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L’amore virtuale? Più vero del vero. Lo studio che rivoluziona l’eros

L’amore virtuale? Più vero del vero. Lo studio che rivoluziona l’eros
scarlett johansson

Una relazione a tutti gli effetti su Second Life? Ebbene sì. E’ possibile. Anzi, secondo la sociologa Amaranta Cecchini, esperta di relazioni e tendenze psicologiche nella contemporaneità, riflette esigenze e caratteristiche degli anni che stiamo vivendo e di quelli futuri. La ricercatrice trentenne in Sociologia all’Università di Neuchatel, nel suo lavoro quinquennale, ha sviscerato un tema chiave del momento, se ne parla anche nel film in uscita nelle sale Lei-Her: quello dei rapporti virtuali.

I suoi studi si sono concentrati sul mondo di Second Life e sulla possibilità di instaurare un rapporto basato sulla quotidianità e sulla costanza, proprio come avviene nei matrimoni e nelle convivenze reali. Un passo indietro. Second Life è un mondo virtuale, molto in voga fino a qualche anno fa, nel quale gli utenti possono interagire socialmente attraverso degli avatar ai quali non solo viene disegnata una figura e “costruita” una personalità, ma ai quali si inventa una vita fatta di mestieri, routine, relazioni. Essa può riflettere le abitudini dell’ego reale o essere diametralmente opposta, basata sui sogni e sulle proiezioni fantasiose di chi che le dà vita. Amaranta Cecchini ha inoltre intervistato 25 utenti di Second Life, di età compresa tra i 21 e i 64 anni che hanno instaurato delle relazioni amorose sul sito.  

Scarlett Johansson, la lei computer. L’amore…

Chat 3D e vita virtuale: la psicologa Giuliana Proietti ad Affaritaliani.it: “Il problema sta nell’ insoddisfazione delle persone, sempre alla ricerca di nuovi oggetti, emozioni, sogni. E’ importante ricordare che i rapporti reali esistono”. INTERVISTA

LO STUDIO – Una parte importante dell’analisi è dedicata alla fisicità. L’assenza fisica dell’altra persona non impedisce di instaurare legami affettivi profondi, al contrario spesso permette di andare oltre le inibizioni e di conoscersi in maniera più approfondita. In questo contesto un ruolo fondamentale lo gioca il linguaggio, elemento al quale viene prestata sempre più attenzione e che diviene una fucina creativa di nuove espressioni e modalità comunicative.

Per molte persone sole, inoltre, è più facile instaurare una relazione intima attraverso il computer riescono a lasciarsi andare poco alla volta e a far cogliere il proprio animo all’altra persona in maniera più spontanea. Senza il confronto diretto con una persona inizialmente nuova è più facile mettere in risalto le proprie qualità che rischiano di rimanere all’ombra delle timidezza.

Ma non è tutto. Proprio come nella vita di coppia reale Second Life permette alle persone di instaurare una certa routine, quella quotidianità che unisce e talvolta stanca le coppie sposate e conviventi. Essere, vivere e crescere online non per forza significa fare cose sopra le righe o concedersi a “stranezze” che non troverebbero spazio altrove. Certe persone si incontrano tutti i giorni alla stessa ora, lavorano, fanno attività insieme, vanno in palestra con la sottile differenza che si possono esprimere attraverso uno spirito di libertà e una creatività più pure. Questo permette alle persone di crearsi una nuova identità, spesso più originale e più spregiudicata, ma senza rinunciare a quegli elementi di realtà che caratterizzano ogni tipo di vita. Tutte queste caratteristiche concorrono nel conferire uno status ontologico alla relazione virtuale, un valore e una forza che non vengono sminuite dall’assenza quasi totale della dimensione tattile. Per quanto riguarda quella visiva invece, è molto presente, solo traslata sull’avatar anziche sul soggetto reale per cui se a Mila (avatar) piace molto Guido (altro avatar), sia nell’estetica (inventata) che nel carattere (scelto dall’utente), la relazione ha tutti i presupposti per avere ben poco di fittizio.

Ma la riflessione rivoluzionaria deve ancora arrivare. Secondo lo studio della sociologa l’amore virtuale, a differenza di quello reale, può essere eterno proprio grazie alla commistione di tutte le componenti citate. Il fatto che si possa essere paradossalmente più veri che nella realtà, che si possa dare sfogo a creatività e immaginazione, liberandosi di paure e preconcetti aiuta a tenere lontana la fine delle emozioni, sempre nuove e “realmente” imprevedibili.