La bandiera nera dell’autoproclamato Stato Islamico “sventola” sul sito web della paladina italiana dei diritti delle coppie omosessuali, l’ex parlamentare transgender Vladimir Luxuria. “Quando ho aperto la pagina e ho visto la scritta in arabo e la parola Isis, mi è preso un colpo – ha raccontato l’attivista e volto dell’associazionismo rainbow capitolino – Ho naturalmente fatto immediatamente denuncia alla Polizia Postale, che attualmente sta facendo tutti i controlli per capire esattamente da dove arriva l’attacco”.
Solidarietà da parte del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che per bocca del suo presidente, Andrea Maccarone, esprime vicinanza a Vladimir Luxuria, più volte in prima linea per la difesa dei diritti delle persone lgbtqi: “Questo è il primo caso, per quanto ne sappiamo, che prende di mira una notissima rappresentante della nostra comunità.
Altri attacchi, firmati Isis ma ancora in via dei verifica, hanno colpito vari siti in Italia e in Europa. Siamo naturalmente preoccupati ma confidiamo nella capacità della Polizia Postale di trovare ben presto i colpevoli di questo attacco. Se le investigazioni in corso confermassero che l’attacco proviene dall’Isis, si tratterebbe non solo di un attacco personale a Vladimir Luxuria ma a tutta la comunità lgbtqi e ai suoi valori che non rientrano evidentemente nella cultura di questi terroristi”.
La minaccia rivolta a Vladimir Luxuria non è casuale ma legata a ciò che esprime, come ci ricordano ogni giorno le scene di omosessuali uccisi per lapidazione o lanciati da alti edifici che ci giungono dai territori sotto il controllo del Califfato, così come le minacce dirette giunte via Twitter qualche giorno fa che annunciavano il lancio degli omosessuali italiani dalla Torre di Pisa.




