Ligure, Lombarda di Ortopedia e Traumatologia. Nel nostro 110 congresso,”dice il Prof. Grassi Federico , Presidente S.P.L.L.O.T. ,”abbiamo approfondito al meglio tutte le novità e le evidenze sia in Ortopedia che in Traumatologia. I temi dei contributi medico-scientifici sono stati selezionati in modo rigoroso ed abbiamo scelto argomenti che possano essere considerati dei ‘classici’ per la loro importanza, ma sufficientemente datati da meritare un aggiornamento, quali le complicanze della chirurgia protesica, materiali in ortopedia e traumatologia, e le fratture prossimali dell’omero”. Nel 110° Congresso S.P.L.L.O.T. si è svolta anche una importante sessione dedicata agli specializzandi e, in contemporanea, delle sessioni parallele per tecnici ortopedici, infermieri e fisioterapisti, oltre ad una serie di workshop su vari temi quali le nuove tecnologie nelle protesi d’anca e l’evoluzione della ortopedia pediatrica e dell’età evolutiva. Nel corso delle due giornate si sono alternati esperti nazionali di rilievo e sono stati approfonditi temi quali le complicanze nella chirurgia protesica in particolare per anca, spalla, ginocchio e bacino. Nella prima giornata si è parlato inoltre delle tecniche più up-to-date della chirurgia e dell’utilizzo dei nuovi materiali nel trattamento di alcune lesioni quali quelle dell’omero e della tibia e il tema delle fratture complesse di radio. “Abbiamo fatto il punto sui risultati della mini-invasività nel trattamento di specifiche fratture e anche ad esempio sull’epidemiologia, la classificazione delle fratture prossimali dell’omero”, sottolinea il prof Giovanni Zatti, co-Presidente del Congresso nazionale S.P.L.L.O.T.,”Inoltre, gli esperti dei diversi distretti anatomici hanno fornito utili indicazioni agli ortopedici che ogni giorno sono impegnati nella traumatologia o nella chirurgia d’elezione”. Le fratture dell’estremo prossimale dell’omero sono relativamente frequenti e rappresentano il 4-5% di tutte le fratture; sulla scorta delle diverse statistiche nel 67%; all’80% dei casi tali fratture sono composte, poiché la cuffia dei rotatori, il periostio ed il capo lungo del bicipite brachiale si oppongono alla scomposizione ed il trattamento è generalmente incruento.”Il 20% circa delle fratture dell’estremo prossimale dell’omero,” sottolinea il prof. Giuseppe Mineo, Direttore scientifico dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, “è scomposto o gravemente scomposto, e sono proprio queste fratture a costituire una sfida continua per il chirurgo ortopedico nonostante i progressi tecnologici. Nella maggior parte dei casi si può ottenere un recupero anatomo-funzionale e quanto più possibile rapido dell’articolazione. In definitiva l’approccio chirurgico è correlato alle indicazioni dipendenti dal tipo di frattura, dalla qualità dell’osso, dalle esigenze del paziente e dall’esperienza dell’operatore”.

Domanda: è vero che sarà disponibile una nuova tessera europea per alcune professioni? Marta Nutti

Risposta: sì, le nuove regole accelereranno il processo di riconoscimento, che in alcuni casi potrebbe richiedere un minimo di quattro settimane. In base alla direttiva sulle qualifiche professionali, esistono circa 800 professioni regolamentate, di cui sette automaticamente riconosciute in tutti i paesi membri. A tale categoria appartengono: medici, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetrici, veterinari e architetti. Una nuova carta elettronica contenente le qualifiche professionali sarà disponibile, per facilitare la mobilità dei professionisti all’interno dei Paesi dell’Unione europea. Inoltre in base alle nuove regole approvate di recente dal Parlamento europeo gli operatori sanitari – tra cui medici, infermieri, farmacisti e specialisti di assistenza all’infanzia – che incorrano in azioni disciplinari o sanzioni penali nel loro paese d’origine, non potranno esercitare la professione in tutti gli altri Stati membri dell’Unione Europea.

