Durante la sessione inaugurale del nuovo Parlamento di Strasburgo, alcuni europarlamentari britannici restano seduti o danno le spalle all’esecuzione dell’inno europeo.
Un comportamento che si commenta da solo, non tanto perché provocatorio nei confronti di tutti quei cittadini e di quegli Stati che compongono e credono nell’Unione europea, ma perché queste persone ricevono – dai contribuenti europei – uno stipendio di 8.757 euro al mese, più 4.513 di spese di rappresentanza e 320 euro di diaria (per non dire dei viaggi pagati, le spese mediche, i 24.526 euro per gli assistenti). Come dire: sputare nel piatto (dei contribuenti europei) in cui si mangia. Sarebbe onorevole… se rinunciassero.
Del resto i britannici, oltre ad aver rischiato (grazie al premier David Cameron che passerà alla storia per questo) di far saltare l’Unione, in fatto di stipendi sembrano confusi. Per un repubblicano – e si accolga con tutto il rispetto e liberamente ciò, ossia una riflessione sulla differenza tra Monarchia (certo costituzionale) e Repubblica, e sapendo che non bisogna generalizzare – gli abitanti del Regno Unito sono sudditi (la cui etimologia viene da “sottomettere”) che pagano lo stipendio a un monarca e alla sua famiglia… quando sembra onorevole, naturale e ragionevole che la nobiltà sia fine a se stessa e, qualora essa sia una condizione superiore, non si fa mantenere da chi è/sarebbe di rango inferiore.


