Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Cinefestival » Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner

Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner

Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Quella di quest’anno sarà un’edizione del Trento Film Festival ricca di novità: per i numeri in crescita della manifestazione; per la dimensione sempre più internazionale della rassegna, con film provenienti da tutte le parti del mondo; per l’alta qualità cinematografica delle opere in programmazione, in particolare per i film d’alpinismo. Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner
Trento Film Festival, ecco la 63′ edizione, Affaritaliani media partner

DAL 30 APRILE AL 10 MAGGIO IL 63. TRENTO FILM FESTIVAL
PER CONOSCERE LA MONTAGNA DI IERI E RIFLETTERE SU QUELLA DI DOMANI

 

Ricco di proposte anche il programma delle serate d’alpinismo, delle mostre e della rassegna MontagnaLibri che, ripercorrendo da prospettive diverse anniversari importanti come i 150 anni dalla prima salita alla vetta del Cervino, raccontano la montagna di ieri, per capire quella di oggi e riflettere su quella di domani.

Attenzione della rassegna, anche di fronte ai grandi temi affrontati dall’Expo di Milano, al rapporto dell’uomo con la natura, della quale la montagna diventa sempre più spesso sfondo e specchio dei problemi che affliggono l’umanità, dagli sconvolgimenti climatici, alle guerre di trincea che si continuano a combattere in montagna in diverse parti del mondo, dalla condizione sociale delle donne, a quella dei migranti, dalla povertà di molte popolazioni delle terre alte, alla crisi economica che ha modificato gli stili di vita dei paesi più ricchi.

L’India, con le sue straordinarie bellezze e le incredibili contraddizioni, paese “ospite” della rassegna.

Particolare attenzione anche al pubblico più giovane con una serie d’iniziative, nell’ambito del “Parco dei mestieri”, pensate per le scuole e le famiglie.

Il 10 maggio, al “Messner Mountain Museum” Firmian a Bolzano, la quarta edizione del forum internazionale “QuoCLIMBis?”

Dal 30 aprile al 10 maggio si svolgerà, tra Trento e Bolzano, la 63. edizione del Trento Film Festival, la prima e più antica rassegna cinematografica al mondo dedicata alla montagna, all’esplorazione e all’avventura, diventata negli anni uno degli appuntamenti più attesi per discutere e riflettere su tutto ciò che ruota intorno al mondo della montagna e più in generale all’ambiente, alla natura.
 

Un Trento Film Festival in costante crescita che quest’anno ha registrato 451 film iscritti, il numero più alto nella sua storia, con opere provenienti da tutte le parti del mondo, tra le quali, Europa, Stati Uniti, Sud America, Sudafrica, India, diversi paesi orientali. Un record da accomunare a quello delle presenze registrato l’anno scorso, con oltre 20 mila spettatori tra le serate al cinema e agli eventi alpinistici, cui si aggiungono gli oltre 25 mila visitatori della rassegna MontagnaLibri e i 15 mila spettatori agli incontri letterari, mostre, seminari.
La 63. edizione del Trento Film Festival presenterà 115 film tra lunghi e corti, programmati e replicati durante 8 giorni, in un programma che si dipana su quatto sale, per un totale di oltre 110 proiezioni.

clicca sulla foto per le interviste al Presidente Roberto De martin, al direttore Luana Bisaesti e al responsabile della programmazione della rassegna Sergio Fant

 

 

In crescita anche i numeri del “Trento Film Festival 365”, la nuova anima della rassegna che porta la programmazione cinematografia in tour per l’Italia e all’estero, durante tutto l’arco dell’anno, al di fuori della settimana festivaliera. Sono state, infatti, più di 150 gli eventi organizzati nel 2014, sia in Trentino, sia in diverse regioni del nord Italia, nel Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Calabria, ma anche all’estero, in Svizzera, Corea, Etiopia.

