Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir, responsabile della polizia e delle carceri, ha visitato un penitenziario femminile e ha detto a una detenuta palestinese che, finché sarà lui a dirigere il sistema, “i campi estivi nelle prigioni israeliane sono finiti”. Nel video, diffuso sul canale Telegram del ministro, Ben Gvir parla attraverso un’interprete con una prigioniera palestinese che afferma di appartenere alla Jihad islamica. Interrogata sulle condizioni della detenzione, la donna descrive una situazione “molto grave” e denuncia la mancanza di privacy e dei servizi essenziali.
“Entrano nell’edificio giorno e notte. I nostri diritti non vengono rispettati. Non abbiamo nemmeno le cose basilari, come una doccia normale, non c’è acqua nelle stanze, ci sono molte malattie e non riceviamo cure. Ci stanno torturando”, afferma. La detenuta sostiene inoltre che lei e le compagne non possano lavarsi né cambiare la biancheria intima da tre giorni. “I campi estivi nelle carceri israeliane sono finiti”, replica Ben Gvir. “Sono io al comando e tutti coloro che hanno fatto del male ai miei fratelli non riceveranno un trattamento da hotel”.
Il ministro pubblica frequentemente video girati nelle carceri per mostrare le dure condizioni imposte ai detenuti palestinesi. All’inizio del mese Ben Gvir aveva annunciato in un altro filmato la costruzione di quella che aveva definito una “struttura per le impiccagioni”, destinata ai condannati a morte nel centro di Israele. In un’intervista aveva inoltre invocato pubblicamente l’uccisione di “30 o 40 persone” ogni notte nella Striscia di Gaza. Secondo i dati ottenuti dall’ong Medici per i diritti umani-Israele, dal 7 ottobre 2023 almeno 104 palestinesi sono morti mentre si trovavano sotto custodia israeliana. Molti decessi sarebbero riconducibili a torture, negligenza medica e privazione di cibo.


