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Armi, euro, astici e marja. Vivere da zingari su Fb

L’INCHIESTA. L’illegalità come stile di vita: tutto sovraesposto e ostentato ovviamente sul social. Alessandro, Giacomo e Lorenzo si firmano “lo zingaro” per ricordare la loro origine. Come si vive nei campi rom raccontato dai protagonisti della generazione dei giovani, quella che non ha una casa e un lavoro e vive da nababbo su Fb, dove raccontano il loro modello delirante

di Alberto Berlini

Parlano un “perfetto slavo-romanesco” ma scrivono con un italiano da seconda elementare alla scuola serale. Ostentano quello che hanno: gioielli, abiti firmati piatti di astici, bottiglie di vodka, piante di marijuana, pistole e fucili forse finti. Per appurarlo basterebbe entrare nel campo rom. Invece per entrare nella loro vita e nelle loro case, basta entrare nella pagina del loro profilo Fb e scoprire un mondo.
LA PAURA NON ABITA QUI. Alla faccia della privacy profili aperti e bravate ben visibili immortalato con melafonini. Il primo a fare la scoperta è stato il blog Roma fa schifo, un contenitore di immondizia umana, sociale e politica che denuncia tutto ciò che non va bene a Roma e quindi non soffre di assenza di lavoro. Affaritaliani.it ha raccolto la segnalazione ed è entrato nel campo rom dal computer.
I PROTAGONISTI. “Lo Zingaro” è il soprannome del clan, orgoglio di origine controllata e di stile di vita. Lorenzo, Alessandro e Giacomo: Dio solo sa quanti anni hanno, sono “i mejo”, duri da morire, armati di costosi astici e tutti uniti nel profilo dall’indicazione di aver “lavorato per Gucci”. Invece uccidono astici, sgozzano capretti, e sventrano maiali nella città rom di via Cesare Lombroso dove coltivano con orgoglio piante di marijuana (a proposito: ma non è reato? Forse a loro è permessa per uso personale, vista la differenza di legislazione che vige nella città rom). E chissà cosa penseranno i nostaglici neonazisti quando vedranno che la croce celtica orna le stanze dei container ed è esposta e “selfata” con grande orgoglio.
LA FORZA NELLE IMMAGINI. Alessandro e Giacomo postano fidanzate, immagini porno e sorelline in un grande, delirante contenitore che è una storia nella storia. E poiché ogni tanto sono costretti a convivere con i “diversi”, ecco il video che ritrae l’eroe senza paura correre in mutande nel corridoio della scuola. Spuntano anche una pistola e un fucile, oltre a una “piantagione” di banconote da 500 euro ben messe su un letto, tutto insieme appassionatamente perché il “vangelo degli zingari” prevede tre motivi per vivere: sesso, droga e denaro. Il sesso è il fine dell’esistenza femminile (vedi imamgini e diario), la droga la si coltiva perché significa lavorare e il denaro arriva dal cielo. Oppure dal rame, regolarmente immortalato in uno speciale centro di raccolta, sempre all’interno dell’altra città.
I DIALOGHI. Leggendo i post degli “zingari” si ha la certezza di ciò che le immagini raccontano. “So’ tornato lo zingaro più coatto de prima”, “Bevendo a chi me vo male”, oppure improbabili appuntamenti serali per vedere video hard in rete. Visto che la scuola serve come set per i video, c’è spazio per una “Pala della Crusca”: “Arivera la fine ma non sarà mai la fine”, accompagnata da pensieri esistenziali: “Di giorno sento così tante cazatte che mi taperei le orecchie per non sentire le cazatte che parla la gente …………….. bufonni coglioni”. Aggiunge sempre Giacomo: “Mando a Fanculo tutto non me frega de nessuno non esiste più nessuno per me………. cresciuto d’asolo” e via cojn la perla: “Ascoltando cualche brano” mentre viaggia in metrò armato di auricolare.
Lorenzo è più per l’affettuosità nei confronti della comunità sterminata: “Buona serata a Zingarelli”,  che non è un dizionario ma il clan con la maiuscola. Sempre Lorenzo: “Mi sarei preso una pallottola per loro e furonoloro i primi a spararemi”, forse riferito alle immagini della battaglia del campo rom, filmata con un controcampo che racconta l’invasione della Celere. E se la giornata volge alla fine: “Buona morte Zingarelli e buona notte a il restò del mondo”.
IN FONDO C’E’ UN CUORE. Ancora Lorenzo: “I vieri uomini dovrebbero insegnare alle donne a fare l’amore e le vere donne dovrebbero insegniare agli uomini ad amare”. Ipse dixit. Il commento ai lettori.