Un festival, quindi, in piena salute che quest’anno si apre in coincidenza con un importante appuntamento mondiale, l’Expo di Milano.
«L’Expo – ha evidenziato il presidente del Trento Film Festival, Roberto De Martin – rende Milano importante per il mondo in questo 2015: il Trento Film Festival ne è cosciente e partecipa con competenza ed entusiasmo a questa “sfida”, con la novità del patrocinio Unesco. Tanto più avendo collaborato, con l’Università Statale di Milano, nell’autunno 2014, alla prima edizione di “Milano Montagna”, continuando a farlo nell’anno corrente. Con la Mountain Partnership-FAO e il Ministero dell’Ambiente, il Trento Film Festival articolerà una presenza significativa per la montagna a giugno all’Expo durante le iniziative legate alla “Mountain Week”, promossa dalla Convenzione delle Alpi; a luglio durante la settimana di presenza di Euregio; a dicembre per la tradizionale giornata Onu per la montagna al Quirinale».

Iniziative importanti che stimolano ancora di più, forti della propria storia, a guardare al futuro e alla crescita del festival, come ha commentato il presidente generale del Cai, Umberto Martini.

«Le numerose iniziative e la crescita significativa dei numeri del Trento Film Festival – ha detto Martini – rappresentano una conferma delle capacità innovative della rassegna che, con un occhio alla memoria, guarda al futuro, rappresentando un punto di riferimento per il territorio e anche per gli altri festival dedicati alla montagna. Da questo punto di vista il Trento Film Festival si presenta come una proposta culturale aperta a tutti, la cui presenza e partecipazione qualifica le iniziative legate alle “terre alte” che si realizzano nelle varie regioni d’Italia».

 

Una rassegna, quindi, aperta a tutti e che invita, attraverso le sue varie forme d’espressione, ad avvicinarsi alla natura e alla montagna.
«Da questo punto di vista – ha aggiunto la direttrice del Trento Film Festival, Luana Bisesti – il manifesto ufficiale della rassegna, realizzato dall’artista portoghese Bernardo Carvalho, utilizzando un linguaggio emozionale, immediato e intenso rappresenta una montagna colorata e immaginaria, per spettatori di ogni età, dove la natura custodisce una ricchezza di storie che attendono solo di essere svelate e narrate: proprio quello che il festival si prefigge di fare da 63 anni. Natura, wilderness, outdoor, sono il punto di partenza del nostro indagare e non è un caso se nella cultura contemporanea la natura sta occupando uno spazio sempre maggiore e soprattutto sta ispirando una fortissima creatività. 
Il Trento Film Festival con la sua programmazione, ancora una volta ricca e poliedrica, costituisce un’officina di idee e sollecitazioni, lunga undici giorni, che proporrà tanti e tali contenuti da soddisfare i gusti e gli interessi di un pubblico sempre più vasto ed esigente. Un’esperienza appagante che ciascuno può personalizzare scegliendo secondo i propri gusti e interessi, sempre con l’intento di conoscere non solo gli uomini e le loro imprese, ma soprattutto la natura intesa come spazio dove ognuno può vivere la propria grande avventura».

Un’avventura da vivere, soprattutto, grazie al programma cinematografico, con opere appassionanti e originali che interpretano il tema della montagna secondo diverse prospettive, a cominciare dai film a concorso.

«La sezione competitiva del Trento Film Festival – ha spiegato Sergio Fant, responsabile della programmazione della rassegna – è riservata ai documentari e cortometraggi, a concorrere all’assegnazione delle Genziane d’Oro e d’Argento 2015 saranno 14 film di durata superiore ai 50 minuti, 10 dei quali in anteprima italiana e 12 film brevi: uno in anteprima assoluta, tutti gli altri in anteprima italiana. Come abitudine il Concorso punta su opere appassionanti e originali che interpretano il tema montagna secondo le chiavi più disparate: dagli attesi migliori film di alpinismo dell’anno, al documentario creativo su temi sociali e ambientali, alle migliori opere d’autore in cui le vette e i più spettacolari paesaggi naturali del pianeta fanno da sfondo al racconto di storie e protagonisti straordinari».

