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A scuola con l’amianto: cercasi fondi. Municipio-Comune, scontro per la bonifica

LA DENUNCIA. La manutenzione degli edifici scolastici spetta ai minisindaci che tuttavia spesso si ritrovano senza fondi per operare. Come è successo per la scuola Giovanni Falcone dove gli alunni convivono con le fibre killer. Ma ad Affaritaliani.it l’assessorato spiega: “Ai Municipi trasferti 170 mila euro”. I genitori: “Non ci sono più alibi”

di Valentina Renzopaoli

Il Municipio alza le mani e incolpa il Comune, il Comune rispedisce al mittente ogni responsabilità, mentre i bambini continuano a trascorrere ore ed ore in una scuola contaminata da amianto. E che il materiale cancerogeno esiste ormai è un dato di fatto, accertato e ufficialmente riconosciuto da tutti gli organi competenti, ma i soldi non ci sono e la bonifica non si può fare. Più che triste, la realtà è vergognosa: nonostante le proteste dei genitori degli alunni che ormai proseguono da mesi, la scuola Giovanni Falcone di piazzale Hegel nel IV Municipio rimane una bomba ad orologeria. La denuncia affaritaliani.it l’aveva lanciata già lo scorso 25 novembre, raccogliendo l’allarme dell’Osservatorio Nazionale Amianto che ha costituito addirittura un comitato ad hoc per assistere i genitori degli alunni.
Dopo ripetute richieste di informazioni e di intervento, la doccia fredda arriva dal dirigente dell’U.O.T., acronimo che sta per Unità Operativa tecnica del Municipio, che nero su bianco ammette la resa. L’architetto Patrizia di Nola scrive, quasi sconsolata, che “l’indagine ha accertato la presenza di amianto nei pannelli posti a copertura dei vani alla base dei due edifici dove alloggiano gli impianti termo-idraulici” aggiungendo quasi a mettere le mani avanti che “a completamento della valutazione è stato eseguito anche un monitoraggio ambientale i cui valori sono risultati sotto la soglia di preallarme”. E poi la confessione “questa U.O.T. non essendo nella condizione di poter provvedere alla bonifica e/o rimozione di detti manufatti per mancanza di risorse economiche, ha sollecitato il Dipartimento S.I.M.U. a voler provvedere alla completa risoluzione del problema”. Insomma secondo l’architetto Nola è evidente che della questione scottante se ne debba occupare il Comune. La lettera, indirizzata all’Ona è dell’11 novembre. Ma poi, pochi giorni dopo, il 26 novembre, dallo stesso ufficio tecnico del municipio parte un’altra comunicazione: la missiva è indirizzata al SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Comune), all’assessorato per lo sviluppo delle periferie, infrastrutture e manutenzione urbana e al presidente del municipio. Una lettera che chiaramente mira a sollevare il Municipio da ogni responsabilità ricordando che gli articoli 65 e 68 del Regolamento sul decentramento prevedono per il Municipio “la manutenzione edilizia ordinaria e straordinaria degli edifici adibiti ad uso scolastico” e “le funzioni di vigilanza sullo stato manutentivo degli immobili comunali”. Ma, aggiunge, l’architetto Di Nola “è evidente che dette competenze possono svolgersi a fronte di mezzi necessari per garantire l’esatta esecuzione; cosa che ad oggi questo Municipio non è in grado di garantire poiché non sono state rese disponibili le necessarie risorse economiche e finanziarie”.

A questo punto, tutto pare filare liscio come l’olio: il Municipio ha fatto fare i sopralluoghi, poi le indagini e i monitoraggi ambientali, ha inoltrato l’esito delle analisi, ha chiesto più volte al Comune di intervenire per la bonifica e visto che non ha mai ricevuto riscontro se ne lava le mani. Ma il gioco di rimbalzo, in realtà, non finisce qui.
Sposando la preoccupazione dei genitori dei bimbi, assistiti legalmente da Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, affaritaliani.it ha chiesto spiegazioni al Comune, all’Assessorato ai Lavori Pubblici e al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana. E come per magia, ecco la notizia che smonta ogni alibi: lo scorso 19 dicembre, infatti, ciascun Municipio avrebbe ricevuto circa 170 mila di euro per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici materne ed elementari, soldi – circa 2 milioni e mezzo di euro – che il SIMU aveva incassato con l’assestamento di bilancio e che l’ex assessore Paolo Masini ha deciso di spartire e destinare ai Municipi.
“A questo punto il Municipio IV può far fronte con questi soldi agli interventi di bonifica, credo che dovrebbe essere una priorità, come le scriverò presto” spiega il direttore Area Urbanizzazioni Secondarie del SIMU, l’architetto Chiara Cuccaro. Sempre che il Municipio non li abbia destinati ad altro.