di Ludovica Manusardi
Il 2013 si chiude con la conquista della luna da parte della Cina. Tra le sfide per il 2014 e volendo restare nell’ambito del cosmo ci sono ancora molte domande inevase, prima fra tutte quella che riguarda di che cosa è fatto realmente l’universo. E’ormai assodato che ne conosciamo solo il 5 per cento, fatto di atomi del sistema periodico e dei loro aggregati, protoni, elettroni e neutroni. Poi c’è l’imprendibile neutrino. Il 95 per cento è fatto di materia oscura ( 25 %) e energia oscura ( 70 %) delle quali vediamo e studiamo gli effetti. La realtà è che l’energia oscura è ancora avvolta nel mistero e non conosciamo cosa sia esattamente. Un’altra domanda pressante riguarda l’origine della vita. Secondo stime condivise la vita è apparsa sul nostro pianeta 3,5 miliardi di anni fa; ma resta ancora da spiegare come è potuto succedere che insiemi di atomi senza vita si siano costituiti in aggregati sempre più complessi per giungere alla fine a creare qualcosa capace di riprodursi.
A seguire la domanda più intrigante: siamo veramente soli nell’universo? E se esiste vita altrove, è possibile che una parte di essa sia costituita da vita intelligente? Dal macrocosmo al microcosmo: non siamo ancora riusciti a svelare il mistero della materia, o meglio non abbiamo ancora capito cosa è successo all’antimateria. Se all’inizio dell’universo materia e antimateria erano ugualmente abbondanti come ha fatto e perché è stata la materia a prevalere? Questa asimmetria è una delle domande che affliggono i ricercatori e alla quale si cerca di dare una risposta con gli esperimenti condotti nel grande anello LHC del Cern di Ginevra dove si cerca di riprodurre i primi istanti dell’universo e dove i ricercatori italiani sono autori di brillanti risultati. Per restare sulla Terra ci sono almeno due grandi problemi: uno riguarda la mutazione del clima, le cause, gli effetti e le conseguenze. I numerosi incontri internazionali che si svolgono periodicamente qui e là nel mondo non hanno prodotto alcunché di efficace come dimostrato ampiamente dall’ultimo incontro di Rio de Janeiro. Troppi partecipanti, troppe inconcludenti riunioni. Altrettanto si può dire sul protocollo di Kyoto, arnese ormai dimenticato e inservibile alla luce delle nuove situazioni e di nuove scoperte che stanno modificando la geopolitica mondiale, prima fra tutti la novità costituita dallo shale gas.
Andrebbe come minimo rivisto e aggiornato tenendo conto che sono le nazioni che si stanno sviluppando a ritmi crescenti- Cina, India, Brasile- le maggiori responsabili delle emissioni di gas serra. A questo si lega l’altro problema della cattura della CO2 che viene immessa a ritmi crescenti in atmosfera sul quale ci sono pareri discordanti. E le energie alternative? Cercare di riprodurre sulla terra il meccanismo di fusione nucleare che avviene nel nostro sole e nelle stelle sembra un’impresa sempre più ardua. E’ da tempo che non si sono novità sul famoso progetto Iter che continua a ingoiare soldi senza produrre novità significative. L’altro riguarda l’acqua. Molti milioni di individui sulla terra non dispongono di acqua potabile; tuttavia non è con il risparmio da parte dei paesi più fortunati che si può sopperire alla carenza di questo bene primario in zone meno fortunate del pianeta. Suggerimenti? Progressi notevoli si sono fatti e si faranno invece nell’ambito della medicina e nelle biotecnologie. Qui si spazia dallo studio dei meccanismi molecolari e della loro influenza sulla formazione del cancro, ai processi di replicazione del DNA, alla rigenerazione dei tessuti; per non parlare della ricerca sulle cellule staminali, oggi in prima pagina per le controverse e assurde polemiche sul metodo Stamina. In tutti questi campi la ricerca italiana svolge attività di grandissimo rilievo in numerosi centri di ricerca : Ifom, Ieo e San Raffaele a Milano, Vescovi all’Ospedale di San Giovanni Rotondo solo per citare i più noti. Continueranno sicuramente gli studi sul cervello ai quali recentemente Obama ha rinnovato tutto il suo appoggio classificandolo come progetto prioritario e costituirà con ogni probabilità il terreno sul quale si confronteranno nei prossimi anni le eccellenze scientifiche del mondo.