Il programma. Davvero ricco il programma di quest’anno del Trento Film Festival che, oltre alla programmazione cinematografica (per la quale si rimanda allo specifico comunicato stampa) proporrà incontri alpinistici, mostre, spettacoli, la rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri”, il “Parco dei mestieri” per le famiglie e i ragazzi. Un calendario fitto e variegato di iniziative che avrà come filo conduttore il racconto del rapporto con la natura, la montagna, di come l’uomo si è approcciato ad essa, iniziando dalla storia della conquista del Cervino (di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario della prima scalata) e della Grande Guerra e di come continua a farlo oggi e come lo farà domani.

In questo racconto che parte dalla storia per arrivare all’oggi, si inseriscono le serata di apertura e di chiusura del festival, con due opere da riscoprire in nuove versioni restaurate: venerdì 1 maggio, all’Auditorium Santa Chiara, Maciste alpino di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto con Bartolomeo Pagano, La ricostruzione e il restauro digitale della versione originale sono stati realizzati dalla Biennale di Venezia, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, presso il Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna e sarà accompagnato dal jazzista Raffaele Casarano con il quartetto “Locomotive”; sabato 9 maggio, al Supercinema Vittoria, Vertigine bianca di Giorgio Ferroni, documentario ufficiale dei Giochi olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956, il cui recupero fa parte del prestigioso progetto del Cio (Comitato internazionale olimpico) di restauro di tutti i film olimpici ufficiali, già ospitati da festival prestigiosi come Cannes, Venezia e Il Cinema Ritrovato di Bologna.

Racconto di cui saranno protagonisti, tra serate alpinistiche e incontri letterari, grandi nomi dell’alpinismo, come Reinhold Messner, Hervé Barmasse, Armando Aste, Elio Orlandi, Simon Yates, Mauro Corona, Nives Meroi, Cesare Maestri, ma anche celebri scrittori, come l’esploratore e geografo Franco Michieli, il giornalista e viaggiatore Paolo Paci, Arno Camenisch, Francesca Melandri, Giacomo Sartori, Antonio Bortoluzzi, Brando Quilici, Enrico Brizzi, molti dei quali presenteranno in anteprima italiana le loro opere nell’ambito della rassegna MontagnaLibri.

 

Un festival che permetterà, inoltre, di “viaggiare” in tutto il mondo, attraverso un itinerario che inizierà con la prima serata-evento (30 aprile, alle 21, Teatro Sociale) con protagonista il giornalista e scrittore Beppe Severgnini e che continuerà fino all’India, paese ospite della rassegna e che, in altrettante serate evento, vedrà tra gli ospiti d’eccezione di questo grande Paese, ricco di bellezze, arretratezze e contraddizioni, il giornalista e scrittore Federico Rampini (6 maggio, alle 21, Sala della Cooperazione) e l’attore, scrittore e alpinista Giuseppe Cederna (5 maggio, alle 21, Teatro Sociale).
Tra le serate alpinistiche il 4, 7 e 8 maggio, alle 21, l’Auditorium Santa Chiara vedrà sul palcoscenico, rispettivamente, Simon Yates in “My mountain life”, Armando Aste ed Elio Orlandi in “L’alpinista come ricercatore di bellezza e di infinito” e Reinhold Messner, Hervé Barmasse in “150-100-50-0. Storie di alpinisti fra il Cervino e la guerra”. Il 10 maggio, alle 21, al teatro Gries di Bolzano, altra serata alpinista con “Hervé Balmasse racconta il suo Cervino”.

