Non si placano le polemiche legate al fotomontaggio con cui Roberto Vannacci ha “alleggerito” d’una maglietta la sottosegretaria Matilde Siracusano nei giorni scorsi. Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e responsabile Comunicazione di Forza Italia, partendo da quello che definisce un episodio gravissimo ai danni della collega di partito, ha lanciato un appello a maggioranza e opposizione affinché nessuno usi volti e voci alterati dall’intelligenza artificiale in campagna elettorale, impegnando in prima persona Forza Italia a non farlo.
“Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori significa tradire i cittadini. Il compito della politica è, viceversa, rafforzare il legame democratico e la partecipazione alla vita pubblica consolidando il rapporto di fiducia tra l’elettore e i suoi rappresentanti. Il mio appello segue la via italiana tracciata da questo governo sull’intelligenza artificiale, introducendo il reato del deepfake”, le parole di Barachini.
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Intanto, dal Pd, Anna Ascani, vicepresidente della Camera, coglie la palla al balzo per rilanciare una battaglia che porta avanti da tempo: “Curioso, per non dire assurdo, che il governo e la destra si accorgano del pericolo che i deepfake rappresentano per la democrazia solo adesso che a esserne vittime sono loro. Tardivi gli appelli a fare qualcosa: vengono dagli stessi che mesi fa hanno respinto la mia proposta di legge per contrastare la diffusione di contenuti IA manipolati sui social soprattutto nei periodi elettorali”.
“Il rischio è concreto, lo vediamo con i nostri occhi: usi distorti ledono i diritti delle persone e alterano i processi democratici. E non può bastare introdurre reati, i processi penali hanno ritmi diversi da quelli di una campagna elettorale. I deepfake devono essere segnalati e rimossi immediatamente e chi li utilizza sanzionato. Serve una legge per questo, non bastano gli appelli. La politica tutta metta da parte posizioni ideologiche e agisca urgentemente”, ha detto. Intanto, la foto ritoccata ha già provocato una valanga di reazioni bipartisan e l’annuncio di un’azione legale da parte della sottosegretaria.


