Esistono persone, anche accoppiate o sposate, che non sono mai entrate in intimità. Hanno vissuto per anni l’una accanto all’altra ma non “tra di loro”: l’Altro è diventato un essere familiare ma non intimo. Dell’Altro sanno tutto, atteggiamenti, gesti, collere e irritazioni, e non possono neanche farne a meno, tanto ci sono abituate. Ma ciascuna è rimasta dalla sua parte: non si sono mai incontrate in quella dimensione fatta di non detti, di sensazioni e di empatia. Al percorso discreto dell’intimità, così diverso da quello frastornante dell’amore, rivolge la sua attenzione il filosofo François Jullien nel libro Sull’intimità (Raffaello Cortina Editore), il primo saggio della storia dedicato a questo tema. Mobilitando Omero e sant’Agostino, ma anche Stendhal e Simenon, l’intellettuale francese introduce una via inedita per la realizzazione della coppia duratura. Mentre l’amore, con le sue dichiarazioni e le sue furie, rischia continuamente l’impostura, l’intimità è lo spazio della nostra autenticità e permette di costruire un “noi” perenne: il più profondo di ciascuno non si rivela che grazie a una relazione, a un uscire da sé.
François Jullien, filosofo e sinologo, insegna all’Université Paris 7-Denis Diderot. In questa collana sono stati pubblicati Elogio dell’insapore (1999), Nutrire la vita (2006) e Le trasformazioni silenziose (2010).
