“Il documentario è il racconto del mondo con regole ferree, per realizzare i lungometraggi si passano mesi in luoghi tanto affascinanti quanto, a volte inospitali. L’artico è affascinante e racconta storie di uomini e anuùimali che le condizioni meteorologiche e l’ambiente naturale rendono unici”.
E’ un libro di racconti e aneddoti quello che Brando Quilici apre per Affaritaliani. A partire dalle prime eseprienze di lavoro con il padre, il celebre Folco Quilici che gli consente da giovanissimo di prendere parte a produzioni importanti, compiendo viaggi di esplorazione unici, “come quello in Africa centrale” ci racconta…”
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Al Trento Film Festival, Quilici ha presentato “Il mio amico Nanuk” realizzato con Roger Spottiswood, un’appassionante avventura nelle sconfinate, bellissime ma ostili terre dell’Artico Canadese. Protagonisti Luke, ragazzo di 14 anni e Nanuk, un cucciolo di orso. Il giovane Luke sfiderà i pericolosi elementi naturali per riportare alla madre il piccolo orso.
Lo aiuta nella difficile impresa Muktuk, guida Inuit che conosce quell’ambiente ostile. Nel rischioso viaggio fino all’estremo nord, una tempesta e il crollo di giganteschi ammassi di ghiaccio separano Muktuk da Luke e il cucciolo. Abbandonati a se stessi, i due dovranno vedersela da soli con branchi di orsi polari, iceberg giganti e una violenta tempesta. Alla fine Luke, in un percorso che lo vedrà prendere decisioni difficili, riuscirà a riportare a mamma orsa il suo cucciolo.