Domenica 10 maggio, al Messner Mountain Museum di Castel Firmian, a Bolzano, la quarta edizione del forum internazionale “QuoCLIMBis?”, dal titolo “The right to go. The duty to help-Il diritto di andare. Il dovere di aiutare”. Insieme a Reinhold Messner, grandi alpinisti di ieri e di oggi racconteranno le loro esperienze e le azioni in aiuto degli sherpa e delle loro valli.


LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA DEL 63. TRENTO FILM FESTIVAL
GRANDI PROTAGONISTI NATURA, MONTAGNA, TEMI SOCIALI E AMBIENTALI

La 63. edizione del Trento Film Festival presenta 115 film tra lunghi e corti, programmati e replicati durante 8 giorni, in un programma che si dipana su quatto sale, per un totale di oltre 110 proiezioni.
Come già annunciato, la sezione “Destinazione…” sarà dedicata all’India, in particolare ai suoi territori interni, rurali e remoti e le comunità di diverse culture, lingue e religioni che li abitano, mentre apertura e chiusura della manifestazione vedranno la proiezione di due opere appena tornate al loro originale splendore: rispettivamente il film muto Maciste alpino di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto con Bartolomeo Pagano, il cui restauro è stato promosso dalla Biennale di Venezia, e sarà accompagnato dal jazzista Raffaele Casarano con il quartetto “Locomotive”; e Vertigine bianca di Giorgio Ferroni, documentario ufficiale dei Giochi olimpici invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956, il cui recupero fa parte del prestigioso progetto del Cio (Comitato internazionale olimpico) di restauro di tutti i film olimpici ufficiali, già ospitati da festival prestigiosi come Cannes, Venezia e Il Cinema Ritrovato di Bologna.

CONCORSO INTERNAZIONALE

La sezione competitiva del festival è riservata ai documentari e cortometraggi, a concorrere all’assegnazione delle Genziane d’Oro e d’Argento 2015 saranno 14 film di durata superiore ai 50 minuti, 10 dei quali in anteprima italiana e 12 film brevi: uno in anteprima assoluta, tutti gli altri in anteprima italiana.
Come abitudine il Concorso punta su opere appassionanti e originali che interpretano il tema montagna secondo le chiavi più disparate: dagli attesi migliori film di alpinismo dell’anno, al documentario creativo su temi sociali e ambientali, alle migliori opere d’autore in cui le vette e i più spettacolari paesaggi naturali del pianeta fanno da sfondo al racconto di storie e protagonisti straordinari.
La tradizione alpinistica sarà rappresentata da 4 lungometraggi che vanno ben oltre la pura documentazione sportiva: Ninì di Gigi Giustiniani fa rivivere, esclusivamente attraverso la rielaborazione di straordinario materiale fotografico e diaristico, le scalate e la storia d’amore di Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta; Killer Slope dell’olandese Geertjan Lassche svela il dietro le quinte di una controversa spedizione commerciale in Himalaya, dove sempre le ambizioni degli alpinisti e il destino degli sherpa sono nelle mani dei tour operator dell’estremo; Jeff Lowe’s Metanoia di James Aikman ritrae il leggendario alpinista americano che, dopo tante vittoriose scalate ma altrettante sventure, è alle prese con la sfida più grande: una malattia neuro-degenerativa; Valley Uprising di Nick Rosen celebra, attraverso straordinari materiali d’archivio e aneddoti, l’epopea della valle di Yosemite, scoperta dai pionieri del climbing negli anni ’60 e recentemente scenario dell’impresa di Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson che, il 15 gennaio scorso, dopo 19 giorni in parete e anni di tentativi, hanno completato la prima salita in libera del Dawn Wall su El Capitan, seguiti in diretta e online dai media mondiali.
Insieme agli alpinisti, protagonisti tradizionali dal festival sono quegli eroi del quotidiano che vivono la montagna, come i pastori del pluri-premiato Les Tourmentes
del belga Pierre-Yves Vandeweerd, e quelli, bambini questa volta, di Coming of age del sudafricano Teboho Edkins, che porterà al festival gli inediti paesaggi africani d’alta montagna del Lesotho. Tra le cime del Montana lavorano gli allevatori di Fishtail di Andrew Renzi, documentario western narrato dalla inconfondibile voce di Harry Dean Stanton; mentre su quelle ormai quasi disabitate del Portogallo resiste la famiglia di Volta à terra di João Pedro Plácido, e il giovane Daniel alle prese con una complicata educazione sentimentale.

