Un Governatore in difficoltà, che scappa al confronto e fugge dagli imbarazzanti sviluppi dello scandalo Mafia Capitale con i tentacoli della “cosa nera” di Buzzi e Carminati che avrebbero inquinato anche gli appalti della Regione. Questo il ritratto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti tracciato dal vicepresidente del consiglio regionale, Francesco Storace: una sorta di “Mister x” che ogni giorno ingaggia una lotta contro la trasparenza.
Il leader della Destra punta il dito contro la gestione degli appalti dopo l’esplosione del caso Venafro, il capo di Gabinetto di Zingaretti dimissionato dopo essere finito tra gli indagati per la gara sul Cup regionale: una gara che prima di essere sospesa dopo lo scandalo di Mafia Capitale, stava per finire nel portafoglio delle cooperative di Buzzi. Ma sotto la lente d’ingrandimento dei consiglieri regionali spunta un altro maxiappalto ben più succulento, il ‘garone’ miliardario per il cosiddetto multiservizio tecnologico nella sanità laziale.
“Vorremmo vederci chiaro – scrive Francesco Storace nel suo editoriale sul Giornale d’Italia – oltre un miliardo e duecento milioni diviso in sette lotti, che potrebbe riservare altre curiosità per la magistratura. Si tratta del rinnovo della gara sul servizio multitecnologico per le aziende sanitarie del Lazio, (energia, manutenzione, global service). Quella precedente si svolse con la mia amministrazione nel 2003 e non ebbe problemi di carattere giudiziario. Ora i lotti dai quattro di allora sono diventati sette e la presunta apertura alle piccole e medie imprese che avrebbe determinato l’estensione del bando e’ una bufala: bisogna avere alle spalle fatturati per diverse decine e decine di milioni di euro l’anno per poter partecipare alla gara. Chissà se tra i vincitori ci sarà qualche cooperativa….”
“Zingaretti eviti pasticci e metta tutto in rete – conclude Storace – Accetti di confrontarsi con il consiglio regionale sulla correttezza di una gara così importante, senza rifugiarsi nell’indifferenza di fronte alle domande dell’opposizione. Che non è un fastidio che capita solo a lui, ma uno degli elementi senza i quali non c’è democrazia. Si è eletti alla presidenza della regione e non al suo dominio”.

