E’ l’ultimo stratagemma per risparmiare a qualsiasi costo. L’hanno inventato i proprietari degli immobili per evitare di spendere denaro in costosi (ma a volte necessari) interventi di ristrutturazione di palazzi e abitazioni, organizzati in condomini. Viste che alle spese ordinarie non si può sfuggire, in caso di grandi interventi si diserta in massa l’assemblea di condominio con l’obiettivo di far mancare il numero legale. E nulla può l’amministratore se non riprovare con un’altra assemblea straordinaria.
Così ai crediti ormai all’ordine del giorno si aggiunge il blocco della manutenzione. E non si tratta di un fenomeno isolato, bensì di un costume al quale ricorrono gli italiani per difendersi dalla crisi, costretti quindi a scegliere ogni mese quali spese affrontare, quali rinviare e quali, infine, evitare.
Secondo l’Anammi, l’associazione nazionale europea amministratori di condominio, Roma è purtroppo la capitale per i condomini assenteisti e pesa per il 28 per cento sull’indagine campione realizzata su una base di 13 mila condominii assistiti. Dietro Roma, c’è Milano col 15 per cento, poi Napoli (15%), Torino e Palermo.
“La tendenza all’assenteismo in assemblea condominiale – afferma il presidente di Anammi Giuseppe Bica – non è un semplice fatto di colore, ma un escamotage sempre più utilizzato per sfuggire la possibilità di spese di un certo importo”.
Per manutenzione straordinaria, si intendono infatti i lavori che non rientrano in quelli già previsti annualmente e ricompresi nella quota condominiale: in pratica, le riparazioni e le sostituzioni legate a guasti e al logorio del tempo, che possono coinvolgere tutte le parti comuni, dall’ascensore alla facciata dell’immobile.
“Il fenomeno sociale ha assunto dimensioni significative nella grandi città, dove il costo della vita è maggiore, e nei quartieri più eleganti dei centri urbani.
“La gente non vuole far sapere che ha problemi di liquidità – spiega Bica – il più delle volte si tratta di condomini con un buon tenore di vita, ma che non ce la fanno a sostenere le spese di edifici storici, molto costosi da mantenere. Quando si vedono arrivare l’avviso di un’assemblea in cui si propone di deliberare sulla sostituzione di un’autoclave o dell’ascensore, la reazione è di non farsi vedere, guardandosi bene dall’avvisare l’amministratore?. La maggioranza richiesta per l’approvazione, infatti, è qualificata: la maggioranza degli intervenuti ed almeno un terzo dei millesimi”. Così bastano pochi assenti ed il requisito dei millesimi salta”.
Che si tratti di una dilazione è una certezza resa tale dai regolamenti del condominio. L’amministratore, infatti, può classificare i lavori da urgenti a improrogabili e il Codice civile impone la loro esecuzione. Insomma, una via d’uscita c’è ma occorre tempo. Nel frattempo l’immobile invecchia e rischia di perdere valore.
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L’INCHIESTA. L’associazione degli amministratori, Anammi, denuncia l’escamotage che i condomini utilizzano per evitare di pagare i lavoro di manutenzione straordinaria: basta disertare l’assemblea per far mancare il numero legale. Ma è una tecnica che dura sino a quando i lavori non diventano”improrogabili”. Roma in testa alla classifica dell’indagine sulle città capoluogo