La montagna e la natura più estrema sono anche preziosi patrimoni ambientali: c’è chi li difende e li riconquista, come gli attivisti di DamNation di Travis Rummel e Ben Knight, che reclamano l’utopico abbattimento delle dighe di cemento che negli USA hanno fermato il corso naturale di centinaia di corsi d’acqua e chi li vede come ultima frontiera di una fuga dalla società e civiltà moderne, come l’anziano protagonista di Alaska del tedesco Christopher Stöckle, che preferisce la compagnia degli grizzly a quella degli umani.
Non mancano, e sono sempre più rilevanti per immaginare il destino dei territori di montagna, le questioni culturali e politiche. Guardano al presente attraverso la tradizione le svizzere Céline Carridroit e Aline Suter, che esplorano in Resuns le loro origini e l’universo della cultura e della lingua romance, e Mattia Colombo, che accompagnato dalle parole e dalle suggestioni di Erri De Luca esplora in Alberi che camminano il ruolo e valore simbolico del legno, dalle montagne del Trentino ai porti del Mediterraneo. Dalla cima di una montagna scrutano invece nel futuro della nostra società globalizzata lo svizzero Roman Vital, che in Life in Paradise documenta la convivenza forzata tra una comunità alpina da cartolina e gli immigrati clandestini costretti a soggiornarvi e l’austriaca Ella Raidel, che in Double happiness segue la costruzione della replica di un tipico villaggio tirolese da parte di una impresa edile cinese, che rivenderà l’idillio del paesaggio e dell’architettura tradizionali ai suoi facoltosi clienti orientali.

Tra i cortometraggi, in prima mondiale sarà l’italiano Eyelid di Francesco Mattuzzi e Renato Rinaldi, che documenta, con aperture visionarie, il progetto dello studio di architettura torinese Cliostraat di un avveniristico rifugio sul monte Elbrus, vetta più alta della Russia, sviluppo del modello proposto con il rivoluzionario Bivacco Gervasutti sul Monte Bianco. Direttamente dall’ultima Berlinale arriva Hakie – Haki. Ein Leben als Mann di Anabela Angelovska, ritratto di una “vergine giurata” albanese, tradizione rurale a cui si ispira il film di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher attualmente nelle sale, mentre l’olandese Nowhere Place di Susanne Opstal ci porterà, chiedendosi cosa spinge l’uomo a rischiare la vita oltre i suoi limiti, dalle più alte vette fino al pianeta Marte, con un biglietto di sola andata.

ANTEPRIME
Dalla scorsa edizione del festival i lungometraggi godono della collocazione nella grande sala del Supercinema Vittoria, contesto ideale per riscoprire il piacere del racconto sul grande schermo di storie, passioni e avventure che hanno per sfondo montagne vere e fantastiche. La selezione fiction della 63. edizione traccia un ideale percorso dal cuore dell’Europa all’estremo Oriente.

Si partirà sabato 2 maggio dalla località sciistica francese teatro di Force majeure di Ruben Östlund, presentato in collaborazione con Teodora Film alla vigilia della distribuzione italiana. Il film del regista svedese, sorprendente dramma familiare innescato da una valanga, è tra le rivelazioni dell’ultimo Festival di Cannes (dove ha ricevuto il Premio della Giuria nella sezione Un Certain Regard), è stato candidato ai Golden Globe 2015 e agli European Film Awards per il miglior film e la migliore regia.
La tappa successiva saranno le montagne al confine tra Germania e Repubblica Ceca, dove il protagonista di Schmitke di Štepán Altrichter, novello Don Chisciotte alle prese non con i mulini a vento ma con le turbine eoliche, finirà per smarrire se stesso e la ragione, in un film che da surreale commedia urbana si trasforma in un giallo quasi metafisico che abbraccia il mistero della natura e del paesaggio.