Domanda: è vero che ci sono fondi europei nuovi per le Regioni? Nicola Bassi

Risposta: secondo la nuova politica di coesione europea sono 325 miliardi di euro i soldi per le Regioni europee. I regolamenti e le direttive per l’attuazione della politica di coesione dell’UE 2014-2020 sono stati approvati di recente dal Parlamento europeo. Vista l’attuale crisi economica, i deputati hanno deciso inoltre di ridurre la burocrazia necessaria per accedere ai finanziamenti. La politica di coesione continuerà ad essere la principale fonte di finanziamento pubblico europeo nel contesto del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, e il nuovo quadro approvato mette tutta l’enfasi sulla necessità di investire saggiamente. I cinque fondi del regolamento generale formano il quadro centrale d’investimento del bilancio dell’Unione Europea. In base alle disposizioni comuni del regolamento, i fondi di coesione saranno modificati, da un approccio indennizzativo o di trasferimento si passerà a uno strumento d’investimento mirato, basato sulla conoscenza, la sostenibilità e l’occupazione a favore di progetti concreti che saranno realizzati dalle Regioni.

Domanda: ma si muove o no l’Unione europea per aiutare il mondo del lavoro? Enrica Viccari

Risposta: il Fondo sociale europeo rappresenta lo strumento dell’Unione europea per l’occupazione e consente ai cittadini europei , soprattutto ai giovani, di iniziare l’attività lavorativa, tornare al lavoro e rimanere nel mondo del lavoro. Il Fondo sociale europeo sostiene inoltre gli sforzi per combattere la disoccupazione giovanile e almeno 3 miliardi di euro dei finanziamenti del FSE sarà destinato all’iniziativa per l’occupazione giovanile. La quota di finanziamento minima della politica di coesione del FSE è pari al 23,1%.

Domanda: non ci sono aiuti per noi agricoltori in Europa? Sergio Puddu

Risposta: c’è la nuova politica agricola comune (PAC) che mira a preservare la tutela ambientale, garantire una più equa distribuzione dei fondi europei e che aiuta gli agricoltori ad affrontare meglio le sfide nel mercato. La nuova PAC sarà più equa e legittima, garantirà un migliore equilibrio tra la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente e preparerà meglio gli agricoltori ad affrontare le sfide del futuro. Il Parlamento europeo ha reso obbligatorio un sistema per fornire ai giovani agricoltori un ulteriore 25% in più nei pagamenti aggiuntivi per i primi 25-90 ettari. I piccoli agricoltori potrebbero inoltre ricevere più soldi, mentre le aziende agricole maggiori che ricevono più di 150.000 euro, vedranno i loro contributi che superano tale soglia ridotti di almeno il 5%. “Oltre a trasferire parte del denaro dalle grandi imprese agricole ai piccoli e giovani agricoltori, assicuriamo una migliore distribuzione dei fondi UE. Entro il 2020, gli agricoltori provenienti da diversi Stati membri dovrebbero ricevere almeno il 72% della media dei pagamenti diretti UE”, ha detto Luis Manuel Capoulas Santos (S&D,PT), relatore della risoluzione sui i pagamenti diretti e lo sviluppo rurale. In base alla nuova politica agricola comune, il 30% dei bilanci degli Stati membri destinati ai pagamenti diretti possono essere spesi solo se le misure ecologiche ora obbligatorie, come la diversificazione delle colture, il mantenimento di prati permanenti e la creazione di aree ecologicamente orientate, sono rispettate. Il Parlamento europeo inoltre garantisce ulteriori strumenti per aiutare gli agricoltori ad affrontare la volatilità dei mercati e a rafforzare la loro posizione contrattuale.

