Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » Amianto nella Asl Rm B. Denuncia ferma da 14 anni

Amianto nella Asl Rm B. Denuncia ferma da 14 anni

IL CASO. In via del Sulpici ventuno cassoni di amianto da cinquecento litri, chili e chili di materiale cancerogeno nel sottotetto adiacente gli ambulatori di radiologia, oncologia e cardiologia. La prima lettera risale al 2001 ma è stata dimenticata. Ora il responsabile della Asl scrive al sindaco e alla Procura. L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto. LE IMMAGINI

di Valentina Renzopaoli

Ventuno cassoni di amianto da cinquecento litri, chili e chili di materiale cancerogeno spuntano fuori dal sottotetto di quello che dovrebbe essere uno dei posti più sicuri, un poliambulatorio che offre servizi specialistici, dalla radiologia all’oncologia medica, passando per la neurologia e la cardiologia.
La denuncia sconcertante arriva dal responsabile del Poliambulatorio Asl RmB, il dottor Vincenzo Tarantino che lo scorso 5 dicembre ha mandato un’esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Nella lettera, indirizzata anche al sindaco di Roma, al dirigente UOC della Asl RmB e al comandante della Polizia Municipale del VII Gruppo, viene segnalata “la presenza di 21 cassoni di eternit in locali (con polvere per terra) che dispongono di piccole finestre aperte che possono disperdere residui di amianto”. Ma non basta: il dottor Tarantino infatti, denuncia anche un capannone, proprio di fronte al poliambulatorio, fatiscente e in stato di abbandono, con una copertura in eternit di almeno 250 metri.
Siamo in via dei Sulpici, nella zona tra il Quadraro e Cinecittà. “L’amianto presenta segni di rottura, sfaldamento con perdita di materiale polverulento e alcune lastre divelte” si legge nell’esposto. Insomma una situazione di gravità estrema, perché sorge di fronte ad un luogo pubblico, un presidio sanitario, dove ogni giorno entrano decine e decine di cittadini, anche malati. E soprattutto perché le segnalazioni presentate nel tempo, a cui non è mai stata data alcune risposta, sono state numerose. La prima risale addirittura al 2001, ovvero a quattordici anni fa: il dottor Tarantino aveva già allora segnalato le proteste degli utenti al Servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza nel Luoghi di Lavoro della Asl RmB; a cui è seguita la richiesta, nel 2008, per chiedere interventi urgenti e poi, nel 2010 una lettera firmata da tutti i dipendenti del Poliambulatorio che si sono mossi per chiedere che la copertura venisse rimossa “in quanto le superfici di eternit dei capannoni divengono friabili al tatto e iniziano a sfaldarsi, a causa dell’azione di agenti esterni come la pioggia e gli urti, rendendo necessario e obbligatorio per legge rimuoverle”.
In tutti questi anni nessuno si è mosso. Mercoledì 14 gennaio anche l’Osservatorio Nazionale Amianto, raccogliendo la denuncia del responsabile del Poliambulatorio, ha scritto al sindaco-medico Ignazio Marino “affinché il primo cittadino voglia disporre tutti gli strumenti tecnici, normativi, dispositivi e regolamentari ai fini della prevenzione primaria rispetto al rischio e al pericolo amianto”. Ricordando che “l’Associazione riceve giornalmente segnalazioni di cittadini allarmati per la presenza di amianto e materiali contenenti amianto nel territorio comunale e lamenta l’assenza di qualsiasi intervento da parte sua, in tutela della salute pubblica e del rispetto delle norme di cui all’articolo 32 della Costituzione”.