Figura carismatica, incisiva e poliedrica come poche altre, capace di esprimersi ai massimi livelli come guitar hero, critico ironico della società americana e, soprattutto, compositore fra i più importanti del secondo Novecento, Frank Zappa (1940-1993) è stato certamente un personaggio-chiave della nostra epoca. Con la sua produzione vastissima, non catalogabile o incasellabile in generi precostituiti, estremamente provocatoria (anzi, a volte persino “irritante”, soprattutto per i suoi testi), ma comunque originalissima e caratterizzata da una poetica inconfondibile e da una forte “continuità concettuale”, egli ha esercitato e continua a esercitare una profonda influenza sulla musica e, in generale, sulla cultura contemporanea. A vent’anni dalla sua morte, il filosofo Stefano Marino celebra il genio e l’opera di Zappa con il libro La filosofia di Frank Zappa. Un’interpretazione adorniana (Mimesis), offrendone una particolare interpretazione alla luce delle teorie del principale filosofo della musica del Novecento, Theodor W. Adorno.
Stefano Marino, laureato in DAMS-Musica e in Filosofia, dottore di ricerca in Filosofia, è attualmente assegnista di ricerca in Estetica presso l’Università di Bologna e, inoltre, batterista della rock band alternative Mersenne e altri gruppi. Ha incentrato le sue ricerche sul pensiero ermeneutico novecentesco e la teoria critica francofortese, pubblicando le monografie Ermeneutica filosofica e crisi della modernità (2009), Un intreccio dialettico (2010), Gadamer and the Limits of the Modern Techno-scientific Civilization (2011) e Fusioni di orizzonti (2012). Ha inoltre tradotto il libro di Gadamer Che cos’è la verità (2012) e co-curato le raccolte di saggi I sentieri di Zarathustra (2009), Domandare con Gadamer (2011), Da quando siamo un colloquio (2011) e Filosofia e popular music (2013).