Domanda: cosa ne pensa dell’allargamento europeo? Non è il caso di fermarsi e di consolidare un pochino di più l’Unione europea prima di accettare altri Stati membri? Giuseppe Orti

Risposta: il 16 ottobre la Commissione europea ha adottato il pacchetto allargamento 2014, contenente la strategia di allargamento per il prossimo anno e una serie di relazioni annuali sui singoli Paesi coinvolti, in cui raccomanda di concedere all’Albania lo status di paese candidato ad aderire all’Unione europea, per la quinta volta consecutiva, di avviare negoziati di adesione con l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia. La Commissione valuta inoltre i progressi compiuti negli ultimi dodici mesi dagli altri paesi dei Balcani occidentali e dalla Turchia verso l’adesione all’Unione. I paesi interessati devono affrontare questioni come la riforma giudiziaria e la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione sin dalle prime fasi dei negoziati di adesione, per dimostrare di avere ottenuto risultati solidi e duraturi. La crisi economica mondiale ha evidenziato la necessità per tutti i paesi di rafforzare la governance economica e di migliorare la competitività. La Commissione ha presentato una serie di proposte a sostegno di questo obiettivo, tra cui l’introduzione di strategie nazionali per le riforme economiche e di piani d’azione per la gestione delle finanze pubbliche. Ad oggi si sta valutando l’allargamento a Montenegro, Serbia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, l’ex Repubblica di Macedonia e alla Turchia. In effetti con la presente crisi di valori, sarebbe meglio consolidare , come dice Lei, anche i valori di cittadinanza trai Paesi già partecipanti all’Unione Europa.

Domanda: vorrei sapere se siamo solo noi che in Europa abbiamo una pubblica amministrazione non efficiente. Rosy Nestore

Risposta: In molti Stati membri l’inefficienza della pubblica amministrazione resta uno dei principali ostacoli alla competitività industriale e alla crescita economica. La Commissione europea ha fatto della riforma della pubblica amministrazione una delle sue cinque priorità in campo economico durante gli ultimi due anni, come indicato nell’Analisi annuale della crescita. Per concentrarsi più da vicino su tale questione, il 29 ottobre, la Commissione europea ha ospitato a Bruxelles il convegno di alto livello “La strada per la crescita: conseguire l’eccellenza in una pubblica amministrazione business-friendly” (The Path to Growth: Achieving Excellence in Business Friendly Public Administration), per stimolare il dibattito su come rendere le pubbliche amministrazioni di tutta Europa maggiormente efficienti e favorevoli all’imprenditorialità. Nel corso del convegno il presidente della Commissione José Manuel Barroso, i vicepresidenti Antonio Tajani e Maroš Šefčovič hanno discusso con ministri, responsabili politici, consulenti e protagonisti del settore industriale. L’obiettivo è stato di individuare le principali difficoltà incontrate dall’industria nel rapporto con le Pubbliche amministrazioni e scambiare idee ed esperienze su come superarle, nonché di presentare realizzazioni concrete e migliori pratiche nelle pubbliche amministrazioni degli Stati membri. Tra gli Stati dell’Unione europea alcuni hanno già preso provvedimenti per snellire il rapporto imprese e pubblica amministrazione, ad esempio nel 2012, la Spagna ha avviato un regime di concessione accelerata delle licenze per i punti vendita al dettaglio. Ciò consente ad esercizi al minuto di una superficie fino a 300 mq di iniziare l’attività senza un’autorizzazione locale. Le imprese spagnole sono così tenute semplicemente a fornire all’amministrazione una dichiarazione di conformità alla legislazione e alle prescrizioni applicabili. Ora il governo spagnolo prevede di estendere tale regime agli esercizi con una superficie fino a 500 mq. il 74 per cento degli europei ritiene che l’Unione Europea generi troppa burocrazia. Per rispondere a tale preoccupazione, la Commissione europea ha compiuto uno sforzo concertato negli ultimi anni per semplificare la legislazione e ridurre gli oneri normativi.