Altro lungo passo verso est per arrivare tra i monti del Kurdistan turco, attraversati in Come to my voice da un’anziana donna e dalla nipote, nel kafkiano tentativo di liberare il padre della piccola, catturato dall’esercito turco con l’accusa di essere un fiancheggiatore della lotta curda. Il film di Huseyin Karabey diventa, alla luce della recente attualità internazionale, anche un omaggio al popolo curdo e alle tante donne che si sono sacrificate nel conflitto contro l’integralismo religioso.
Due donne sono protagoniste anche della tappa successiva, in Pakistan: Dukhtar sarà a Trento in anteprima italiana dopo festival come Toronto, Pusan, Londra
, Goa e Dubai, ed essere stato il primo film diretto da una donna scelto per rappresentare il Pakistan agli Oscar. Nell’esordio di Afia Nathaniel madre e figlia intraprendono un’avventurosa fuga attraverso le imponenti montagne del paese, per sottrarre la bambina a un matrimonio combinato. Un coraggioso film di denuncia in forma di thriller e road-movie.
Il passo successivo è breve, oltre il confine con l’India, verso lo stato montuoso del Kashmir. È qui che Vishal Bhardwaj ha ambientato Haider, ambizioso adattamento in veste bollywoodiana dell’Amleto, terzo capitolo di una personalissima trilogia shakespeariana dopo un Macbeth presentato al festival di Toronto, e un Othello a Cannes. Quasi tre ore di durata, grandi budget, azione, passioni, musica, coreografie, attori superstar: il mix unico offerto dal cinema indiano per la prima volta al Trento Film Festival, grazie all’occasione del programma speciale “Destinazione… India”.

Se con Haider aumentano i ritmi del racconto, l’accelerazione sarà ulteriore e brusca con il film d’azione che chiuderà la sezione, presentato in collaborazione con Far East Film Festival: The Taking of Tiger Mountain del maestro del cinema orientale Tsui Hark, campione di incassi all’uscita in Cina, ha come protagonista la star Tony Leung Ka-fai nei panni di uno spietato bandito che governa le terre della Cina del nord dalla sua fortezza sulla Tiger Mountain. Dopo la serata di chiusura del festival udinese, i suoi vertiginosi scenari innevati saranno protagonisti a Trento venerdì 8 maggio.

ALP&ISM
La sezione non competitiva dedicata all’alpinismo e alle discipline alpine presenta 25 titoli, tra lungo- e cortometraggi.
Gli scenari saranno i più disparati, a partire da quelli più familiari per il pubblico del festival: le cime trentine in Brenta Base Camp 2014 e Zanzara e Labbradoro, le Dolomiti in Saslonch suite e Der Zinnenmann Christoph Hainz, le Alpi in René Vernadet, l’oeil qui précédait l’exploit (sul leggendario cameraman-alpinista francese), Déjame Vivir (con lo skyrunner catalano Kilian Jornet Burgada impegnato nella sua salita da record al Cervino) e, in anteprima assoluta, Grimpeurs di Andrea Federico, che attraverso precise interviste a testimoni e protagonisti, ricostruisce con dovizia di particolari la celebre tragedia del 1961 al Pilone Centrale del Freney del Monte Bianco, a cui ebbero la fortuna di sopravvivere due grandi alpinisti come Walter Bonatti e Pierre Mazeaud.
Molto più lontano portano film come Africa Fusion, con il beniamino del pubblico ed ex-giurato del festival Alex Honnold per la prima volta alle prese con le pareti africane, China Jam con Sean Villanueva O’Driscoll e Nicolas Favresse a caccia di nuove sfide in estremo oriente, The Frozen Titans con il racconto di una impossibile scalata su ghiaccio nel cuore delle Montagne Rocciose, mentre con Perdutamente Cerro Torre non mancherà una montagna che dall’altro capo del mondo non smette di affascinare e far discutere.

