I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Sportivi si nasce e poi si diventa
Senza gli Europei la Uefa fallirebbe

Briciole per le singole Federazioni, spese di organizzazione sulle spalle del Paese ospitante e ottimi ricavi da intascare, in sicurezza. Per la Uefa gli europei sono un affare d’oro: e rinunciarvi significherebbe inguaiare le finanze oltre livelli sopportabili. L’evento più importante dell’estate, quindi, con almeno un miliardo e mezzo di introiti, è destinato a iscriversi in quella lunga serie di manifestazioni che rimpinguano i conti dell’associazione calcistica continentale, e che ripianano bilanci perennemente in rosso.

Come?

A) Con i famigerati diritti Tv, venduti da Euro SAS (compagnia partecipata al 95% dalla Uefa e al 5% dalla Federazione ospitante), che nel 2012 valse 837 milioni. Non sono disponibili, ancora, i numeri del 2016: ma secondo i calcoli la cifra sbancherà il lunario e sarà superiore rispetto l’edizione precedente di Polonia e Ucraina.

B) Con i diritti commerciali, con cifra attorno ai 313 milioni di euro: circa 136 milioni per i biglietti (la parte spettante per licenza) e 102 milioni di hospitality.

C) Con altri incassi vari, non quantificabili né identificabili con precisione ma comunque nell’ordine di un centinaio di milioni.

Il saldo alla fine è sempre positivo. Perché con meno di 700 milioni di costi non si muore: 196 milioni per le nazionali, 281 di  contributo organizzativo, 30 di indennizzo ai club che cedono i giocatori alle nazionali, più spese varie di entità trascurabile. Bisogna saperlo, dunque: la Uefa si regge in piedi anche e soprattutto con gli Europei. Non potrebbe essere altrimenti se si guardano i bilanci: -85 milioni nel 2011, +128,8 nel 2012 (Euro 2012), -21, 4 nel 2013, -42,4 nel 2014, -27,6 nel 2015. Tranne che nell’anno degli Europei, la matematica non perdona. E proprio 4 anni fa il fatturato totale quasi raddoppiò: da 1,4 miliardi a 2,8. Nelle altre stagioni ci si aggrappa alla Champions League, che però non porta grandi soddisfazioni. E questo perché del miliardo incassato per i diritti tv delle coppe, una buona fetta viene ridistribuita ai club, sempre più esigenti (e affamati).

L’estate 2016, inoltre, ha portato una novità: 24 squadre ammesse, tempi più lunghi, maggiore divertimento. Un desiderio ecumenico che però, alla luce dei fatti, mostra anche – e senza nascondersi troppo – la finalità venale. Così dietro al velo di Maya delle possibilità allargate per tanti Paesi che prima l’Europeo lo sognavano, c’è la certezza di riempire le casse. Per la prima volta, infatti, la Uefa è riuscita a vendere in maniera centralizzata i diritti Tv delle qualificazioni (già 495 milioni nel 2015), e il numero degli incontri sale da 31 a 51. Tutto questo a fronte di un probabile danno per la Francia. La nazione di un Hollande imbrigliato su ben altri scenari, aveva speranzosamente previsto costi intorno agli 830/40 milioni di euro. Ma le spese per la sicurezza, lievitate dopo gli attentati subiti e il maxi-piano antiterroristico messo in atto, e gli oneri sfuggevoli per operare sugli stadi utilizzati, non solo mettono a rischio la cifra preventivata ma anche l’eventuale ricavo di 1,26 miliardi: sempre più a rischio.

Il risultato allora va in una sola direzione: Euro 2016, come pure i suoi antenati prossimi, è una macchina ben oliata per rivitalizzare la struttura arrancante della Uefa. Un business perfetto, godibile da casa o sugli spalti, che copre buchi neri lasciati anno dopo anno. 

 

Commenti
    Tags:
    euro 2016uefafrancia 2016
    in evidenza
    Formazione continua e lavoro Ecco come superare il mismatch

    La visione di Fondo For.Te.

    Formazione continua e lavoro
    Ecco come superare il mismatch

    
    in vetrina
    Grandi Stazioni Retail, allestito a Milano Sensation on Ice

    Grandi Stazioni Retail, allestito a Milano Sensation on Ice


    motori
    Debutta la quinta generazione di Doblo, anche elettrico

    Debutta la quinta generazione di Doblo, anche elettrico

    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.