Domanda: è vero che non ci sarà più il programma Erasmus? Dalia Rummo

Risposta: ci sarà un nuovo programma denominato ErasmusPlus che aiuterà più di quattro milioni di giovani a formarsi o studiare in un altro paese dell’Unione Europea facilitandone la mobilità interna e il riconoscimento dei titoli di studio. Il nuovo programma comunitario finanzierà borse di studio per studenti, insegnanti, formatori e apprendisti per studiare nell’Unione Europea. Inoltre un nuovo meccanismo di garanzia consentirà agli studenti di master di ottenere prestiti più favorevoli per studiare all’estero. ErasmusPlus riunirà i programmi comunitari in vigore sino al 2013 per l’istruzione, la formazione e la gioventù quali Comenius, Erasmus, Erasmus Mundus, Leonardo da Vinci e Grundtvig in un unico programma che, per la prima volta, includerà anche lo sport. Questi sottoprogrammi, pur rientrando nel nuovo sistema, manterranno la loro denominazione, già conosciuta dal pubblico. Con un bilancio complessivo di circa 14,7 miliardi di euro, Erasmusplus aiuterà i giovani di età compresa tra 13 e i 30 anni a studiare all’estero ed offrirà agli studenti di master che intendono studiare in un altro paese UE un meccanismo di garanzia di prestito per ottenere prestiti agevolati, che vanno da 12.000 euro (per un master di un anno ) a 18.000 euro (due anni). Il Parlamento sottolinea che tale meccanismo non deve sostituire un sistema di finanziamento nazionale esistente o impedire la creazione di meccanismi di finanziamento a livello nazionale. Erasmusplus sosterrà anche i nuovi partenariati tra istituti d’insegnamento e imprese. Le cosiddette “alleanze della conoscenza” e le “alleanze delle abilità settoriali” dovrebbero consentire la formazione in un ambiente di lavoro reale, nuovi approcci didattici e nuovi corsi su misura per il mondo del lavoro. Purtroppo ben sedici Stati membri hanno tagliato le spese per l’istruzione tra il 2008 e il 2011 e in sei Stati vi sono stati ulteriori significative diminuzioni di spesa nel 2012; è quanto emerge dall’ultimo Monitoraggio annuale del settore dell’istruzione e della formazione, pubblicato oggi dalla Commissione europea. Lo studio per il 2013 fornisce un quadro dei progressi di ciascun paese in relazione a parametri di riferimento e indicatori specifici ed evidenzia le più recenti tendenze ed analisi politiche. Accompagnato da 28 relazioni individuali per paese e da uno strumento di visualizzazione online, il documento fornisce un grande numero di dati destinati a facilitare l’applicazione di una politica dell’istruzione fondata su elementi concreti a livello europeo. Mentre il tasso di completamento dell’istruzione terziaria nell’UE sta lievemente aumentando, e ha raggiunto il 35,7% avvicinandosi così all’obiettivo Europa 2020 (40%), gli sforzi politici si spostano verso la riduzione dei tassi di abbandono, il rafforzamento della qualità e della pertinenza nonché la promozione della mobilità internazionale degli studenti. La mobilità internazionale contribuisce infatti ad aumentare le probabilità di mobilità post-diploma e può aiutare a contrastare i divari di competenze e le strozzature sul mercato europeo del lavoro. Domanda: qualcuno in Europa controlla l’efficacia dei vaccini anti-influenzali? Marco Rotondi Risposta: Mentre la stagione dei vaccini si avvicina, l’Iniziativa in materia di medicinali innovativi (IMI) lancia un invito a presentare proposte per progetti dedicati allo sviluppo di vaccini antinfluenzali più efficaci. Ogni anno le industrie farmaceutiche mettono a punto vaccini progettati per combattere i ceppi di influenza che hanno maggiore probabilità di diffondersi l’inverno successivo. Una delle maggiori difficoltà è valutare con precisione il livello di protezione offerto, perciò questo progetto è mirato a migliorare e standardizzare i test esistenti e metterne a punto di nuovi per migliorare la valutazione dei nuovi vaccini. Al progetto è destinato un bilancio di 12,2 milioni di euro, e metà dell’importo è finanziati dal Settimo programma quadro europeo di ricerca della Commissione europea e metà è coperto dalle società farmaceutiche che partecipano al progetto ( rif. http://www.imi.europa.eu/content/10th-call-2013-10