TERRE ALTE
È la sezione che ogni anno presenta storie e protagonisti da conoscere per capire meglio come si vive, e come si potrà vivere, sulle montagne del nostro pianeta, e come questi territori e chi li abita stiano cambiando.
Tra i cinque lungometraggi selezionati tre sono italiani: in Inchiesta in Carnia il celebre direttore della fotografia Dante Spinotti, da anni al fianco dei più grandi registi americani, torna in Friuli per questo omaggio alla sua terra d’origine e per raccontarne la trasformazione; si resta a Nord-Est per Un paese di primule e caserme di Diego Clericuzio, ispirata inchiesta sul destino delle innumerevoli strutture ed edifici militari abbandonati lungo l’ex-cortina di ferro, in attesa di nuove funzioni; mentre da Roma parte Alfredo Covelli per il suo viaggio verso il nord dell’India, dove come racconta in With real stars above my head, a Trento in anteprima italiana, finirà ospitato in un monastero di suore buddiste, con le quali sviluppa un bizzarro rapporto di conoscenza reciproca e amicizia capace di superare qualsiasi distanza culturale, linguistica e religiosa.
Gli altri documentari e i cortometraggi completano un giro del mondo che passa da Tibet, Patagonia, Bolivia, Albania, Spagna e Giappone, riportandoci in Italia con Brasimone di Riccardo Palladino, sulla valle degli Appennini emiliani dove resta incastonata una centrale nucleare costruita e mai messa in funzione.

LE ALTRE SEZIONI
Completano il programma della 63. edizione le Proiezioni speciali, tra cui è inserita la riscoperta proposta dalla Cineteca Italiana di Milano di Senza sole né luna di Luciano Ricci, film del 1963 ambientato durante la costruzione del traforo del Monte Bianco (con un giovanissimo Lando Buzzanca), e le sezioni “Destinazione… India” con un ampio programma di proiezioni ed eventi dedicato al paese-continente asiatico (vedi il comunicato specifico); “Orizzonti vicini” dedicata a registi, produzioni e film dal Trentino-Alto Adige; “Eurorama” a cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, con i film etnografici premiati nei festival specializzati
di tutta Europa; e “Natura Doc”, selezione di documentari naturalistici ospitati dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento.

GIURIA
Le Genziane d’Oro e d’Argento del Concorso Internazionale del Trento Film Festival 2015 saranno assegnate da una giuria composta da: Nancy Rosenthal, fondatrice e direttrice del New York WILD Film Festival, per 15 anni produttrice e regista per National Geographic Television; Kavita Bahl, documentarista e docente di cinema indiana, premiata in due occasioni con il National Film Award, che insieme al marito e co-regista Nandan Saxena presenterà anche due film nella sezione “Destinazione… India”; Hervé Barmasse, regista di film di montagna e affermato alpinista, membro di una famiglia segnata da una lunga tradizione e passione per la montagna; Alessandro Rossetto, regista che nel 2012, dopo tanti apprezzati documentari, ha esordito nel lungometraggio con Piccola patria, girato in parte in Trentino e presentato alla Mostra di Venezia; Colin Thubron, romanziere e scrittore di viaggi britannico, ha pubblicato diversi libri su Russia e Asia, è dal 2010 presidente della Royal Society of Literature.

LA SELEZIONE
Sergio Fant è il responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival; la commissione di selezione è composta da Gianluigi Bozza, Heidi Gronauer e Matteo Zadra; i consulenti al programma sono Paolo Moretti per Concorso e Anteprime, Antonio Massena e Italo Zandonella per la selezione alpinistica