Già qualche anno fa Edoardo Boncinelli, in un’intervista ad Affaritaliani.it, disse che la tecnologia non deve spaventare. Che è una grande opportunità per l’umanità. Che porterà a nuovi linguaggi e offrirà nuove chiavi di lettura nell’interpretazione della realtà. Se così fosse, come lui sosteneva, anche nell’interpretazione dei sentimenti? Forse è proprio quello che sta accadendo.
La rete ha messo in luce i tanti bisogni umani. E oggi le coppie si formano anche grazie agli strumenti che essa offre. Gli individui non si nascondono dietro un computer, almeno non tutti. Molti utilizzano i nuovi linguaggi per andare oltre le proprie paure e oltre i confini posti da una società ancora per certi aspetti moralistica e castrante, generando creatività e dando sfogo a fantasie. E così nascono amori anche su Second life. Amori che nella loro apparente lontananza dai nostri canoni di pensiero potrebbero rivelarsi più completi e duraturi, generando a loro volta novità e pensiero. O anche solo riflessione.
Senza arrivare agli avatar di Second life, i social network e i siti di incontri sono forse gli strumenti più gettonati della storia. Relegarli a inutili escamotage di conquista di basso livello non potrebbe essere un errore? Un peccato di superficialità imperdonabile in un mondo che sta cambiando e che ha bisogno di nuove modalità espressive per rinnovarsi in meglio? Nietzsche, il grande anticipatore, non avrebbe posto limiti al caotico danzare di una stella impazzita. Perché dovremmo farlo quando si parla d amore. Che sia in rete o no.
